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martedì 18 aprile 2017
Chicken Meatloaf - Polpettone di pollo
Un polpettone delizioso, morbido e saporito, che accontenterà grandi e piccoli... La ricetta la trovate qui, sul blog dello Starbooks!
giovedì 19 gennaio 2017
mercoledì 18 giugno 2014
Curry di Pollo del Principe
Un piatto profumato e ricco di sapori, proveniente da un paese lontano...
La ricetta? Sul blog dello Starbooks
giovedì 10 aprile 2014
Omelette alla Provenzale
Torta...? Più o meno... E' una "torta" con l'accento francese e shabby chic... Ricetta e considerazioni li trovate tutti qui, nel blog Starbooks con il libro di Aprile :))))
lunedì 17 febbraio 2014
Un salto in Cina: Straccetti di Pollo con semi di sesamo e pepe di Sichuan
Sono sempre alla ricerca di modi nuovi per cucinare il pollo, visto che lo preparo abbastanza spesso a casa, vivendo in una famiglia di carnivori... Anzi, credo che il pollo sia proprio il tipo di carne che cucino con più frequenza, sia per la sua versatilità che per la velocità di cottura (sto parlando del pollo a pezzi). Cerco di acquistare sempre polli che siano stati allevati all'aperto, e alimentati senza derivati di origine animale o OGM... Sia per questioni etiche che per la qualità delle carni, che non è paragonabile a quelli allevati in modo intensivo!
Nella cucina cinese, il pollo viene cucinato in infiniti modi, tra le preparazioni più conosciute ci sono il "Pollo al limone" o il "Pollo con le arachidi". La ricetta che vi propongo è la versione di Ken Hom - considerato uno dei più grandi chef esperti di cucina cinese - di un noto piatto dello Sichuan, molto popolare, e conosciuto come Strange Taste Chicken, perché racchiude diversi sapori: agroldoce, piccante e speziato. In casa hanno apprezzato tutti questa squisita preparazione :)))
Ricetta naturalmente gluten free, ma controllate sempre le etichette degli ingredienti a rischio contaminazione!
* La Dark soy sauce è una salsa di soia più ricca di sapore e più densa rispetto a quella normale. E' molto utilizzata nella cucina cinese Stir-Fry, per donare un'aroma più intenso al cibo. La trovate nei negozi specializzati, altrimenti utilizzate la salsa di soia normale.
Gli altri ingredienti della sals, li trovate sempre nei negozi specializzati nella vendita di cibo etnico.
1. Tagliare i petti di pollo in striscioline lunghe 7,5 cm circa e metterli nella ciotola insieme alla marinata, mischiando bene. Potete anche mettere marinata e pollo in un capiente sacchetto per alimenti (quelli per congelare vanno benissimo), chiudendo con l'apposito laccetto e agitando bene. Trasferire in frigorifero per 20 minuti circa.
2. Se usate l'olio d'arachide per cucinare il pollo, riscaldate un wok o una padella per fritti su fuoco alto, poi versate l'olio. Quando l'olio sarà molto caldo, togliere il wok dal fuoco e aggiungere il pollo, mescolando energicamente, per evitare che il pollo si attacchi al wok. Dopo 2 minuti circa, quando la carne sarà diventata bianca, scolarla in un colino d'acciaio posto sopra una ciotola, poi eliminare l'olio. Se usate l'acqua invece dell'olio, portatela a bollore in una padella, poi procedete come con l'olio.
3. Pulire il wok o la padella, poi scaldare il tegame finché sarà ben caldo. Versare il cucchiaio di olio di arachidi, i semi di sesamo e mescolare per 30 secondi o finché i semi saranno rosolati.
4. Unire tutti gli ingredienti della salsa e portare a bollore. Rimettere il pollo nel wok (o nella padella) e cuocere mescolando per altri 2 minuti, facendo in modo che i pezzetti di pollo siano ben ricoperti dalla salsa e dai semi di sesamo. Servire subito o lasciar raffreddare e servire a temperatura ambiente.
Volendo, si può cospargere con altro cipollotto affettato finemente.
Se servite gli straccetti con una ciotola di riso, avrete una piatto unico!
Nella cucina cinese, il pollo viene cucinato in infiniti modi, tra le preparazioni più conosciute ci sono il "Pollo al limone" o il "Pollo con le arachidi". La ricetta che vi propongo è la versione di Ken Hom - considerato uno dei più grandi chef esperti di cucina cinese - di un noto piatto dello Sichuan, molto popolare, e conosciuto come Strange Taste Chicken, perché racchiude diversi sapori: agroldoce, piccante e speziato. In casa hanno apprezzato tutti questa squisita preparazione :)))
Ricetta naturalmente gluten free, ma controllate sempre le etichette degli ingredienti a rischio contaminazione!
Shredded Chicken with Sesame Seeds
Ken Hom, 100 Quick Stir-Fry Recipes, Collana My Kitchen Table - BBC Books
Ingredienti per 3-4 persone
450 g di petto di pollo, senza pelle e ossa
300 ml di olio di semi di arachidi o acqua
1 cucchiaio di olio di semi di arachidi
1 cucchiaio di semi di sesamo bianchi
per la marinata
1 albume
2 cucchiaini di amido di mais
sale
per la salsa
2 cucchiaini di salsa di soia scura (dark soy sauce)*
2 cucchiaini di aceto nero Cinese di riso o aceto di sidro di mele (o aceto di mele)
2 cucchiaini di Chilli bean sauce (salsa a base di fagioli di soia, peperoncini e fave)
2 cucchiaini di olio di sesamo
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaio di vino di riso Shaoxing o Sherry secco
1 cucchiaino di grani di pepe di Sichuan, tostati (per un paio di minuti in padella)
1 cucchiaio e ½ di cipollotto spezzettato
* La Dark soy sauce è una salsa di soia più ricca di sapore e più densa rispetto a quella normale. E' molto utilizzata nella cucina cinese Stir-Fry, per donare un'aroma più intenso al cibo. La trovate nei negozi specializzati, altrimenti utilizzate la salsa di soia normale.
Gli altri ingredienti della sals, li trovate sempre nei negozi specializzati nella vendita di cibo etnico.
1. Tagliare i petti di pollo in striscioline lunghe 7,5 cm circa e metterli nella ciotola insieme alla marinata, mischiando bene. Potete anche mettere marinata e pollo in un capiente sacchetto per alimenti (quelli per congelare vanno benissimo), chiudendo con l'apposito laccetto e agitando bene. Trasferire in frigorifero per 20 minuti circa.
2. Se usate l'olio d'arachide per cucinare il pollo, riscaldate un wok o una padella per fritti su fuoco alto, poi versate l'olio. Quando l'olio sarà molto caldo, togliere il wok dal fuoco e aggiungere il pollo, mescolando energicamente, per evitare che il pollo si attacchi al wok. Dopo 2 minuti circa, quando la carne sarà diventata bianca, scolarla in un colino d'acciaio posto sopra una ciotola, poi eliminare l'olio. Se usate l'acqua invece dell'olio, portatela a bollore in una padella, poi procedete come con l'olio.
3. Pulire il wok o la padella, poi scaldare il tegame finché sarà ben caldo. Versare il cucchiaio di olio di arachidi, i semi di sesamo e mescolare per 30 secondi o finché i semi saranno rosolati.
4. Unire tutti gli ingredienti della salsa e portare a bollore. Rimettere il pollo nel wok (o nella padella) e cuocere mescolando per altri 2 minuti, facendo in modo che i pezzetti di pollo siano ben ricoperti dalla salsa e dai semi di sesamo. Servire subito o lasciar raffreddare e servire a temperatura ambiente.
Volendo, si può cospargere con altro cipollotto affettato finemente.
Se servite gli straccetti con una ciotola di riso, avrete una piatto unico!
martedì 28 gennaio 2014
"Spezzatino speziato di guancia di manzo, con sedano rapa e pane alle mandorle"... Buon Anno MTC!!!
Il nuovo anno dell'MTChallenge è iniziato alla grande, dopo la pausa di Dicembre. Sì, perché le ormai famosissime sorelle Calugi de "La Cucina Spontanea", dopo aver vinto la sfida di Dicembre con i Maltagliati di farina di castagne con cavolo verza e lardo, hanno proposto una ricetta della tradizione toscana ma anche italiana. E con infinite varianti da nord a sud: lo Spezzatino con patate.
La loro lunga consultazione (con relativi battibecchi!) per la scelta della ricetta, avrebbe potuto essere la stessa anche nella mia famiglia, con le mie sorelle (noi siamo in tre...). Quando vivevamo ancora tutte insieme, i battibecchi certo non mancavano... ma anche l'affetto e la complicità, di quel tipo che può esistere solo tra sorelle. Io sono la più piccola, con tutti i pro e i contro del caso. Ho avuto la strada "spianata" per la libertà di cui ho goduto, grazie a loro... ;) Me le ricordo quando si preparavano per uscire insieme la sera ed io, che ero la "piccolina" e non potevo ancora uscire la sera, le guardavo con un pizzico di sana invidia! Ormai non viviamo più insieme da parecchio tempo, sparse tra la Svizzera, Como e Milano, ma ci vediamo spesso, con ancor più complicità di quando eravamo ragazze, e certe di un legame sempre più forte ed intenso... Il nostro legame è stato fondamentale, anche in uno dei momenti più bui della nostra vita... grazie Valeria e Chiara!!!
Ho pensato tanto alla ricetta da preparare, agli aromi e all'accompagnamento (per la scarpetta), poi ho deciso di rimanere sul classico, ma solo nella scelta della carne! Il taglio è quello che prediligo per i brasati e le lunghe cotture in genere: la guancia di manzo. L'ho prenotata con anticipo dal mio macellaio perché, vista la scarsa richiesta, non sempre ce l'ha. Se non l'avete mai provata, vi consiglio di farlo perché è spettacolare!!! A fine cottura si scioglie letteralmente in bocca, ed è anche poco costosa ;) Scelta la carne, mancava tutto il resto! Sono in un periodo "fusion" (che fa tanto tendenza!), così miele e salsa di soia sono finite nella marinata, insieme al pepe lungo e allo sherry. Alle patate ho sostituito il sedano rapa. Si sposa benissimo alla carne e mi piaceva l'idea dell'effetto visivo simile a quello delle patate. Quale pane abbinare a questi sapori? Io ho pensato che un pane alle mandorle sarebbe stato perfetto, e così è stato!
Ingredienti per 6 persone
1,2 kg circa di guancia di manzo (due guance)
1 cipolla rossa, affettata finemente
olio extravergine d'oliva
due manciate di farina bianca (o amido di mais per i celiaci, sciolto in poca acqua fredda)
1 kg circa di sedano rapa, pelato e tagliato a cubi di 2-3 cm circa
brodo vegetale q.b. (home made)
sale q.b.
per la marinata
4 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di sherry secco
2 cucchiai scarsi di miele di castagno
5-6 grani di pepe lungo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Eliminare la parte esterna di grasso duro dalla guancia di manzo poi ricavare dei cubi di 2-3 cm e metterli in due sacchetti medi per congelare (o in uno grande).
Preparare la marinata mischiando bene tutti gli ingredienti in una ciotola e versarne metà in un sacchetto e metà nell'altro. Chiudere bene con l'apposito laccetto e capovolgere il sacchetto in modo che la marinata si distribuisca bene su tutta la carne. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno un'ora. La marinatura nel sacchetto è molto comoda, perché così i liquidi sono sempre a contatto con la carne, e non è necessaria una gran quantità di marinata.
In una casseruola di ghisa ampia (o altro tegame adatto alle lunghe cotture), far appassire la cipolla con poco, poi metterla da parte. Far rosolare la carne, sgocciolata dalla marinata (tenete il pepe lungo), in qualche cucchiaio d'olio e in due volte, per evitare l'effetto "bollitura". Rimettere tutta la carne nella casseruola, salarla e cospargerla con la farina. Unire la cipolla, il pepe lungo, mescolare e unire tanto brodo quanto ne serve a coprirla appena. Far cuocere su fuoco basso per circa 2 ore, mescolando ogni tanto e unendo altro brodo, se necessario. Dopo 1 ora e ½ circa, aggiungere il sedano rapa e cuocere per altri 25-30 minuti.
L'etichetta gluten free si riferisce solo allo spezzatino.
Per 3 pani alle mandorle (da una rielaborazione di una ricetta dello chef altoatesino Richard Ploner)
180 g di farina 00
50 g di farina di segale
30 g di farina di farro
2 g di lievito di birra secco (oppure 6-7 g di quello fresco)
½ cucchiaino di zucchero
180 g di acqua tiepida
150 g di mandorle macinate
qualche goccia di essenza di mandorle
5 g di sale
mandorle intere, per decorare
In una ciotolina mettere il lievito, lo zucchero e 50 g circa di acqua tiepida (presa dal totale). Coprire con della pellicola e attendere 15 minuti circa o finché vedrete che il lievito si è attivato formando della schiumetta. Versare le farine nella ciotola dell'impastatrice (o in un recipiente), unire il lievito, le mandorle macinate, l'essenza di mandorle ed iniziare ad impastare a bassa velocità, unendo la restante acqua poca per volta. Dopo un minuto circa unire anche il sale e continuare ad impastare aumentando al velocità, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che si stacca dalle pareti. Ogni tanto potrebbe essere necessario ribaltare il composto con una spatola. Formare una palla sulla spianatoia infarinata e mettere nuovamente nella ciotola infarinata. Coprire con un telo umido e lasciar lievitare nel forno spento, fino al raddoppio. Saranno necessarie 1 ora e ½ - 2 ore. Rovesciare l'impasto su un piano infarinato, prendere un lembo e portarlo verso il centro. Proseguire prendendo i lembi a lato del precedente, fino a chiudere il giro. Serve per dare struttura all'impasto. Preriscaldare il forno a 200-210°C. Dividere il composto in tre parti, formare una palla poi rotolarla fino ad ottenere dei rotoli lunghi 15-18 cm. Trasferire su una teglia rivestita con carta forno e con la chiusura verso il basso. Coprire con un telo leggermente infarinato e lasciar lievitare ancora 20-25 minuti. Con un coltello affilato e con delicatezza, praticare un taglio per quasi tutta la lunghezza del pane. Spruzzare dell'acqua sul pane e posizionare una fila di mandorle nel solco. Infornare e cuocere per 25-30 minuti.
Servire lo spezzatino ben caldo e con delle fette di pane alle mandorle nel piatto.
Un pasto magnifico!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Gennaio 2014
La loro lunga consultazione (con relativi battibecchi!) per la scelta della ricetta, avrebbe potuto essere la stessa anche nella mia famiglia, con le mie sorelle (noi siamo in tre...). Quando vivevamo ancora tutte insieme, i battibecchi certo non mancavano... ma anche l'affetto e la complicità, di quel tipo che può esistere solo tra sorelle. Io sono la più piccola, con tutti i pro e i contro del caso. Ho avuto la strada "spianata" per la libertà di cui ho goduto, grazie a loro... ;) Me le ricordo quando si preparavano per uscire insieme la sera ed io, che ero la "piccolina" e non potevo ancora uscire la sera, le guardavo con un pizzico di sana invidia! Ormai non viviamo più insieme da parecchio tempo, sparse tra la Svizzera, Como e Milano, ma ci vediamo spesso, con ancor più complicità di quando eravamo ragazze, e certe di un legame sempre più forte ed intenso... Il nostro legame è stato fondamentale, anche in uno dei momenti più bui della nostra vita... grazie Valeria e Chiara!!!
Ho pensato tanto alla ricetta da preparare, agli aromi e all'accompagnamento (per la scarpetta), poi ho deciso di rimanere sul classico, ma solo nella scelta della carne! Il taglio è quello che prediligo per i brasati e le lunghe cotture in genere: la guancia di manzo. L'ho prenotata con anticipo dal mio macellaio perché, vista la scarsa richiesta, non sempre ce l'ha. Se non l'avete mai provata, vi consiglio di farlo perché è spettacolare!!! A fine cottura si scioglie letteralmente in bocca, ed è anche poco costosa ;) Scelta la carne, mancava tutto il resto! Sono in un periodo "fusion" (che fa tanto tendenza!), così miele e salsa di soia sono finite nella marinata, insieme al pepe lungo e allo sherry. Alle patate ho sostituito il sedano rapa. Si sposa benissimo alla carne e mi piaceva l'idea dell'effetto visivo simile a quello delle patate. Quale pane abbinare a questi sapori? Io ho pensato che un pane alle mandorle sarebbe stato perfetto, e così è stato!
Ingredienti per 6 persone
1,2 kg circa di guancia di manzo (due guance)
1 cipolla rossa, affettata finemente
olio extravergine d'oliva
due manciate di farina bianca (o amido di mais per i celiaci, sciolto in poca acqua fredda)
1 kg circa di sedano rapa, pelato e tagliato a cubi di 2-3 cm circa
brodo vegetale q.b. (home made)
sale q.b.
per la marinata
4 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di sherry secco
2 cucchiai scarsi di miele di castagno
5-6 grani di pepe lungo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Eliminare la parte esterna di grasso duro dalla guancia di manzo poi ricavare dei cubi di 2-3 cm e metterli in due sacchetti medi per congelare (o in uno grande).
Preparare la marinata mischiando bene tutti gli ingredienti in una ciotola e versarne metà in un sacchetto e metà nell'altro. Chiudere bene con l'apposito laccetto e capovolgere il sacchetto in modo che la marinata si distribuisca bene su tutta la carne. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno un'ora. La marinatura nel sacchetto è molto comoda, perché così i liquidi sono sempre a contatto con la carne, e non è necessaria una gran quantità di marinata.
In una casseruola di ghisa ampia (o altro tegame adatto alle lunghe cotture), far appassire la cipolla con poco, poi metterla da parte. Far rosolare la carne, sgocciolata dalla marinata (tenete il pepe lungo), in qualche cucchiaio d'olio e in due volte, per evitare l'effetto "bollitura". Rimettere tutta la carne nella casseruola, salarla e cospargerla con la farina. Unire la cipolla, il pepe lungo, mescolare e unire tanto brodo quanto ne serve a coprirla appena. Far cuocere su fuoco basso per circa 2 ore, mescolando ogni tanto e unendo altro brodo, se necessario. Dopo 1 ora e ½ circa, aggiungere il sedano rapa e cuocere per altri 25-30 minuti.
L'etichetta gluten free si riferisce solo allo spezzatino.
Per 3 pani alle mandorle (da una rielaborazione di una ricetta dello chef altoatesino Richard Ploner)
180 g di farina 00
50 g di farina di segale
30 g di farina di farro
2 g di lievito di birra secco (oppure 6-7 g di quello fresco)
½ cucchiaino di zucchero
180 g di acqua tiepida
150 g di mandorle macinate
qualche goccia di essenza di mandorle
5 g di sale
mandorle intere, per decorare
In una ciotolina mettere il lievito, lo zucchero e 50 g circa di acqua tiepida (presa dal totale). Coprire con della pellicola e attendere 15 minuti circa o finché vedrete che il lievito si è attivato formando della schiumetta. Versare le farine nella ciotola dell'impastatrice (o in un recipiente), unire il lievito, le mandorle macinate, l'essenza di mandorle ed iniziare ad impastare a bassa velocità, unendo la restante acqua poca per volta. Dopo un minuto circa unire anche il sale e continuare ad impastare aumentando al velocità, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che si stacca dalle pareti. Ogni tanto potrebbe essere necessario ribaltare il composto con una spatola. Formare una palla sulla spianatoia infarinata e mettere nuovamente nella ciotola infarinata. Coprire con un telo umido e lasciar lievitare nel forno spento, fino al raddoppio. Saranno necessarie 1 ora e ½ - 2 ore. Rovesciare l'impasto su un piano infarinato, prendere un lembo e portarlo verso il centro. Proseguire prendendo i lembi a lato del precedente, fino a chiudere il giro. Serve per dare struttura all'impasto. Preriscaldare il forno a 200-210°C. Dividere il composto in tre parti, formare una palla poi rotolarla fino ad ottenere dei rotoli lunghi 15-18 cm. Trasferire su una teglia rivestita con carta forno e con la chiusura verso il basso. Coprire con un telo leggermente infarinato e lasciar lievitare ancora 20-25 minuti. Con un coltello affilato e con delicatezza, praticare un taglio per quasi tutta la lunghezza del pane. Spruzzare dell'acqua sul pane e posizionare una fila di mandorle nel solco. Infornare e cuocere per 25-30 minuti.
Servire lo spezzatino ben caldo e con delle fette di pane alle mandorle nel piatto.
Un pasto magnifico!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Gennaio 2014
mercoledì 10 aprile 2013
Filetto al pepe verde
Cracco introduce la ricetta ricordando il periodo in cui lavorava al ristorante "Da Remo", dove veniva preparata una ricetta che lo colpì molto, per il tipo di cottura. Non era come per la maggior parte delle carni, che venivano cotte alla griglia o arrosto. In questa ricetta, la carne aveva bisogno di una finitura aggiuntiva. La ricetta è il "Filetto al pepe verde". L'aroma fortissimo del pepe verde (in salamoia) veniva ammazzato dall'uso della panna. Invece, la ricetta che propone lui, è senza grassi intorno (così dice, ma in realtà vedrete che non è esattamente così).
(le mie note tra parentesi)
Filetto al pepe verde
da Se Vuoi fare il figo usaa lo Scalogno di Carlo Cracco
Ingredienti per 4 persone
400 g di filetto di vitello pulito
150 g di burro
4 spicchi d'aglio
olio evo (extravergine d'oliva)
sale (fino)
pepe verde fresco in grani* (io ho utilizzato quello in salamoia, ben risciacquato, non avendo a disposizione quello fresco)
*Ho dovuto cercare informazioni sul pepe verde fresco perché, nella ricetta, la spiegazione non è chiara ed è incompleta. Io non avrei saputo come riconoscerlo e dove trovarlo. Qui potete vedere un'immagine del pepe verde fresco, mentre qui trovate una spiegazione più chiara. Questa spezia si presenta sotto forma di grappoli, ha un aroma più volatile rispetto a quello secco, e si conserva in freezer. Si sposa benissimo ai curry ed ai soffritti, e si può trovare nei negozi di gastronomia asiatica.
Preparazione e cottura: 20 minuti
Nota dello chef: lui usa il pepe verde fresco*, scrivendo che, probabilmente, chi legge non lo ha mai visto, ma che cercandolo si trova. Il sapore delle spezie fresche è incredibile. Quelle che si trovano di solito in commercio, sono quelle secche e sono vecchie. Vengono tenute sugli scaffali per anni, alla luce, con l'umidità, etc.. In questo modo, le spezie deperiscono e perdono tutte le loro proprietà più fini ed eleganti, e restano solo il pizzico e l'odore.
In alternativa al filetto, si possono usare la lombata di vitello o lo scamone. L'importante è che la carne sia tenera e tagliata controvena (il taglio controvena permette di ottenere una carne tenerissima, qui è spiegato chiaramente).
Legare la carne con un doppio giro di spago, così le fette avranno una forma gradevole (io ho strofinato la carne con un po' di sale prima di cuocerla, nella ricetta questo passaggio non c'è). Rosolarla in una piccola pentola, possibilmente una casseruola, meglio ancora se di ghisa, con il burro, un cucchiaino d'olio, il pepe e l'aglio camicia, cioè gli spicchi separati ma non sbucciati, che andranno tolti a metà cottura (altrimenti bruciano). Cuocere bene il filetto, per azionare la "reazione di Maillard"**, girarlo per fargli prendere colore su tutti i lati, e proseguire la cottura, a fiamma dolce, per 12 minuti. Fare attenzione in modo da non far bruciare il pepe e la padella, altrimenti vuol dire che avrete sbagliato qualcosa. Togliere il filetto dalla casseruola e lasciarlo riposare per 5 minuti (meglio se avvolto nell'alluminio per mantenerlo al caldo. Con la cottura a temperatura elevata, i succhi della carne si concentrano verso il centro; il riposo permette che i succhi si ridistribuiscano in modo uniforme, con un risultato organolettico migliore, ed un risultato migliore al taglio). Nel frattempo, scolare la maggior parte del burro e togliere il pepe, che va rimesso sulla carne alla fine. Versare mezzo bicchiere d'acqua e sciogliere il fondo della pentola (tranquilli non dovrete fondere la pentola... ma il fondo di cottura che si sarà formato). Quando il "fondo" della pentola si sarà staccato, farlo bollire per tre minuti, fino ad ottenere la consistenza di un sugo legato (senza "leganti" tipo roux, il mio sugo non si è "legato", come si vede nella foto). Volendo esagerare, si può filtrare con il colino (io ho esagerato). Il filetto si può rimettere in forno (ma in forno non ci è mai andato... e soprattutto... a che temperatura? Io lo metterei a 80-90°C, non di più, altrimenti la carne cuocerà ancora), per portarlo ad una temperatura più alta e servirlo con il suo pepe e basta, oppure con una purea di patate bella dolce, ricca e setosa. Mettere la purea sul fondo del piatto, posizionarci sopra il filetto con il pepe, e con tutta la salsa che cola: un piatto fantastico.
In alternativa al filetto, si possono usare la lombata di vitello o lo scamone. L'importante è che la carne sia tenera e tagliata controvena (il taglio controvena permette di ottenere una carne tenerissima, qui è spiegato chiaramente).
Legare la carne con un doppio giro di spago, così le fette avranno una forma gradevole (io ho strofinato la carne con un po' di sale prima di cuocerla, nella ricetta questo passaggio non c'è). Rosolarla in una piccola pentola, possibilmente una casseruola, meglio ancora se di ghisa, con il burro, un cucchiaino d'olio, il pepe e l'aglio camicia, cioè gli spicchi separati ma non sbucciati, che andranno tolti a metà cottura (altrimenti bruciano). Cuocere bene il filetto, per azionare la "reazione di Maillard"**, girarlo per fargli prendere colore su tutti i lati, e proseguire la cottura, a fiamma dolce, per 12 minuti. Fare attenzione in modo da non far bruciare il pepe e la padella, altrimenti vuol dire che avrete sbagliato qualcosa. Togliere il filetto dalla casseruola e lasciarlo riposare per 5 minuti (meglio se avvolto nell'alluminio per mantenerlo al caldo. Con la cottura a temperatura elevata, i succhi della carne si concentrano verso il centro; il riposo permette che i succhi si ridistribuiscano in modo uniforme, con un risultato organolettico migliore, ed un risultato migliore al taglio). Nel frattempo, scolare la maggior parte del burro e togliere il pepe, che va rimesso sulla carne alla fine. Versare mezzo bicchiere d'acqua e sciogliere il fondo della pentola (tranquilli non dovrete fondere la pentola... ma il fondo di cottura che si sarà formato). Quando il "fondo" della pentola si sarà staccato, farlo bollire per tre minuti, fino ad ottenere la consistenza di un sugo legato (senza "leganti" tipo roux, il mio sugo non si è "legato", come si vede nella foto). Volendo esagerare, si può filtrare con il colino (io ho esagerato). Il filetto si può rimettere in forno (ma in forno non ci è mai andato... e soprattutto... a che temperatura? Io lo metterei a 80-90°C, non di più, altrimenti la carne cuocerà ancora), per portarlo ad una temperatura più alta e servirlo con il suo pepe e basta, oppure con una purea di patate bella dolce, ricca e setosa. Mettere la purea sul fondo del piatto, posizionarci sopra il filetto con il pepe, e con tutta la salsa che cola: un piatto fantastico.
** Lezione n°6. La reazione di Maillard fa sì che, attraverso la rosolatura e quindi grazie alla temperatura molto elevata e a un grasso, olio o burro, le fibre della carne si saldino, trasformando gli zuccheri, che così si caramellizzano, facendo assumere alla carne un bel colorito. I succhi della carne restano sigillati al suo interno mantenendola tenera. Un arrosto viene bene solo se si è scatenata questa reazione. Il procedimento per riuscirci non è difficile: mettete la carne su una padella calda con burro oppure olio a fuoco vivace e giratela con delicatezza (senza bucarla!) su tutti i lati, lasciando che la reazione di Maillard faccia il suo corso. Dopodiché proseguite secondo il grado di cottura che desiderate.
La questione della reazione di Maillard è controversa, sembra che più che sigillare i succhi della carne al suo interno, agisca sul sapore, che sicuramente ci guadagna da questo procedimento. Ne hanno parlato anche qui.
Note personaliLa ricetta è spiegata in modo approssimativo; da una "lezione" per imparare a cucinare, pretendo il maggior numero possibile di dettagli, e chiarezza espositiva, che qui sono presenti solo in parte.
Nella premessa alla ricetta, lo chef scrive che il suo piatto non prevede "grassi intorno", peccato che poi consigli di versare la salsa al burro sopra al filetto al momento di servirlo, e il burro è un grasso. Inoltre, utilizza una quantità di burro esagerata: 150 g sono davvero tanti per un pezzo di carne del peso di 400 g, la carne praticamente frigge! Il burro utilizzato non è chiarificato (come per la cotoletta alla milanese, ad esempio), e con la cottura prevista, è facile che bruci...
Tra gli ingredienti è previsto il sale, ma nel procedimento il sale sparisce!
Mancano gli approfondimenti necessari:
- spiegazione chiara sul pepe verde fresco;
- spiegazione sulla necessità di tagliare la carne controvena
Insomma, se non avessi un po' di confidenza con la cucina, e se fossi alle prime armi, credo che mi sarei trovata in difficoltà nell'eseguire la ricetta così come è stata scritta... E mi sarei pure arrabbiata per i soldi spesi....
Mancano gli approfondimenti necessari:
- spiegazione chiara sul pepe verde fresco;
- spiegazione sulla necessità di tagliare la carne controvena
Insomma, se non avessi un po' di confidenza con la cucina, e se fossi alle prime armi, credo che mi sarei trovata in difficoltà nell'eseguire la ricetta così come è stata scritta... E mi sarei pure arrabbiata per i soldi spesi....
mercoledì 24 ottobre 2012
"Buffalo chicken wings" ovvero... "Ali di pollo alla Buffalo" per lo Starbooks di Ottobre
Con la puntata di oggi si chiude lo Starbooks di Ottobre, e per chiudere questo mese con il sempre più amato libro di Martha Stewart: "Martha's American Food" A celebration of our nation's most treasured dishes, from coast to coast che mi ha aperto un mondo nuovo sulla cucina made in USA, ho scelto una ricetta decisamente rappresentativa del mangiare americano, quello buono, ovvero le "Buffalo chicken wings". A casa mia le alette di pollo vanno alla grande perchè accontentano tutti, ragazzi e adulti... Sono buonissime, golose, semplici e veloci da preparare e, perchè no, anche economiche!
Il libro di Martha Stewart, è stato una gran bella scoperta, tanto che l'ho riempito di segnalibri... :-))) Cucinare seguendo un libro affidabile è decisamente rilassante...
La Stewart scrive che, molti nativi di Buffalo, vi diranno che il piatto ha avuto i natali all'Anchor Bar di Buffalo, NY. Successivamente, in tutta la città, i ristoranti che si sono specializzati nel cucinare e proporre le ali di pollo cucinate così, si sono moltiplicati... Come nell'originale, anche in questa versione le ali di pollo vengono immerse in una salsa piccante (Frank's RedHot sauce) e burro. Se preferite, potete aggiungere più salsa per salire un gradino più su nella scala del piccante! Dopo tutto, l'accompagnamento obbligato è con la salsa al Blue Cheese e bastoncini di sedano croccante (e carote), che sono proprio pensati per alleviare la piccantezza del piatto. Confermo!!!
Per completare il menù di oggi, passate anche da:
- La Apple Pie di Mary Pie - Zesty crab cakes
- Arabafelice - Pike Place Fish and Chips
- Andante con gusto - Maple bundt cake
- Arricciaspiccia - Skillet cornbread
- Vissi d'arte e di cucina - Pigs in a blanket
- La Gaia Celiaca - Caramelized onion dip and onion crisps + Corn muffins
- Lechategoiste - Stuffed mushrooms
Buffalo Chicken Wings
tra parentesi le mie note
Ingredienti per 4 persone
olio neutro, come l'olio di cartamo, per friggere (io ho usato l'olio di semi di arachidi)
1,4 Kg di ali di pollo
170 ml circa di salsa piccante (come la Frank's RedHot*)
60g di burro fuso
Per servire
salsa al Blue Cheese**
bastoncini di sedano
bastoncini di carote
*Frank's RedHot sauce. Siccome non avrei proprio saputo dove trovare questa salsa in Italia, Stefania l'Arabafelice, mi è venuta in aiuto, inviandomi la ricetta di una sua collega americana... Grazie Stefania!
Eccola:
Eccola:
Mettere 20 peperoncini rossi piccanti (ad alcuni ho eliminato un pò di semi) in un pentolino antiaderente con 3 cucchiai d'olio (exv), un cucchiaino di sale (fino), 2 spicchi d'aglio tritati (io li ho messi interi poi li ho eliminati), un pomodoro a cubetti (l'ho spelato e ho eliminato i semi), e una cipolla media tritata. Cuocere per qualche minuto su fuoco medio poi unire mezzo litro circa di acqua. Proseguire la cottura ancora per 20 minuti o finchè il liquido sarà evaporato quasi completamente. Far raffreddare la salsa e frullare con un frullatore ad immersione (o con un robot da cucina), unendo circa 200ml di aceto bianco (io ne ho messo meno perchè avevo paura che diventasse troppo "acetosa"). Assaggiare e regolare di sale. Conservare in un barattolo e far riposare in frigorifero qualche giorno prima di utilizzarla, ma è buona anche subito (io l'ho utilizzata subito).
Piccola premessa, la Stewart non spiega com preparare le ali di pollo per la cottura, per ve lo scrivo per chi non le avesse mai cucinate..
Preriscaldare il forno a 100°C. Riempire una padella capiente con 2.5cm d'olio, riscaldare su fuoco medio alto fino a 190°C, misurando la temperatura con un termometro adatto. Friggere la prima parte di pollo finchè sarà dorato scuro; ci vorranno 6-7 minuti per lato. Trasferire su carta forno e mettere in forno per tenere in caldo (io prima ho fatto asciugare le alette su carta assorbente da cucina). Riportare l'olio in temperatura (se necessario), prima di cuocere il restante pollo.
In una ciotola capiente mescoalre insieme la salsa piccante e il burro fuso. Unire il pollo e mescolare bene per rivestirlo di salsa. Servire le ali con la salsa al Blue Cheese e i bastoncini di verdure.
**Blue Cheese Dipping Sauce
Ingredienti per circa 500ml di salsa
250ml di panna acida
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di latte
½ cucchiaino da tè di sale grosso (per me fino)
150g circa di formaggio Blue Cheese sbriciolato (un Gorgonzola naturale o il Roquefort vanno bene)
In una piccola ciotola, mescolare insieme la panna acida, la maionese, il latte e il sale, quindi unire il Blue cheese (vedi ingredienti). Mettete in frigorifero, coperta, fino al momento di servire. Si conserva fino a 2 giorni. E' buonissima!!!
Note personali. Il pollo era delizioso, morbidissimo, succulento e... piccante! Temevo che la piccantenzza della salsa potesse coprire i sapori, ma non è stato così! Il consiglio della Stewart di accompagnare le alette con la salsa al Blue cheese (che poi è l'abbinamento tradizionale), è azzeccatissimo e piacevolissimo... La freschezza della salsa fa da estintore :-)
Buon appetito e arrivederci a Novembre con lo Starbooks... siete curiosi...???
mercoledì 28 marzo 2012
Guancia di manzo brasata al Barolo (o alla Barbera)
Parecchio tempo fa, un mio amico, che è un ottimo cuoco, mi aveva fatto assaggiare la guancia di manzo brasata. Questo taglio di carne, poco conosciuto ed utilizzato in cucina, è stato, per me, una rivelazione! Perfetto per la cottura lenta, meglio del classico scamone, che è anche più costoso! Chiedete questo taglio al vostro macellaio, perché vi assicuro che vi darà molta soddisfazione!!!
La ricetta con cui ho deciso di cucinare le guance, proviene dalla Cucina Italiana del Gennaio 2009, io l'ho trovata sul delizioso blog di Sara. L''ho già preparato due volte questo piatto, la seconda volta ho apportato qualche piccola modifica rispetto alla prima, diminuendo i liquidi e variando poco altro. La ricetta originale prevede l'utilizzo del Barolo, ma si può tranquillamente utilizzare anche un'ottima Barbera, come ho fatto io (o altro vino corposo e di qualità). Io avevo ancora qualche bottiglia di Barbera acquistata nel Monferrato...
La ricetta con cui ho deciso di cucinare le guance, proviene dalla Cucina Italiana del Gennaio 2009, io l'ho trovata sul delizioso blog di Sara. L''ho già preparato due volte questo piatto, la seconda volta ho apportato qualche piccola modifica rispetto alla prima, diminuendo i liquidi e variando poco altro. La ricetta originale prevede l'utilizzo del Barolo, ma si può tranquillamente utilizzare anche un'ottima Barbera, come ho fatto io (o altro vino corposo e di qualità). Io avevo ancora qualche bottiglia di Barbera acquistata nel Monferrato...
Ingredienti per 4 persone
2 guanciali di manzo del peso totale di circa 1 Kg
750 ml di brodo di carne caldo
500 ml di Barbera
50 g di Marsala secco
20 g di aceto balsamico
10 g di zucchero semolato
4 chiodi di garofano
1 spicchio d’aglio a fettine
3 bacche di ginepro
2 carote
2 cipolle
2 foglie di alloro
1 pizzico di cannella
1 rametto di rosmarino
olio extravergine di oliva
sale grosso
pepe in grani
Rifilare le guance, eliminando esclusivamente la parte grassa sulla superficie, spolverizzarle con sale grosso e arrostirle su tutti i lati, e con poco olio, in un tegame antiaderente. Questo procedimento è necessario a sigillare la carne, per mantenerne i succhi all'interno. Lavare le verdure e le erbe aromatiche, e tagliare carote e cipolle a fettine. Mettere le carote e le cipolle tagliate in una casseruola dal fondo pesante, o in un tegame di coccio (che contenga di misura le guance), insieme a: chiodi di garofano, aglio, ginepro, alloro, cannella, rosmarino e 5 grani di pepe. Rosolare con 30 grammi d'olio exvtravergine d'oliva, mescolando con un cucchiaio di legno.
Unire i guanciali e far insaporire per qualche minuto, poi aggiungere anche la Barbera, il Marsala, l'aceto balsamico e lo zucchero. Cuocere a fuoco medio-basso, scoperto, per 40 minuti circa, rigirando la carne qualche volta. Trascorsi i 40 minuti, parte del liquido di cottura dovrebbe essere evaporato, aggiungere il brodo caldo, abbassare il fuoco al minimo e cuocere con il coperchio per 2 ore e mezza - 3. Bisogna cercare di sigillare il più possibile il tegame con il coperchio per preservare l'umidità che si formerà. Io ho messo un foglio di carta forno tra coperchio e tegame. Ogni tanto girare la carne per evitare che si attacchi al fondo del tegame. Una volta portata a cottura la carne, trasferirla in un piatto e coprire con carta stagnola. Filtrare il fondo di cottura per eliminare l'alloro, il rosmarino, le bacche di ginepro e i chiodi di garofano (meglio se mettete il ginepro e i chiodi di garofano in una garzina chiusa con uno spago - tenete carota, cipolla e aglio!). Trasferire il fondo nel boccale di un frullatore e frullare fino ad ottenere una salsa liscia. Rimettere la salsa nel tegame e far restringere su fuoco medio, scoperto, per 30 minuti circa, unire i guanciali e riscaldarli per 4-5 minuti. Servire con polenta, come ho fatto io, o con del purè di patate, irrorando tutto con la salsa calda.
Questo brasato si presta benissimo ad essere congelato e ad essere preparato in anticipo.
Buon appetito!!!
Buon appetito!!!
domenica 27 novembre 2011
"Hamburger" di Baccalà alla "Livornese" per l'MTC
Eccomi arrivata all'appuntamento mensile con L'MTC di Ale e Dani, le due spumeggianti promotrici di questa formula sempre più coinvolgente e sempre più ricca di partecipanti!
La ricetta di questo mese è il Baccalà alla Livornese, ricetta proposta dalla vincitrice del mese scorso Cristina di Insalata mista - poveri ma belli e buoni. Cristina, da amante del pesce (azzurro in particolare), racconta in modo appassionato e ricco la storia di questo piatto tradizionale della cucina toscana, che nasce nell'800. Leggete il suo racconto perchè ne vale la pena!
A differenza di quello che accade quasi sempre, stavolta riesco a pubblicare la ricetta non proprio all'ultimo minuto come al solito! Ho approfittato della domenica, dopo essermi procurata, non senza una certa fatica, il baccalà già ammollato, per cucinare questo gustoso piatto.
Ho mantenuto il metodo di cottura del baccalà alla livornese per quel che riguarda la rosolatura, e gli ingredienti che caratterizzano questa ricetta, cioè pomodoro, prezzemolo e aglio, ma ho personalizzato la ricetta, giocando un pò con la con presentazione... e questo è il risultato :-)
Tagliare i pomodorini a metà e posizionarli su una teglia, ricoperta con carta forno, con la parte tagliata rivolta verso l'alto. Cospargere con un pò di sale fino, timo e olio exv. Infornare a 120° C (forno ventilato)per i primi 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 80-90°C, e proseguire la "cottura" per un'altra ora circa, o finchè i pomodorini non risulteranno appassiti.
Eliminare eventuali spine dal pesce, infarinare con la farina di grano duro, rosolare in olio exv d'oliva* (ne basta poco) e scolare su carta assorbente da cucina. Tagliare il pesce in pezzi piccoli (1 cm circa) e, con l'aiuto di un coppapasta del diametro di 8-9 cm, creare un primo strato di baccalà, posizonare sopra i pomodorini e poi un altro strato di pesce. Cospargere con il sesamo, decorare con qualche pomodorino e un giro d'olio. Servire con la panna acida frullata con il prezzemolo tritato. Non ho mai assaggiato la versione originale dela baccalà alla livornese (lo farò presto!), ma a noi questa versione è piaciuta parecchio. All'assaggio, la sapidità del baccalà era equilibrata dalla dolcezza dei pomodorini e dall'acidità della panna acida (scusate il gioco diparole...) squisito :-)))
* rosolare l'aglio nell'olio, poi eliminarlo e procedere con la cottura del baccalà
La ricetta di questo mese è il Baccalà alla Livornese, ricetta proposta dalla vincitrice del mese scorso Cristina di Insalata mista - poveri ma belli e buoni. Cristina, da amante del pesce (azzurro in particolare), racconta in modo appassionato e ricco la storia di questo piatto tradizionale della cucina toscana, che nasce nell'800. Leggete il suo racconto perchè ne vale la pena!
A differenza di quello che accade quasi sempre, stavolta riesco a pubblicare la ricetta non proprio all'ultimo minuto come al solito! Ho approfittato della domenica, dopo essermi procurata, non senza una certa fatica, il baccalà già ammollato, per cucinare questo gustoso piatto.
Ho mantenuto il metodo di cottura del baccalà alla livornese per quel che riguarda la rosolatura, e gli ingredienti che caratterizzano questa ricetta, cioè pomodoro, prezzemolo e aglio, ma ho personalizzato la ricetta, giocando un pò con la con presentazione... e questo è il risultato :-)
Ingredienti per 2 persone
400 gr circa di baccalà già ammollato
semola di grano duro
1 spicchio d'aglio intero schiacciato
olio exv d'oliva
per i pomodorini confit
12-14 pomodorini datterino
sale
timo
olio exv d'oliva
per accompagnare
panna acida
prezzemolo tritato
pepe
un goccio d'olio exv d'oliva
per decorare:
semi di sesamo nero tostati
Eliminare eventuali spine dal pesce, infarinare con la farina di grano duro, rosolare in olio exv d'oliva* (ne basta poco) e scolare su carta assorbente da cucina. Tagliare il pesce in pezzi piccoli (1 cm circa) e, con l'aiuto di un coppapasta del diametro di 8-9 cm, creare un primo strato di baccalà, posizonare sopra i pomodorini e poi un altro strato di pesce. Cospargere con il sesamo, decorare con qualche pomodorino e un giro d'olio. Servire con la panna acida frullata con il prezzemolo tritato. Non ho mai assaggiato la versione originale dela baccalà alla livornese (lo farò presto!), ma a noi questa versione è piaciuta parecchio. All'assaggio, la sapidità del baccalà era equilibrata dalla dolcezza dei pomodorini e dall'acidità della panna acida (scusate il gioco diparole...) squisito :-)))
* rosolare l'aglio nell'olio, poi eliminarlo e procedere con la cottura del baccalà
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martedì 10 maggio 2011
Polpette di alici
Mi sono accorta leggendo il ricettario del blog, che non c’è neanche una ricetta di polpette! Eppure le preparo con una discreta frequenza perché amo le polpette, che siano di carne, di pesce o di verdure, e mi piace crearne spesso di nuove. E poi, fatto non trascurabile, con le polpette si riescono a far mangiare ingredienti non sempre graditi sia ai bambini (ad es. le verdure), che agli adulti! Domandina: chi non hai mai fatto le polpette svuota frigorifero?!?!
Non ditemi che non vi siete mai trovati davanti al frigorifero, scoprendo qualche ingrediente dimenticato, comprato con l’intenzione di utilizzarlo il giorno dopo ma poi, o ve ne siete scordati, oppure sono sopraggiunti dei cambiamenti di programma…Vostro marito torna a casa e vi dice: “stasera ti porto fuori a cena in quel ristorantino che volevi provare da tempo…” Voi cosa fate? Io accetto al volo!!! Ma a questo punto, l’ingrediente dimenticato nel frigo, offeso e trascurato si ribella e si nasconde bene bene, ma così bene che non ve ne accorgete... finché improvvisamente fa capolino…e, se è ancora commestibile (of course), spesso finisce in polpetta. Del resto, la nascita delle polpette, deriva proprio dall’esigenza di riutilizzare gli avanzi e rimanenze della dispensa, anche se, negli anni, sono arrivate anche le polpette "snob", ma non è certo il caso di queste golosissime polpette di alici,!!! Preparatele con acciughe freschissime, mi raccomando, quelle dimenticate giorni e giorni in frigorifero non vanno bene, forse neanche per il gatto di casa!!!
Ingredienti per 4 persone
Alcuni ingredienti sono indicativi, perché mi sono regolata in base alla consistenza dell’impasto, che deve essere mediamente consistente, quindi regolatevi di conseguenza.
Pulire le acciughe eliminando testa, interiora, lisca centrale e pinna dorsale. Lavarle e tamponarle con carta assorbente da cucina. Tritarle a coltello (non nel mixer o avrete una poltiglia!) e metterle in una ciotola, unendo tutti gli altri ingredienti, amalgamando bene l’impasto. Formare delle polpette di circa 4 cm di diametro, passarle velocemente nel pangrattato rimanente (poco) e tenere in frigorifero (non troppo perché altrimenti il composto tenderà ad inumidirsi) fino al momento di friggere.
Portare l’olio alla temperatura di 170-180°C, e friggere le polpette da entrambi i lati, fino a doratura. Volendo si possono anche cuocere in forno a 180-200°C circa per 15-10 minuti Servire con fettine di limone e insalatina. Sono buone anche a temperatura ambiente, almeno io me le sono mangiate anche così….
P.S. sono in partenza per un corso d'aggiornamento di 3 giorni a Napoli, quindi ci sentiamo tra qualche giorno... :-)
Non ditemi che non vi siete mai trovati davanti al frigorifero, scoprendo qualche ingrediente dimenticato, comprato con l’intenzione di utilizzarlo il giorno dopo ma poi, o ve ne siete scordati, oppure sono sopraggiunti dei cambiamenti di programma…Vostro marito torna a casa e vi dice: “stasera ti porto fuori a cena in quel ristorantino che volevi provare da tempo…” Voi cosa fate? Io accetto al volo!!! Ma a questo punto, l’ingrediente dimenticato nel frigo, offeso e trascurato si ribella e si nasconde bene bene, ma così bene che non ve ne accorgete... finché improvvisamente fa capolino…e, se è ancora commestibile (of course), spesso finisce in polpetta. Del resto, la nascita delle polpette, deriva proprio dall’esigenza di riutilizzare gli avanzi e rimanenze della dispensa, anche se, negli anni, sono arrivate anche le polpette "snob", ma non è certo il caso di queste golosissime polpette di alici,!!! Preparatele con acciughe freschissime, mi raccomando, quelle dimenticate giorni e giorni in frigorifero non vanno bene, forse neanche per il gatto di casa!!!
Ingredienti per 4 persone
500 gr. circa di alici (300-350 gr. al netto degli scarti)
1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato
2 cucchiai circa di pangrattato più un po’ per impanare
1 uovo
un ciuffetto di prezzemolo tritato
un cucchiaio scarso di pinoli
uvetta a piacere (io non l’ho messa perché in casa piace solo a me…)
sale e pepe q.b
olio di semi di arachidi per friggere o olio exv d’oliva leggero
qualche fettina di limone
Alcuni ingredienti sono indicativi, perché mi sono regolata in base alla consistenza dell’impasto, che deve essere mediamente consistente, quindi regolatevi di conseguenza.
Pulire le acciughe eliminando testa, interiora, lisca centrale e pinna dorsale. Lavarle e tamponarle con carta assorbente da cucina. Tritarle a coltello (non nel mixer o avrete una poltiglia!) e metterle in una ciotola, unendo tutti gli altri ingredienti, amalgamando bene l’impasto. Formare delle polpette di circa 4 cm di diametro, passarle velocemente nel pangrattato rimanente (poco) e tenere in frigorifero (non troppo perché altrimenti il composto tenderà ad inumidirsi) fino al momento di friggere.
Portare l’olio alla temperatura di 170-180°C, e friggere le polpette da entrambi i lati, fino a doratura. Volendo si possono anche cuocere in forno a 180-200°C circa per 15-10 minuti Servire con fettine di limone e insalatina. Sono buone anche a temperatura ambiente, almeno io me le sono mangiate anche così….
P.S. sono in partenza per un corso d'aggiornamento di 3 giorni a Napoli, quindi ci sentiamo tra qualche giorno... :-)
lunedì 4 aprile 2011
Tortino di alici
Le acciughe o alici, sono dei pesci pelagici, che vivono cioè in mare aperto. Nel periodo della riproduzione, che va da Marzo-Aprile a Novembre, si avvicinano alla costa, ed è proprio in questo periodo che si possono trovare sul mercato anche i bianchetti o gianchetti, che sono il novellame delle acciughe. Fanno parte della categoria comunemente chiamata dei pesci azzurri, per il loro colore azzurro con sfumature verdastre sul dorso, argentee sui fianchi e sul ventre, e dimensioni che variano dai 12-13 cm dei pesci comuni ai 18-20 cm di quelli che vivono nel Mediterraneo.
L’acciuga è un pesce ricco di proteine, sali minerali e di una buona quantità di vitamine. L’INRAN(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), fornisce un’interessante tabella sulla composizione chimica e sul valore energetico di questo pesce, che potete trovare qui
Altri vantaggi? Il prezzo basso e la quasi totale assenza di acciughe d'allevamento…Insomma, un pesce gustoso, sano e saporito! E' ottimo sia dal punto di vista nutrizionale che del portafoglio, ed inoltre, abbonda nei nostri mari.... :-)
L’acciuga è un pesce ricco di proteine, sali minerali e di una buona quantità di vitamine. L’INRAN(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), fornisce un’interessante tabella sulla composizione chimica e sul valore energetico di questo pesce, che potete trovare qui
Altri vantaggi? Il prezzo basso e la quasi totale assenza di acciughe d'allevamento…Insomma, un pesce gustoso, sano e saporito! E' ottimo sia dal punto di vista nutrizionale che del portafoglio, ed inoltre, abbonda nei nostri mari.... :-)
Ingredienti per 4 tortini
500 gr.circa di alici freschissime
2 patate di piccole dimensioni, lavate, pelate e affettate molto sottilmente (a mano o con la mandolina)
4 o 5 pomodorini ciliegino
pangrattato
olio exv d’oliva
origano
maggiorana fresca
sale e pepe q.b
Pulire le alici, staccando la testa e le interiora, che verranno via insieme alla testa. Eliminare anche la lisca (se il pesce è fresco come dovrebbe, opporrà un po’ di resistenza...) e la pinna dorsale (delicatamente), sciacquare e tamponare con carta assorbente da cucina. Prendere una teglia e rivestirla di carta forno bagnata, strizzata e unta leggermente con olio exv d’oliva. Ungere leggermente ed internamente anche dei coppapasta rotondi di 8 cm di diametro, e posarli sulla teglia. Prendere le alici ed appoggiarle con la parte della pelle verso il basso, in modo da rivestire il fondo e i lati dello stampo, facendo debordare i filetti di qualche cm. Comporre un strato di patate, salare e mettere qualche fogliolina di maggiorana.
Sovrapporre alle patate uno strato di pomodorini tagliati a fettine, e cospargere con pangrattato, origano, sale e pepe, e versare un filo d’olio.
Ripetere lo strato di patate più il pangrattato e l’origano. Ribaltare le alici sul ripieno in modo da coprilo perfettamente.
Ungere leggermente il dorso del pesce ed infornare a 170-175° C per 20 minuti al massimo. Servire tiepido oppure a temperatura ambiente e … buon appetito!

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lunedì 28 marzo 2011
Bliny
Deliziosi Bliny! Li ho mangiati la prima volta preparati da Giulia la "Rossa di sera". I Bliny sono una sorta di crespelle lievitate. Hanno origine in Russia, e sono nati nella cucina povera, ma sono stati "adottati" dalla grande nobiltà russa, nei banchetti imperiali come accompagnamento al caviale servito in sontuose coppe di cristallo con ghiaccio. La nobiltà russa, esule in Francia durante la rivoluzione, ha portato con sè questa ricetta, che si è così diffusa in tutta Europa. Nel passato, venivano preparati con la farina di grano saraceno, ora prevalentemente con quella bianca. Io amo la farina di grano saraceno (sono nata in Valtellina del resto!), quindi, sono tornata alle origini della ricetta, utilizzandola nel composto :-).
Ecco la ricetta con le mie variazioni tra parentesi
1 tazza di farina (per me: 90 gr. di farina bianca 00 e 40 gr. di farina di grano saraceno)
Sbattere l'uovo, il kefir (Quark più latte), lo zucchero e il sale. Sciogliere il bicarbonato nell'acqua, versare nella mescola, poi aggiungere la farina e sbattere con il frustino per eliminare i grumi. Aggiungere l'olio e lasciare a riposare la pastella 10 minuti (deve essere fluida). Scaldare la padella in ghisa o il padellino per i pancakes, ungere leggermente e versare tanta pastella per ricoprire leggermente il fondo. Cuocere circa 1 minuto sul fuoco medio, poi girare e cuocere altri 30-60 secondi. Sistemare i bliny pronti su un piatto e coprirli mentre si preparano gli altri (così non si seccano).
Note personali.
non fateli troppo sottili come le crespelle, altrimenti non si formeranno i classici buchini in superficie, e la consistenza sarà diversa.
Buona appetito!!!
Ho seguito proprio la ricetta di Giulia (russa doc), che trovate qui, con alcune varianti mie, in parte per la mancanza di un ingrediente, il Kefir (latte fermentato), che si potrebbe sostituire con yogurt naturale, ma l'unico che avevo in casa era alla frutta... così ho usato il Quark, e in parte per mio gusto personale (vedi sopra grano saraceno)... :-) Li ho accompagnati con panna acida (Smentana in Russia) e uova di salmone, più cetriolini in salamoia serviti a parte. Come aveva proprio spiegato Giulia, le verdure così conservate, sono molto utilizzate in Russia, per ovvi motivi climatici...
Si possono servire anche dolci, con frutti di bosco, panna (non montata), marmellate, etc...
Ingredienti per 8-10 bliny di 10-12 cm di diametro
1 tazza di farina (per me: 90 gr. di farina bianca 00 e 40 gr. di farina di grano saraceno)
1 uovo
250 ml di kefir (per me Quark allungato con poco latte)
1/4 di bicchiere di acqua bollente
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio vegetale inodore (olio di semi d'arachidi)
burro per ungere la padella
Sbattere l'uovo, il kefir (Quark più latte), lo zucchero e il sale. Sciogliere il bicarbonato nell'acqua, versare nella mescola, poi aggiungere la farina e sbattere con il frustino per eliminare i grumi. Aggiungere l'olio e lasciare a riposare la pastella 10 minuti (deve essere fluida). Scaldare la padella in ghisa o il padellino per i pancakes, ungere leggermente e versare tanta pastella per ricoprire leggermente il fondo. Cuocere circa 1 minuto sul fuoco medio, poi girare e cuocere altri 30-60 secondi. Sistemare i bliny pronti su un piatto e coprirli mentre si preparano gli altri (così non si seccano).
Note personali.
non fateli troppo sottili come le crespelle, altrimenti non si formeranno i classici buchini in superficie, e la consistenza sarà diversa.
Buona appetito!!!
venerdì 4 marzo 2011
Quaglie arrosto ripiene
Lo so già che qualcuno si intenerirà leggendo il titolo della ricetta... le quaglie fanno tenerezza perchè assomigliano a degli uccellini, ma vi assicuro che sono squisite e, se mangiate il pollo, perchè non provare anche le quaglie?!!? Inoltre, la loro carne è poco grassa e molto digeribile :-) Sono anche semplici e veloci da cucinare.... provatele!
Ingredienti per 4 persone
8 quaglie
4 salsicce
8 foglie di salvia
qualche rametto di rosmarino
1 bicchiere di vino bianco secco
olio exv d'oliva
burro
sale e pepe
fecola q.b. (se necessario)
Preriscaldare il forno a 180-190°C. Eviscerare le quaglie (se non l'ha già fatto il vostro macellaio), eliminare la testa e le alette anteriori. Lavarle, asciugarle (anche internamente) e fiammeggiare per eliminare le eventuali piumette residue. Farcire ogni quaglia con mezza salsiccia spellata e una foglia di salvia. Legare le zampe al corpo con dello spago da cucina, in modo da evitare di trovarvi, a fine cottura, con una zampa che guarda a nord e una a sud... (in passato l'ho fatto...!). Cospargere con sale e pepe e mettere in una teglia da forno con poco olio e il rosmarino. Mettere sopra ad ogni quaglia qualche fiocchetto di burro (questo farà in modo che la pelle risulti croccante a fine cottura). Infornare e cuocere per 20-25 minuti. A metà cottura, irrorare con il vino bianco. Sfornare, eliminare lo spago e servire con patate, ortaggi e con il fondo di cottura filtrato e, se serve, addensato con poca fecola.
martedì 18 gennaio 2011
Cornucopie di verza, riso nero, patate e olive (taggiasche of course!)
Direttamente da "Menù Turistico" di Alessandra e Daniela, è arrivata la prima edizione del 2011 di MT challenge. Mapi, la vincitrice dell’ultima edizione (con il suo coniglio alla cacciatora), ha scelto come ricetta gli involtini di verza. Le regole sono semplici e chiare, i punti fermi sono: la sbollentatura della verza e una salsa d’accompagnamento, per il resto si può dare sfogo alla fantasia.
Io avevo già in mente due ricette: “lasagne” con verza e salsiccia o “sushi-verza”, ma qualcuno altro ci aveva già pensato! Così la mia fantasia ha dovuto fare gli straordinari… e ne sono venute fuori queste “cornucopie” (il nome lo ha suggerito il mio Amore…devo riflettere?!?). La forma è un’idea mia, lo spunto per il ripieno l’ho avuto dal libro “I cavoli” (ricette di S. Rugiati e L. Cagnoni), a cui ho aggiunto il riso nero integrale, per richiamare in qualche modo la ricetta di partenza dell’MT, e perché ci stava proprio bene…
Mi sono divertita tanto anche questa volta! Quest’idea che hanno avuto Ale e Daniela, creando l’MT Challenge, è molto stimolante... :-)
Nel ripieno ho utilizzato un riso nero integrale (varietà Otello) dell'Azienda Agricola Zaccaria: ottimo prodotto! I chicchi rimangono integri, il profumo e il sapore si integrano bene con questa ricetta, ma sono convinta con molte altre ancora... Inoltre, pur essendo un riso integrale, richiede "solo" 20-30 minuti di cottura. Questo riso è un acquisto fatto da mia sorella a Golosaria: grazie Chiara!
Ingredienti per 3 persone
Lavare e sbollentare le foglie di verza in acqua salata e scolare in acqua e ghiaccio. Far asciugare su un canovaccio pulito. Cuocere il riso per 20-30 minuti (partendo da acqua fredda) o secondo le indicazioni del produttore, salandolo in cottura. Cuocere le patate con la buccia (partendo da acqua fredda salata), finché non saranno tenere al centro (prova stecchino o forchetta). Pelarle e passarle allo schiacciapatate, ed unire l’olio e le olive denocciolate e tritate grossolanamente. Aggiustare di sale e pepe ed amalgamare.
Eliminare dalle foglie di verza le costole dure con un coltellino, e dare una forma triangolare. Stendere un po’di riso sopra la foglia, lasciando liberi i bordi di un paio di cm, e fare lo stesso con il composto di patate. Arrotolare la foglia dando la forma di cornucopia, pareggiare e far riposare in frigorifero almeno 20 minuti, coperto di pellicola per alimenti. Emulsionare la senape con l’olio e il limone.
Impiattare e servire a temperatura ambiente, accompagnando con la salsa di senape.
Io avevo già in mente due ricette: “lasagne” con verza e salsiccia o “sushi-verza”, ma qualcuno altro ci aveva già pensato! Così la mia fantasia ha dovuto fare gli straordinari… e ne sono venute fuori queste “cornucopie” (il nome lo ha suggerito il mio Amore…devo riflettere?!?). La forma è un’idea mia, lo spunto per il ripieno l’ho avuto dal libro “I cavoli” (ricette di S. Rugiati e L. Cagnoni), a cui ho aggiunto il riso nero integrale, per richiamare in qualche modo la ricetta di partenza dell’MT, e perché ci stava proprio bene…
Mi sono divertita tanto anche questa volta! Quest’idea che hanno avuto Ale e Daniela, creando l’MT Challenge, è molto stimolante... :-)
Nel ripieno ho utilizzato un riso nero integrale (varietà Otello) dell'Azienda Agricola Zaccaria: ottimo prodotto! I chicchi rimangono integri, il profumo e il sapore si integrano bene con questa ricetta, ma sono convinta con molte altre ancora... Inoltre, pur essendo un riso integrale, richiede "solo" 20-30 minuti di cottura. Questo riso è un acquisto fatto da mia sorella a Golosaria: grazie Chiara!
Ingredienti per 3 persone
per le cornucopie:
6 foglie di cavolo verza
100 gr. di riso nero integrale (io ho usato un riso Zaccaria)
2 patate medio grandi
1 cucchiaio d’olio exv d’oliva
2 cucchiai di olive taggiasche
sale e pepe q.b.
per la salsa:
2-3 cucchiai di senape delicata (o media)
1 cucchiaio d’olio exv d’oliva
1 cucchiaino di succo di limone filtrato
Eliminare dalle foglie di verza le costole dure con un coltellino, e dare una forma triangolare. Stendere un po’di riso sopra la foglia, lasciando liberi i bordi di un paio di cm, e fare lo stesso con il composto di patate. Arrotolare la foglia dando la forma di cornucopia, pareggiare e far riposare in frigorifero almeno 20 minuti, coperto di pellicola per alimenti. Emulsionare la senape con l’olio e il limone.
Impiattare e servire a temperatura ambiente, accompagnando con la salsa di senape.
giovedì 30 dicembre 2010
Calamari ripieni
Quando preparo questo deliziosa ricetta, la cui fonte è Gino L. di Pistoia, che scriveva sul forum della Cucina Italiana, con la maggior parte degli ingredienti vado "a occhio", non li ho mai pesati, ma dosati in base al mio gusto... Perciò mi dispiace non poter essere più precisa al riguardo, ma seguite anche voi il vostro gusto e il buon senso, e non vi sbaglierete! E' però fondamentale utilizzare dei calamari freschissimi e possibilmente mediterranei!
Ingredienti per 3 persone
6 calamari medi (12-15 cm) freschi!
mollica di pane q.b.
una piccola manciata di Parmigiano grattugiato
un cucchiaino di prezzemolo tritato
uno spicchio d'aglio (facoltativo)
sale e pepe nero q.b.
olio exv d'oliva
tonno sott'olio (quello buono, tipo Callipo o simili) oppure pesce spada sott'olio
un pizzico di scorza di limone bio grattugiata
un pizzico di scorza di arancia bio grattugiata
pangrattato
50 ml di vino bianco secco
burro
burro
Pulire i calamari tirando con delicatezza la testa e verranno fuori anche le interiora. Separare la testa dai tentacoli (che terrete da parte) ed eliminare il becco. Sfilare anche la cartilagine e spellare il calamaro. Lavare bene ed asciugare.
Tritare i tentacoli e soffriggerli rapidamente in poco olio. In una ciotola, preparare un composto con la mollica di pane, il Parmigiano, il prezzemolo, l'aglio tritato (facoltativo), sale, pepe, il tonno sbriciolato, le scorze di limone e arancia, ed i tentacoli. Unire dell'olio per ammorbidire il composto. Farcire le sacche dei calamari aiutandovi con una sac a poche o con un cucchiaino, senza rienpirle troppo, unire un ricciolo di burro, e chiudere l'estremità con uno stuzzicadenti. Praticare un forellino sulla sacca per evitare che in cottura scoppi. Rosolare velocemente in padella con poco olio. Trasferire i calamari in una teglia ricoperta con carta forno, versare un filo d'olio e il vino bianco. cospargere con il pangrattato ed infornare a 180°C per 15 minuti circa. Sfornare e servire. Semplici e veloci da preparare, ma soprattutto una vera goduria!!!
Auguro a tutti un 2011 pieno di gioia!!!
venerdì 26 novembre 2010
Coniglio al cioccolato in "casseruola"
Era da un pò di tempo che volevo partecipare all' MT challenge di Menù Turistico delle bravissime e simpatiche Daniela e Alessandra. L'occasione è arrivata propio questo mese con la ricetta della vincitrice dell'ultima edizione Ginestra: il coniglio alla cacciatora! Perchè proprio adesso? Beh, ho ricevuto in regalo un coniglio ruspante ed ho colto l'occasione al volo! La mia ricetta è un pò particolare, perchè tra gli ingredienti c'è il cioccolato... Non ho resistito! L'anno scorso sono stata nella bellissima zona dello Champage, in Francia, ed ho mangiato una fantastica carne di manzo con il cioccolato...
La fonte della ricetta è Francesca B., che scriveva sul forum della storica rivista "La Cucina Italiana", a cui ho apportato qualche modifica. L'ho servito in una "casseruola" di pasta brisée colorata... :-)
Ingredienti per 4 persone
per il coniglio
un coniglio già pulito e a pezzi di circa 1 Kg
mezzo lt. di vino bianco secco
1 scalogno
un chiodo di garofano
qualche seme di cumino
1 bicchiere di aceto rosso
la scorza di mezza arancia (bio) grattugiata
30 gr. di cioccolato amaro al 72% grattugiato
un pizzico di cannella
farina
olio exv d'oliva
sale e pepe q.b.
per la casseruola
pasta briséè secondo Michel Roux (la ricetta la trovate qui)
un cucchiaino di curcuma per colorare, da sciogliere nel latte
Per la casseruola di brisée: stendere la pasta a 3-4 mm di spessore e, con una parte, rivestire uno stampo ricoperto di carta forno. Con l'altra ricavare un cerchio che sarà il coperchio. Con la pasta rimanente ricavare delle striscioline e modellarle per fare i manici, che "incollerete" con un pò d'albume ( a me se ne è staccato uno mentre maneggiavo il tutto dopo la cottura e l'ho attaccato un un pezzo di stuzzicadenti...). Cuocere in forno a 180°C per 30 minuti circa, far raffreddare e togliere dallo stampo (facendo attenzione!!!)
Versare il coniglio nella "casseruola e servire: Buono, buono, buono!!!
28 Novembre 2010
Come si suol dire... "prendere due piccioni con una fava!" Con questa ricetta partecipo anche al contest ideato da... Blog di cucina: "Cioccolato...che passione!" insieme ai Fratelli Gardini: cioccolato buonissimo! Ho acquistato a Golosaria la loro deliziosa Crema alla gianduia e il cioccolato al latte e nocciole (finito subito). La crema la sto centellinando...
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