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martedì 24 maggio 2016
lunedì 27 maggio 2013
La "mia" Taieddhra di riso, patate e cozze" per l'MTC di Maggio 2013
Dopo un mese abbondante di "digiuno" del blog (non il mio, quello sarebbe praticamente impossibile!!!), ho deciso che la ricetta del "risveglio" sarebbe stata la Taieddhra di Cristian, il "misterioso" vincitore dell'MTC (di Ale e Dani) di Aprile, con il suo Chilli con carne di tacchino e salsola.
Cristian è il marito di Mari, una deliziosa ragazza, che non conosco ancora personalmente, ma solo virtualmente, ma che stimo e apprezzo per la sua competenza, disponibilità e simpatia!
Cristian ha vinto l'MTC al primo colpo (Mari, sono solidale con te, il tuo Chilli era il mio preferito :-) , e ha deciso di proporre una ricetta tradizionale e di famiglia, del cuore insomma. Queste sono le ricette che amo di più in assoluto, perché la cucina, per me, è sì tecnica, competenza, etc... ma è soprattutto passione e amore! In questa ricetta, gli ingredienti di cui sopra, ci sono tutti, quindi: grazie Cristian... "...Non ragioniam di lor, ma guarda e passa..."
Cristian è il marito di Mari, una deliziosa ragazza, che non conosco ancora personalmente, ma solo virtualmente, ma che stimo e apprezzo per la sua competenza, disponibilità e simpatia!
Cristian ha vinto l'MTC al primo colpo (Mari, sono solidale con te, il tuo Chilli era il mio preferito :-) , e ha deciso di proporre una ricetta tradizionale e di famiglia, del cuore insomma. Queste sono le ricette che amo di più in assoluto, perché la cucina, per me, è sì tecnica, competenza, etc... ma è soprattutto passione e amore! In questa ricetta, gli ingredienti di cui sopra, ci sono tutti, quindi: grazie Cristian... "...Non ragioniam di lor, ma guarda e passa..."
La mia Taieddhra riso, patate e cozze
Il procedimento e le proporzioni tra gli ingredienti, sono quelli dati da Cristian. Io ho usato le patate dolci, il peperone rosso e i cipollotti, oltre alle cozze, naturalmente!
Il tegame di cottura che ho utilizzato, è una pirofila in ceramica (20x30cm), la taieddhra in coccio non ce l'ho...
Alla preparazione della ricetta, ha partecipato anche il mio Amore. A lui è toccata la pulizia e l'apertura delle cozze a crudo... Quando mangiamo le cozze, è sempre lui che si occupa della pulizia... :-) Però, prima di assaggiare la Taieddhra mi ha detto: "mai più", dopo: "...mmmh, che buona... si può fare ancora!?!"
Ingredienti per 4 persone
300 g di riso Arborio
1 patata americana dolce (grande)
1 Kg e mezzo di cozze circa
2 cipollotti
1 peperone rosso medio-grande, pelato, lavato e tagliato a pezzetti
60 g di formaggio grattugiato (80% pecorino e 20% grana)
6 pomodorini ciliegino, lavati e tagliati a pezzetti
brodo vegetale q.b.
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Per la prima parte della ricetta, vi riporto tutte le preziose indicazioni date da Cristian:
"Per prima cosa bisogna pulire e aprire le cozze.
A questo proposito, una premessa. Le cozze dovrebbero essere aperte una ad una a mano a crudo. Perché solo così non si perde il sapore del mare. Però so benissimo che non tutti lo sanno fare o hanno la pazienza per farlo. Quindi, chi vuole può anche, dopo averle pulite per bene, aprirle nel modo tradizionale sul fuoco senza aggiungere nient’altro e senza farle cuocere troppo.
Per chi invece vuole provare, vi spiego come fare.
Raschiate le cozze per pulirle, togliete le alghe e quelle incrostazioni bianche che a volte si trovano attaccate alle valve (che sono delle conchigliette) e sciacquatele bene. Togliete a ciascuna cozza il bisso, che è quella specie di barbetta che fuoriesce dalle valve sul lato dritto della cozza, tirandolo lungo la fessura verso la parte a punta della cozza, altrimenti il mollusco rischierebbe di rompersi, ma se fosse troppo duro tiratelo verso la parte rotonda.
Quindi aprite le cozze una ad una posizionandovi sopra una ciotola in modo da raccogliere l’acqua che uscirà. Premete leggermente le due valve facendo pressione con il pollice e l’indice in maniera tale che le due valve si stacchino leggermente e infilate un coltellino dalla punta arrotondata a metà del lato dritto per aprirle raccogliendo la loro acqua nella ciotola, quindi togliete il mollusco dalle valve e conservatelo nella ciotola insieme alla sua acqua. Procedete in questo modo con tutte le altre cozze e riponetele in frigo."
Preriscaldare il forno a 160°C. Pelare e lavare la patata, sbucciare i cipollotti, e affettare tutto con la mandolina a 2 mm di spessore. Mescolare insieme, la patata, i cipollotti e il peperone con un po' d'olio.
Ungere il fondo della pirofila con altro olio, fare uno strato con metà delle verdure e pepare.
Mettere il riso in una ciotola piena d'acqua fredda, sciacquarlo velocemente, scolarlo e metterlo sopra alle verdure, creando uno strato sottile, livellandolo bene. In cottura si gonfierà parecchio.
Distribuire i pomodorini sopra al riso, distribuire anche le cozze, poi versare tutta l'acqua delle cozze, filtrata.
Spolverare le cozze con la metà del mix di formaggi. Con le verdure rimanenti, fare un altro strato. Aggiungere il brodo vegetale (solo se l'acqua delle cozze non è sufficiente) fino ad arrivare a filo delle verdure. Cospargere con il formaggio rimanente e versare ancora un po' d'olio. Infornare e cuocere per un'ora, un'ora e mezza, finché si sarà formata una bella crosticina dorata sulla superficie.
Io ho cotto per un'ora e 15 minuti in totale, alzando il forno a 200°C negli ultimi 10 minuti. Far riposare almeno 10-15 e servire. Ho dovuto aggiungere un po' di sale al momento dell'assaggio, forse l'acqua delle cozze non era abbastanza salata, oppure era troppo poca!
Noi abbiamo mangiato la prima metà a cena, e la seconda a pranzo del giorno dopo: buonissima!!!
Con questa ricetta, partecipo all'MTC di Maggio 2013.
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lunedì 26 novembre 2012
Le Arancine di riso al ragù d'agnello, mele e timo per l'MTC di Novembre 2012
Ultimo appuntamento dell'anno con l'MTC, la sfida più attesa del mese, per tutti noi appassionati di cucina, creato da Ale e Dani. Tutta l'allegra brigata si è trasferita sul nuovo blog, dedicato all'Emmetichallenge... uno spazio nuovo solo per quello!!!
Roberta - Puppacena, la vincitrice dello scorso mese, ha proposto una ricetta siciliana, anzi, palermitana: le Arancine di riso. Vengono chiamate al femminile nella Sicilia occidentale, ma se vi sposterete un pò più a Oriente, le troverete sotto un altro nome... Arancini. Che siano al femminile o al maschile, io adoro questo cibo di strada!
Quando viene pubblicata la ricetta della sfida il 5 del mese, la parte del mio cervello dedicata al cibo, inizia a fermentare, alla ricerca di un'idea... Questa volta, l'idea per il ripieno, "la conza", come scrive Roberta, è arrivata da mia sorella Chiara, che ha vissuto per qualche anno in Sicilia, e che mi ha detto: "ma perchè non prepari un ripieno con carne di agnello e mele...?" L'idea mi è piaciuta moltissimo: detto-fatto. Ieri per pranzo, sulla mia tavola, c'erano le Arancine al ragù di agnello, mele e timo. Ovviamente mia sorella è stata invitata, l'idea di partenza è sua :-)
Per la preparazione del riso, della lega, e per la frittura, ho seguito la ricetta perfetta di Roberta, dimezzando le dosi, ma se tornassi indietro, cucinerei la dose intera... Mio nipote di otto anni, prima di salutarmi, mi ha detto: "zia, ma non è avanzato un'arancino*da portarmi a casa ...?" Mio nipote li chiama così, è nato a Messina, e lì vivono i suoi nonni paterni. Mi ha anche detto: " Io di solito mangio quelli a punta..." Gli ho spiegato la differenza e lui mi ha sorriso, un pò dispiaciuto, perchè è tornato a casa senza la sua arancina...
Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
400 ml d'acqua
la metà (rispetto all'acqua di farina)
Ho preparato il riso e il ragù sabato, in modo da averli già pronti la domenica mattina.
In una pentola adatta, far imbiondire lo scalogno in 30g di burro, versare il riso e tostarlo. Regolare il brodo di sale, e versarlo, poco per volta, mescolando. Unire lo zafferano, sciolto nell'ultimo mestolo di brodo che si verserà. Tenere il riso ben al dente e compatto, non come per il risotto (stavo per dimenticarlo... sono abituata a cucinare il risotto all'onda!). Unire il burro e i formaggi, mescolando. Far intiepidire il riso, immergendo la pentola in acqua fredda, facendo attenzione a non far entrare l'acqua nel riso. Stendere il riso in una teglia, far raffreddare, e conservare in frigorifero, coperto, per 3-4 ore o fino al giorno successivo.
Per il ragù, in un tegamino di coccio (o in un pentolino d'acciaio a fondo spesso) far rosolare lo scalogno, la carota e il sedano con l'olio exv. Unire il timo, cuocere ancora un minuto, poi aggiungere le carni, e far rosolare bene, sgranandole con un cucchiaio. Sfumare con il vino rosso, unire il concentrato di pomodoro e poco brodo bollente in modo da coprire appena la carne. Proseguire la cottura, a fuoco basso per 45 minuti circa, o finchè il ragù risulterà den denso. Regolare di sale e pepe.
Cuocere la mela in un tegame antiaderente, con il burro, il timo e la scorza di limone per 6-7 minuti (la mela deve rimanare ancora un pò croccante) e pepare. Unire, delicatamente, al ragù, e far raffreddare. Riporre in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica per qualche ora, o fino al giorno successivo.
Disporre la linea con tutti gli ingredienti per formare le arancine.
Preparare la lega facendo una pastella liscia con l'acqua, la farina e il sale, usando una frusta. Coprire con pellicola per alimenti e far riposare.
Prendere un pò di riso (freddo) e modellare delle palle (le mie erano delle dimensioni di una piccola arancia) tra le mani, compattando bene. Disporle su un vassoio e farle raffreddare per almeno 30 minuti in frigorifero, perchè il riso, lavorandolo, si sarà riscaldato un pò. Questo renderà più semplice il lavoro di farcitura successivo...
Tenere una palla di riso in una mano, e con il pollice dell'altra, creare un buco partendo dall'alto, e allargandolo spingendo anche verso il lati, in modo da ottenere una sorta di ciotolina. Proseguire allo stesso modo fino all'esaurimento del riso.
Con la punta delle dita prendere un pò di ragù e inserirlo all'interno del buco creato in precedenza, spingendo il ripieno verso il basso, e cercando di portare il riso in avanti per poter chiudere l'arancina, dandogli sempre la forma di una palla, che deve essere compatta, liscia e senza buchi. Proseguire fino al riempimento di tutte le arancine. Riprendere la pastella della lega, mescolarla un pò con la frusta, ed immergere le arancine, una per volta, in modo da rivestirle bene. Farle scolare un pò su una gratella (tipo quelle per dolci), ma senza farle asciugare. Come scrive Roberta, questo servirà a lasciare solo un velo sottile di pastella, evitando di formare un pappone quando si andranno ad impanare le arancine.Mettere il pangrattatto in una teglia dai bordi alti ed impanare le arancine, una alla volta, pressandole e compattandole bene, in modo da unire bene lega e pangrattato, ridandolgi la forma rotonda, se occorre.Riscaldare bene l'olio in una friggitrice, ed immergervi le arancine, poche per volta, e facendo attenzione che non si tocchino una con l'altra. Dopo pochi minuti saranno pronte, cioè dorate in superficie. Scolarle, metterle su carta assorbente da cucina e servire subito!
Il ripieno è stata un deliziosa sorpresa, gusto pieno ed equilibrato, insomma... un vero successo per la gioia di tutta la famiglia.
Sono soddisfattissima del risultato ottenuto, che è stato ottenuto soprattutto grazie alle indicazioni precise e chiare di Roberta... grazie! Per le mie arancine, d'ora in avanti, seguirò sempre la tua ricetta :-)
Roberta - Puppacena, la vincitrice dello scorso mese, ha proposto una ricetta siciliana, anzi, palermitana: le Arancine di riso. Vengono chiamate al femminile nella Sicilia occidentale, ma se vi sposterete un pò più a Oriente, le troverete sotto un altro nome... Arancini. Che siano al femminile o al maschile, io adoro questo cibo di strada!
Quando viene pubblicata la ricetta della sfida il 5 del mese, la parte del mio cervello dedicata al cibo, inizia a fermentare, alla ricerca di un'idea... Questa volta, l'idea per il ripieno, "la conza", come scrive Roberta, è arrivata da mia sorella Chiara, che ha vissuto per qualche anno in Sicilia, e che mi ha detto: "ma perchè non prepari un ripieno con carne di agnello e mele...?" L'idea mi è piaciuta moltissimo: detto-fatto. Ieri per pranzo, sulla mia tavola, c'erano le Arancine al ragù di agnello, mele e timo. Ovviamente mia sorella è stata invitata, l'idea di partenza è sua :-)
Per la preparazione del riso, della lega, e per la frittura, ho seguito la ricetta perfetta di Roberta, dimezzando le dosi, ma se tornassi indietro, cucinerei la dose intera... Mio nipote di otto anni, prima di salutarmi, mi ha detto: "zia, ma non è avanzato un'arancino*da portarmi a casa ...?" Mio nipote li chiama così, è nato a Messina, e lì vivono i suoi nonni paterni. Mi ha anche detto: " Io di solito mangio quelli a punta..." Gli ho spiegato la differenza e lui mi ha sorriso, un pò dispiaciuto, perchè è tornato a casa senza la sua arancina...
Arancine di riso al ragù d'agnello, mele e timo
Ingredienti per 12-13 pezzi
Per il riso
500g di riso Carnaroli
1,5 lt. circa di brodo vegetale bollente (fatto in casa con carota, sedano, cipolla e pepe)
50g di burro
2 scalogni piccoli
20g di Parmigiano reggiano grattugiato
20g di Pecorino romano grattugiato
una bustina di zafferano
sale e pepe q.b
Per il ragù d'agnello, mele e timo
200g di polpa d'agnello macinata
100g di salsiccia
1 cucchiaino di concetrato di pomodoro, sciolto in una tazzina d'acqua calda (o brodo)
uno scalogno, una carota e un pezzetto di sedano, tutto tritato finemente
poco brodo di carne bollente
le foglioline di due-tre rametti di timo fresco (ottimo con l'agnello!)
mezzo bicchiere di vino rosso corposo, per sfumare
olio exv d'oliva
sale e pepe q.b.
1 mela Golden, lavata, sbucciata e tagliata a cubetti (1 cm di lato circa)
le foglioline di un rametto di timo (ottimo anche con le mele!)
un pizzico di scorza di limone (non trattato)
una piccola noce di burro
pepe q.b.
Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
400 ml d'acqua
la metà (rispetto all'acqua di farina)
½ manciata di
sale
Per la panatura (ne resterà molto anche qui)
350 g di pangrattato
Per la frittura
2,5 lt. di olio di semi di arachidi
Per la panatura (ne resterà molto anche qui)
350 g di pangrattato
Per la frittura
2,5 lt. di olio di semi di arachidi
Ho preparato il riso e il ragù sabato, in modo da averli già pronti la domenica mattina.
In una pentola adatta, far imbiondire lo scalogno in 30g di burro, versare il riso e tostarlo. Regolare il brodo di sale, e versarlo, poco per volta, mescolando. Unire lo zafferano, sciolto nell'ultimo mestolo di brodo che si verserà. Tenere il riso ben al dente e compatto, non come per il risotto (stavo per dimenticarlo... sono abituata a cucinare il risotto all'onda!). Unire il burro e i formaggi, mescolando. Far intiepidire il riso, immergendo la pentola in acqua fredda, facendo attenzione a non far entrare l'acqua nel riso. Stendere il riso in una teglia, far raffreddare, e conservare in frigorifero, coperto, per 3-4 ore o fino al giorno successivo.
Per il ragù, in un tegamino di coccio (o in un pentolino d'acciaio a fondo spesso) far rosolare lo scalogno, la carota e il sedano con l'olio exv. Unire il timo, cuocere ancora un minuto, poi aggiungere le carni, e far rosolare bene, sgranandole con un cucchiaio. Sfumare con il vino rosso, unire il concentrato di pomodoro e poco brodo bollente in modo da coprire appena la carne. Proseguire la cottura, a fuoco basso per 45 minuti circa, o finchè il ragù risulterà den denso. Regolare di sale e pepe.
Cuocere la mela in un tegame antiaderente, con il burro, il timo e la scorza di limone per 6-7 minuti (la mela deve rimanare ancora un pò croccante) e pepare. Unire, delicatamente, al ragù, e far raffreddare. Riporre in frigorifero in un contenitore a chiusura ermetica per qualche ora, o fino al giorno successivo.
Disporre la linea con tutti gli ingredienti per formare le arancine.
Preparare la lega facendo una pastella liscia con l'acqua, la farina e il sale, usando una frusta. Coprire con pellicola per alimenti e far riposare.
Prendere un pò di riso (freddo) e modellare delle palle (le mie erano delle dimensioni di una piccola arancia) tra le mani, compattando bene. Disporle su un vassoio e farle raffreddare per almeno 30 minuti in frigorifero, perchè il riso, lavorandolo, si sarà riscaldato un pò. Questo renderà più semplice il lavoro di farcitura successivo...
Tenere una palla di riso in una mano, e con il pollice dell'altra, creare un buco partendo dall'alto, e allargandolo spingendo anche verso il lati, in modo da ottenere una sorta di ciotolina. Proseguire allo stesso modo fino all'esaurimento del riso.
Con la punta delle dita prendere un pò di ragù e inserirlo all'interno del buco creato in precedenza, spingendo il ripieno verso il basso, e cercando di portare il riso in avanti per poter chiudere l'arancina, dandogli sempre la forma di una palla, che deve essere compatta, liscia e senza buchi. Proseguire fino al riempimento di tutte le arancine. Riprendere la pastella della lega, mescolarla un pò con la frusta, ed immergere le arancine, una per volta, in modo da rivestirle bene. Farle scolare un pò su una gratella (tipo quelle per dolci), ma senza farle asciugare. Come scrive Roberta, questo servirà a lasciare solo un velo sottile di pastella, evitando di formare un pappone quando si andranno ad impanare le arancine.Mettere il pangrattatto in una teglia dai bordi alti ed impanare le arancine, una alla volta, pressandole e compattandole bene, in modo da unire bene lega e pangrattato, ridandolgi la forma rotonda, se occorre.Riscaldare bene l'olio in una friggitrice, ed immergervi le arancine, poche per volta, e facendo attenzione che non si tocchino una con l'altra. Dopo pochi minuti saranno pronte, cioè dorate in superficie. Scolarle, metterle su carta assorbente da cucina e servire subito!
Il ripieno è stata un deliziosa sorpresa, gusto pieno ed equilibrato, insomma... un vero successo per la gioia di tutta la famiglia.
Sono soddisfattissima del risultato ottenuto, che è stato ottenuto soprattutto grazie alle indicazioni precise e chiare di Roberta... grazie! Per le mie arancine, d'ora in avanti, seguirò sempre la tua ricetta :-)
lunedì 23 maggio 2011
Risi e bisi.. intrecciati!
Quando ho letto il titolo della ricetta proposta da Annamaria, vincitrice dell’ MTC di Alessandra e Daniela di Aprile con la sua originale versione degli gnocchi di semolino, mi è venuto un colpo…. Sì, perché come sa chi mi conosce bene, io non mangio legumi, con una piccola eccezione per i ceci, ma non nudi e crudi eh!, ma cucinati insieme ad altri ingredienti (ad .es. l’Hummus).
Questo mio rifiuto verso i legumi, ha origine nella mia infanzia, quando alla scuola materna mi costrinsero a mangiare i piselli… Vi lascio immaginare come il mio corpo non abbia voluto assolutamente accettare questa violazione ai miei gusti…. Ma chi lo dice che i bambini in tenera età, non siano già in grado di esprimere i propri gusti alimentari?!? Mah...
Crescendo non sono assolutamente cambiata (in questo!), e per un buffo scherzo del destino, mi sono ritrovata per tante estati della mia adolescenza, a sgranare sacchi interi di piselli e fagioli, che coltivava mio papà per hobby, in un terreno in campagna alla porte di Pavia, dove sono cresciuta. Quando mi capita di trovarmi di fronte un piatto contenente piselli, faccio un’accurata selezione, li metto da parte uno ad uno… è più forte di me!!!!
Ma non mi sono voluta tirare indietro di fronte a questa sfida di Maggio! Ho letto il post di Annamaria carico di storia ed emozioni, e mi sono lanciata nella preparazione. In casa poi, sono stati contenti perché finalmente ho cucinato i piselli...
Rispetto alla ricetta originale, ho effettuato solo qualche piccolo cambiamento, non volendo snaturare una ricetta così tradizionale. Non ho trovato le taccole mangiatutto, ma dei piselli freschi al mercato. Ho utilizzato il cuore del porro invece della cipolla (vedrete poi il perché). Il riso era un ottimo Carnaroli Veneto di Grumolo delle Abbadesse (presidio slow food) invece del Vialone Nano, ed ho aggiunto anche poca menta tritata alla fine, per dare un tocco più fresco al piatto.
Risultato: piatto super apprezzato dal mio Amore!
Ormai mi sono convinta.... d'ora in poi, cercherò di preparare i legumi ogni tanto, visto che sono stati così apprezzati e poi fanno tanto bene!
Lavare e sgranare i piselli separando i semi dai baccelli. Sbollentare le foglie di porro per 2-3 minuti in acqua bollente salata e mettere in acqua e ghiaccio per mantenere brillante il colore Asciugare e tagliare a strisce larghe 1 cm circa . In un tegame preferibilmente di rame, mettere 30 gr. di burro, il cuore del porro tritato e la pancetta. Rosolare brevemente poi unire i piselli, far insaporire un paio di minuti, ed aggiungere un mestolo di brodo bollente. Cuocere per altri 5 minuti ed unire il riso. Portare a cottura (16-18 minuti) mescolando, ed aggiungendo poco brodo per volta quando necessario. Mentre cuoce il riso, arrotolare qualche fetta di pancetta su dei cilindri per cannoncini, e cuocere in un tegame antiaderente senza alcun condimento, fino a rendere la pancetta croccante, e tenere da parte.
Togliere il riso dal fuoco ed unire il pepe di Sichuan macinato, il burro rimasto a pezzetti, il Parmigiano a piacere, il prezzemolo e la menta. Dare una veloce mescolata e coprire facendo riposare il riso un paio di minuti. Servire su un letto di foglie di porro intrecciate, e decorare con i cannoli di pancetta croccante.
Buon appetito!
Questo mio rifiuto verso i legumi, ha origine nella mia infanzia, quando alla scuola materna mi costrinsero a mangiare i piselli… Vi lascio immaginare come il mio corpo non abbia voluto assolutamente accettare questa violazione ai miei gusti…. Ma chi lo dice che i bambini in tenera età, non siano già in grado di esprimere i propri gusti alimentari?!? Mah...
Crescendo non sono assolutamente cambiata (in questo!), e per un buffo scherzo del destino, mi sono ritrovata per tante estati della mia adolescenza, a sgranare sacchi interi di piselli e fagioli, che coltivava mio papà per hobby, in un terreno in campagna alla porte di Pavia, dove sono cresciuta. Quando mi capita di trovarmi di fronte un piatto contenente piselli, faccio un’accurata selezione, li metto da parte uno ad uno… è più forte di me!!!!
Ma non mi sono voluta tirare indietro di fronte a questa sfida di Maggio! Ho letto il post di Annamaria carico di storia ed emozioni, e mi sono lanciata nella preparazione. In casa poi, sono stati contenti perché finalmente ho cucinato i piselli...
Rispetto alla ricetta originale, ho effettuato solo qualche piccolo cambiamento, non volendo snaturare una ricetta così tradizionale. Non ho trovato le taccole mangiatutto, ma dei piselli freschi al mercato. Ho utilizzato il cuore del porro invece della cipolla (vedrete poi il perché). Il riso era un ottimo Carnaroli Veneto di Grumolo delle Abbadesse (presidio slow food) invece del Vialone Nano, ed ho aggiunto anche poca menta tritata alla fine, per dare un tocco più fresco al piatto.
Risultato: piatto super apprezzato dal mio Amore!
Ormai mi sono convinta.... d'ora in poi, cercherò di preparare i legumi ogni tanto, visto che sono stati così apprezzati e poi fanno tanto bene!
Ingredienti per 4 persone
800 gr di piselli teneri e dolci, in modo da ottenere 250-300 gr di piselli sgranati
250 gr di riso Carnaroli (per me l’ottimo Grumolo delle Abbadesse)
60 gr di burro
50 gr di pancetta a cubetti più qualche fetta (per la presentazione del piatto)
1 lt 1 ½ circa di brodo vegetale (preparato con carote, sedano, cipolla e gambi di prezzemolo e sale a lla fine)
il cuore di due porri tritato finemente più le foglie (per presentare il piatto)
1 ciuffo di prezzemolo
qualche fogliolina di menta fresca (che va tritata)
Parmigiano Reggiano q.b.
sale e pepe di Sichuan
Lavare e sgranare i piselli separando i semi dai baccelli. Sbollentare le foglie di porro per 2-3 minuti in acqua bollente salata e mettere in acqua e ghiaccio per mantenere brillante il colore Asciugare e tagliare a strisce larghe 1 cm circa . In un tegame preferibilmente di rame, mettere 30 gr. di burro, il cuore del porro tritato e la pancetta. Rosolare brevemente poi unire i piselli, far insaporire un paio di minuti, ed aggiungere un mestolo di brodo bollente. Cuocere per altri 5 minuti ed unire il riso. Portare a cottura (16-18 minuti) mescolando, ed aggiungendo poco brodo per volta quando necessario. Mentre cuoce il riso, arrotolare qualche fetta di pancetta su dei cilindri per cannoncini, e cuocere in un tegame antiaderente senza alcun condimento, fino a rendere la pancetta croccante, e tenere da parte.
Togliere il riso dal fuoco ed unire il pepe di Sichuan macinato, il burro rimasto a pezzetti, il Parmigiano a piacere, il prezzemolo e la menta. Dare una veloce mescolata e coprire facendo riposare il riso un paio di minuti. Servire su un letto di foglie di porro intrecciate, e decorare con i cannoli di pancetta croccante.
Buon appetito!
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lunedì 5 aprile 2010
Risotto agli asparagi e speck
Mi piace la primavera, con i suoi colori che sbocciano da un giorno con l'altro, le giornate che si allungano e le meraviglie dell'orto che porta con sé! Una di queste sono gli asparagi... In questa ricetta ho utilizzato quelli verdi, ma, se avete a disposizione quelli bianchi di Bassano, usateli!!! Il mio amore mi dice meraviglie di quelli bianchi tedeschi, ma io non sono ancora riuscita ad assaggiarl!?!
Ingredienti per 4 persone
320 gr. di riso carnaroli
300 gr. di asparagi puliti (cioè al netto della parte di gambo legnosa)
70 gr. di speck affettato
1 scalogno tritato
60 gr. di burro
60 gr. di parmigiano grattugiato
mezzo bicchiere di Prosecco
brodo vegetale q.b.
sale e pepe q.b
Mettere lo scalogno con il burro (a freddo) in un tegame per risotti, l'ideale sarebbe la risottiera in rame... Cuocere finchè lo scalogno diventa trasparente, aggiungere i gambi degli asparagi a rondelle e far cuocere per 10 minuti, unendo poca acqua se occorre. Separatamente, cuocere le punte al vapore. Unire al soffritto il riso e lo speck (50 gr.), far tostare (il chicco preso tra le dita deve scottare) e sfumare con il vino. Versare il brodo, poco per volta, e mescolare delicatamente fino alla cottura. Nel frattempo, far diventare croccante il restante speck (20 gr.) in un padellino antiaderente. Quando il risotto è pronto, mantecare con burro e parmigiano e coprire con il coperchio per 2 minuti per far riposare il tutto. Servire decorando con le punte cotte al vapore e lo speck croccante. Vi leccherete anche i baffi che non avete...
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