Se vi dico questi ingredienti: farina, zucca, burro e salvia... che piatto vi viene in mente? Gnocchi alla zucca...? Sì, ma no solo quelli...
La ricetta la trovate qui, sul blog dello Starbooks :)))
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martedì 4 marzo 2014
giovedì 6 febbraio 2014
Lemon Meltaways di Martha Stewart
Era da un po' di tempo che questi biscotti aspettavano di essere pubblicati... chissà perché, visto che li ho fatti e rifatti, e ogni tanto in casa mi dicono: "ma non li prepari più quei biscotti al limone che si sciolgono in bocca?" Io cerco sempre di accontentare le persone a cui voglio bene...
Questi biscotti meravigliosi li ho scoperti grazie all'Araba più simpatica del web, Stefania l'Arabafelice, l'"ambasciatrice" di Martha Stewart in Italia (o in Arabia...? ;) Io ho raddoppiato le dosi ed ho sostituito l'estratto di vaniglia con un baccello di vaniglia, mi piace che si vedano i semini :)
Ingredienti per circa 40 biscotti
170 g di burro freddo, tagliato a pezzetti
40 g di zucchero al velo
la scorza grattugiata di un limone
4 cucchiai di succo di limone
240 g di farina
due cucchiai di maizena (amido di mais)
un pizzico di sale
i semini di un baccello di vaniglia
zucchero a velo, per la copertura
Dividere l'impasto in due parti e distribuire ogni metà su un foglio di carta forno. Formare dei rotoli del diametro di 4 cm circa, aiutandovi a modellarli con la carta forno. Chiudere le due estremità di ciascun rotolo con dello spago da cucina e far rassodare in frigorifero per almeno 2 ore. Un rapido passaggio in freezer vi aiuterà nel successivo taglio. Dopo il riposo, togliere i rotoli dalla carta e tagliarli a fette di un cm circa di spessore.
Disporre le fette su una teglia da forno rivestita con carta forno e mettere in frigorifero fino al momento di infornare. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 13 minuti circa. I biscotti dovranno risultare appena dorati sui bordi e rimanere chiari al centro. Sfornare, far intiepidire per 5-10 minuti, poi rotolarli nello zucchero al velo.
Lo zucchero al velo lo preparo sempre in casa con un vecchio macinino da caffè, che utilizzo solo per questo scopo, ma che sul più bello ha smesso di funzionare... e il mio zucchero non è proprio al velo, ma i biscotti erano comunque strepitosi! Come dice il titolo della ricetta, questi biscotti si sciolgono letteralmente (in bocca).
Si conservano fino a due settimane, in una scatola di latta.
giovedì 14 novembre 2013
La "Apple Pie" di Martha Stewart, per lo Starbook Redone
Io adoro i dolci con le mele. Da bambina, quando mia mamma mi domandava che torta volessi per il mio compleanno, ripetevo sempre: "Torta con le mele". Lei sapeva benissimo che la risposta sarebbe stata quella! Crescendo, e iniziando a cucinare, ho imparato ad apprezzare anche altri dolci, e a variare la scelta per la torta di compleanno... Ma i dolci con le mele, rimarranno sempre sul gradino più alto del podio, nella mia personalissima classifica :-)
Capirete bene, che non avrei mai potuto resistere dal provare un torta con tantissime mele, avvolte da una crosta croccante, come quella che si trova sul meraviglioso libro di Martha Stewart - Martha's American Food, che, con le amiche dello Starbooks, abbiamo testato nel mese di Ottobre dello scorso anno. La dolce Roby, aveva provato la ricetta di questa torta con grande soddisfazione. Io sono totalmente d'accordo con lei, così come chi l'ha provata... Mio cognato (americano, e con una certa esperienza in apple pie), mangerebbe tutta la crosta da solo :-)
Le mele più adatte per questa pie, che si trovano anche in Italia, sono le Granny Smith, ed io ho sempre usato quelle, tranne la volta in cui sono riuscita a fotografare la torta... Avevo delle mele che mi aveva dato mio papà, ed erano da consumare, ma hanno rilasciato un po' troppo liquido in cottura... Quindi, usate le Granny smith!
La prima volta che ho preparato questa Apple pie, ho fatto un disastro nel forno... vi basti sapere, che ho dovuto utilizzare la funzione pirolisi, per eliminare le tracce... Quindi, per "contenere" le mele, che sono tante, vi consiglio di utilizzare uno stampo alto almeno 5-6 cm e con il bordo largo, su cui si andrà ad appoggiare il bordo della torta. Io mi sono comprata il classico stampo da pie (in realtà ne ho comprato più di uno!) su Amazon.co.uk, che potete vedere qui: è comodissimo e non costa molto :-)
Questa torta partecipa allo Starbook Redone (fuori concorso). Volete partecipare anche voi....? Andate leggere come fare... C'è un bellissimo premio in palio :-)
2 cucchiai di acqua
Capirete bene, che non avrei mai potuto resistere dal provare un torta con tantissime mele, avvolte da una crosta croccante, come quella che si trova sul meraviglioso libro di Martha Stewart - Martha's American Food, che, con le amiche dello Starbooks, abbiamo testato nel mese di Ottobre dello scorso anno. La dolce Roby, aveva provato la ricetta di questa torta con grande soddisfazione. Io sono totalmente d'accordo con lei, così come chi l'ha provata... Mio cognato (americano, e con una certa esperienza in apple pie), mangerebbe tutta la crosta da solo :-)
Le mele più adatte per questa pie, che si trovano anche in Italia, sono le Granny Smith, ed io ho sempre usato quelle, tranne la volta in cui sono riuscita a fotografare la torta... Avevo delle mele che mi aveva dato mio papà, ed erano da consumare, ma hanno rilasciato un po' troppo liquido in cottura... Quindi, usate le Granny smith!
La prima volta che ho preparato questa Apple pie, ho fatto un disastro nel forno... vi basti sapere, che ho dovuto utilizzare la funzione pirolisi, per eliminare le tracce... Quindi, per "contenere" le mele, che sono tante, vi consiglio di utilizzare uno stampo alto almeno 5-6 cm e con il bordo largo, su cui si andrà ad appoggiare il bordo della torta. Io mi sono comprata il classico stampo da pie (in realtà ne ho comprato più di uno!) su Amazon.co.uk, che potete vedere qui: è comodissimo e non costa molto :-)
Questa torta partecipa allo Starbook Redone (fuori concorso). Volete partecipare anche voi....? Andate leggere come fare... C'è un bellissimo premio in palio :-)
Mile –high apple pie
Ingredienti per uno stampo di 23 cm (il mio è di 26 cm)
Per l'impasto:
450 g di farina 00
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
340 g di burro a pezzetti
Da 125 a 190 ml acqua gelata
Per l'impasto, mettere la farina, il sale e lo zucchero in un robot da cucina ed azionare la funzione pulse, per mischiare. Aggiungere il burro a pezzetti ed azionare ancora il robot, fino ad ottenere un composto bricioloso, ci vorranno 10 secondi circa. Potete anche fare tutto con le mani, ma con il robot è molto più semplice! Versare i primi 125 ml d'acqua, a pioggia, sul composto. Azionare il pulse finché il composto inizia a stare insieme (non deve essere né asciutto né bagnato). Se il composto dovesse essere troppo asciutto, unire la rimanente acqua, un cucchiaio alla volta, azionando il robot.
Dividere l'impasto in due parti disuguali, una grossa all'incirca il doppio dell'altra. Con il matterello, stendere l'impasto ,più piccolo in un disco di circa 31 cm di diametro, allo spessore di 3 mm circa, infarinando la superficie per evitare che si attacchi, se necessario, eliminando poi la farina in eccesso. Foderare lo stampo con il disco e ritagliare l'impasto in eccesso, che va conservato. Coprire con pellicola per alimenti e mettere in frigorifero per 30 minuti circa.
Nel frattempo, stendere l'impasto rimanente in un disco di 36 cm circa, sempre allo spessore di 3 mm, coprirlo con la pellicola e mettere anch'esso in frigorifero, per 30 minuti.
Per il ripieno:
30 g di farina 00
16 mele Granny smith (io ne ho usate 12)
Il succo di 2 limoni
190 g di zucchero più quello per spolverare
2 cucchiaini di cannella in polvere
3 cucchiai di burro, a pezzetti
1 uovo grande
Preriscaldare il forno a 230°C. Sbucciare le mele e tagliarle in spicchi sottili. Trasferitele in una ciotola capiente e versateci sopra il succo di limone, per evitare l'annerimento. In un'altra piccola ciotola, mettere la farina, lo zucchero e la cannella, mescolare e aggiungere alle mele, facendo in modo che il mix si distribuisca uniformemente e rivesta le mele.
Prendere l'altro disco dal frigorifero, riempire lo stampo con le mele, distribuendole in alti mucchietti. Distribuire i pezzetti di burro sopra alle mele. Mischiare il rosso d'uovo con l'acqua e spennellarlo sul bordo dell'impasto. Posizionare il secondo disco al centro, sopra le mele, eliminando l'impasto in eccesso, se necessario. Ripiegare il bordo dell'impasto su quello del disco inferiore, e sigillare, premendo dolcemente, arricciando i bordi, se volete.
Con un coltellino, praticare dei tagli sul disco, che permetteranno la fuoriuscita del vapore durante la cottura. Volendo, si può decorare la torta con i ritagli dell'impasto, ricavando delle foglie, ad esempio, che vanno incollate con un goccio d'acqua. Spennellare la superficie con l'uovo e cospargere con lo zucchero. Posizionare sulla teglia del forno, e cuocere per 10 minuti (la crosta comincerà a dorarsi). Abbassare la temperatura a 175°C, girare la torta, e proseguire la cottura finché la superficie sarà ben dorata, per circa 1 e ¼. Se durante la cottura la crosta tende a scurirsi troppo, copritela con un foglio di carta alluminio. Trasferire su una gratella per dolci (io l'ho lasciata nello stampo, per evitare danni), far raffreddare, e servire con del gelato se vi fa piacere.
Questa torta è uno spettacolo!!!
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mercoledì 24 ottobre 2012
"Buffalo chicken wings" ovvero... "Ali di pollo alla Buffalo" per lo Starbooks di Ottobre
Con la puntata di oggi si chiude lo Starbooks di Ottobre, e per chiudere questo mese con il sempre più amato libro di Martha Stewart: "Martha's American Food" A celebration of our nation's most treasured dishes, from coast to coast che mi ha aperto un mondo nuovo sulla cucina made in USA, ho scelto una ricetta decisamente rappresentativa del mangiare americano, quello buono, ovvero le "Buffalo chicken wings". A casa mia le alette di pollo vanno alla grande perchè accontentano tutti, ragazzi e adulti... Sono buonissime, golose, semplici e veloci da preparare e, perchè no, anche economiche!
Il libro di Martha Stewart, è stato una gran bella scoperta, tanto che l'ho riempito di segnalibri... :-))) Cucinare seguendo un libro affidabile è decisamente rilassante...
La Stewart scrive che, molti nativi di Buffalo, vi diranno che il piatto ha avuto i natali all'Anchor Bar di Buffalo, NY. Successivamente, in tutta la città, i ristoranti che si sono specializzati nel cucinare e proporre le ali di pollo cucinate così, si sono moltiplicati... Come nell'originale, anche in questa versione le ali di pollo vengono immerse in una salsa piccante (Frank's RedHot sauce) e burro. Se preferite, potete aggiungere più salsa per salire un gradino più su nella scala del piccante! Dopo tutto, l'accompagnamento obbligato è con la salsa al Blue Cheese e bastoncini di sedano croccante (e carote), che sono proprio pensati per alleviare la piccantezza del piatto. Confermo!!!
Per completare il menù di oggi, passate anche da:
- La Apple Pie di Mary Pie - Zesty crab cakes
- Arabafelice - Pike Place Fish and Chips
- Andante con gusto - Maple bundt cake
- Arricciaspiccia - Skillet cornbread
- Vissi d'arte e di cucina - Pigs in a blanket
- La Gaia Celiaca - Caramelized onion dip and onion crisps + Corn muffins
- Lechategoiste - Stuffed mushrooms
Buffalo Chicken Wings
tra parentesi le mie note
Ingredienti per 4 persone
olio neutro, come l'olio di cartamo, per friggere (io ho usato l'olio di semi di arachidi)
1,4 Kg di ali di pollo
170 ml circa di salsa piccante (come la Frank's RedHot*)
60g di burro fuso
Per servire
salsa al Blue Cheese**
bastoncini di sedano
bastoncini di carote
*Frank's RedHot sauce. Siccome non avrei proprio saputo dove trovare questa salsa in Italia, Stefania l'Arabafelice, mi è venuta in aiuto, inviandomi la ricetta di una sua collega americana... Grazie Stefania!
Eccola:
Eccola:
Mettere 20 peperoncini rossi piccanti (ad alcuni ho eliminato un pò di semi) in un pentolino antiaderente con 3 cucchiai d'olio (exv), un cucchiaino di sale (fino), 2 spicchi d'aglio tritati (io li ho messi interi poi li ho eliminati), un pomodoro a cubetti (l'ho spelato e ho eliminato i semi), e una cipolla media tritata. Cuocere per qualche minuto su fuoco medio poi unire mezzo litro circa di acqua. Proseguire la cottura ancora per 20 minuti o finchè il liquido sarà evaporato quasi completamente. Far raffreddare la salsa e frullare con un frullatore ad immersione (o con un robot da cucina), unendo circa 200ml di aceto bianco (io ne ho messo meno perchè avevo paura che diventasse troppo "acetosa"). Assaggiare e regolare di sale. Conservare in un barattolo e far riposare in frigorifero qualche giorno prima di utilizzarla, ma è buona anche subito (io l'ho utilizzata subito).
Piccola premessa, la Stewart non spiega com preparare le ali di pollo per la cottura, per ve lo scrivo per chi non le avesse mai cucinate..
Preriscaldare il forno a 100°C. Riempire una padella capiente con 2.5cm d'olio, riscaldare su fuoco medio alto fino a 190°C, misurando la temperatura con un termometro adatto. Friggere la prima parte di pollo finchè sarà dorato scuro; ci vorranno 6-7 minuti per lato. Trasferire su carta forno e mettere in forno per tenere in caldo (io prima ho fatto asciugare le alette su carta assorbente da cucina). Riportare l'olio in temperatura (se necessario), prima di cuocere il restante pollo.
In una ciotola capiente mescoalre insieme la salsa piccante e il burro fuso. Unire il pollo e mescolare bene per rivestirlo di salsa. Servire le ali con la salsa al Blue Cheese e i bastoncini di verdure.
**Blue Cheese Dipping Sauce
Ingredienti per circa 500ml di salsa
250ml di panna acida
2 cucchiai di maionese
2 cucchiai di latte
½ cucchiaino da tè di sale grosso (per me fino)
150g circa di formaggio Blue Cheese sbriciolato (un Gorgonzola naturale o il Roquefort vanno bene)
In una piccola ciotola, mescolare insieme la panna acida, la maionese, il latte e il sale, quindi unire il Blue cheese (vedi ingredienti). Mettete in frigorifero, coperta, fino al momento di servire. Si conserva fino a 2 giorni. E' buonissima!!!
Note personali. Il pollo era delizioso, morbidissimo, succulento e... piccante! Temevo che la piccantenzza della salsa potesse coprire i sapori, ma non è stato così! Il consiglio della Stewart di accompagnare le alette con la salsa al Blue cheese (che poi è l'abbinamento tradizionale), è azzeccatissimo e piacevolissimo... La freschezza della salsa fa da estintore :-)
Buon appetito e arrivederci a Novembre con lo Starbooks... siete curiosi...???
mercoledì 17 ottobre 2012
"Zuppa di vongole del New England" e "Frittelline di mais e cipolle" per lo Starbooks di Ottobre parte seconda...
Era da tempo che volevo provare la "New England clam chowder", ovvero la "Zuppa di vongole del New England". Era una di quelle (moltissime) ricette presenti nella mia lista "to do" (un pò scritta, un pò mentale), ma che, per un motivo o per l'altro, non ero ancora riuscita a preparare. Questa lista è lunga, il tempo poco, e ogni tanto mi dimentico pure qualcosa...
L'occasione è arrivata con lo Starbooks di Ottobre e con il libro "Martha's American food" di Martha Stewart, su cui si trova, nella sezione Northeast, la ricetta di questa deliziosa zuppa!
Ne esistono diverse versioni, ma la presenza del bacon, della cipolla, delle patate e della panna e/o latte sono una costante. Non pensate di eliminare il bacon, perchè il binomio carne- pesce & Co. non vi attira, è proprio il bacon che dà carattere a questa zuppa! Provate e poi mi direte....
La Stewart, spiega l'origine di questa zuppa introducendo il discorso con questa frase, che, soprattutto nel caso degli USA, più vera non potrebbe essere: "Come la maggior parte di noi, la zuppa di pesce ha radici altrove..." Poi continua dicendo che, sebbene la "chowder" abbia avuto origine in Francia (la parola chowder deriva da chaudière, il nome del calderone usato dai pescatori per cucinare il pescato del giorno), è arrivata in Gran Bretagna e poi, atttraverso la costa canadese, ha raggiunto il suolo americano. Le prime notizie certe della presenza di questa preparazione in America, risalgono al 1732, e circa un secolo dopo, la New England clam chowder, si è diffusa grazie alle eccellenti varietà di ostriche e molluschi a disposizione lungo tutta la costa. La "zuppa cremosa" divenne presto, ed è rimasta, la versione più famosa d'America.
Il menù completo di oggi prevede anche, dalle altre Starbookers:
- La Apple Pie di Mary Pie con il "Tamale Pie"
- Arabafelice con il "Coconut cake"
- Lechategoiste con i "Oatmeal raisin cookies"
- Andante con gusto e il "Buttermilk Fried Chicken"
- Arricciaspiccia con "Indian Pudding"
- Vissi d'arte e di cucina con la "Torta di ananas rovesciata"
- Menuturistico e l'Hamburger"
- La Gaia Celiaca con il "Caramel Corn Ice Cream"
*La qualità di vongole utilizzate nella ricetta è la "Littleneck", una varietà di grandi dimensioni rispetto alle nostre. Si possono sostituire con le veraci, aumentando la quantità indicata nella ricetta (1Kg abbondante va bene).
Lavare le vongole sotto acqua corrente fredda, con una spugna abrasiva o con una spazzola vegetale (io le metto a bagno in acqua fredda salata per almeno 1 ora, poi le raccolgo con una schiumarola così l'eventuale sabbia rimarrà sul fondo). Mettere i 750ml d'acqua e le vongole in una pentola media, coprire e portare a bollore. Cuocere finchè le vongole si saranno aperte, da 5 a 6 minuti. Raccogliere le vongole con la schiumarola ed eliminare quelle chiuse. Filtrare il brodo attraverso un colino a maglie fitte, rivestito con un filtro da caffè o con un telo di cotone ben pulito, in una ciotola graduata. Si dovrebbe ottenere 1lt. circa di liquido. In caso contrario unire dell'acqua fino a raggiungere il litro. Quando le vongole si saranno raffreddate abbastanza da poterle maneggiare, rimuovere ed eliminare la conchiglia, e tritare la polpa grossolanamente (con le veraci non è necessario!). Lavare ed asciugare la pentola. Cuocere il bacon a fuoco medio per 3 minuti circa, finchè sarà chiaro e dorato e avrà perso un pò del suo grasso. Aggiungere del burro se non c'è grasso a sufficienza sul fondo della pentola. Unire la cipolla e cuocere finchè sarà trasparente, per 3 minuti circa, mescolando spesso. Rimettere il brodo nella pentola con la patata, il timo, l'alloro, ed aggiustare di sale e pepe (fate attenzione perchè il brodo delle vongole è già saporito...). Portare ad ebollizione, ridurre il fuoco e far sobbollire finchè la patata sarà tenera ma non sfatta, ci vorranno da 6 a 8 minuti. Se si preferisce una zuppa più densa, schiacciare un pò le patate contro il bordo della pentola. Aggiungere le vongole e la panna e cucoere solo per il tempo necessario a riscaldarle, 1 minuto circa, perchè la zuppa non deve bollire. Aggiustare di sale e pepe e servire subito.
Note personali.
La zuppa è veramente squisita; il bacon gli dona carattere senza essere invadente, così il piatto risulta ben equilibrato nei sapori. Io ho messo troppe poche vongole, perchè non conoscevo la varietà Littleneck, quindi mettete tutto il Kg che ho indicato ed andrà bene. Ho schiacciato un pò le patate, ma la zuppa è rimasta ancora abbastanza liquida, infatti le mie vongole affondavano... Vi consiglio di usare un minipimer e frullare grossolanamente la zuppa prima di unire la panna e le vongole.
Per oggi ho scelto anche un'altra ricetta... gli "Hush puppies". Il nome mi incuriosiva parecchio, e Stefania mi ha spiegato che viene usato per indicare i i cani Bassett Hound...!!! Siccome non volevo certo farvi pensare male... ho seguito i suggerimenti che mi sono stati dati sulla "traduzione" del titolo da chi ne sa più di me, quindi ecco le:
* quando mi serve il latticello lo compro nella vicina Sivzzera, dove si trova facilmente. Stavolta non l'avevo, così ho seguito il consiglio di Ale, e ho mischiato, in parti uguali, latte fresco parzialmente scremato con yogurt magro compatto.
Preriscaldare il forno a 95-100°C. Mischiare insieme in una ciotola la farina di mais gialla (fioretto), la farina 00, lo zucchero, il lievito in polvere, il bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino da tè di sale grosso e il peperoncino. Grattugiare la cipolla con una grattugia a fori larghi in un'altra ciotola capiente, dovreste ottenere circa 3 cucchiai di trito, e utilizzare anche il succo delle cipolle. Unire l'uovo, il latticello* e amalgamare. Unire il composto alla miscela di mais mischiando solo il necessario per incorporare tutti gli ingredienti, lasciando i grumi. La pastella dovrà essere più spessa di quella dei pancakes (molto densa!). Scaldare l'olio a 180°C in una grande pentola dal fondo pesante, l'olio deve essere profondo 10 cm circa, e versarvi un cucchiaio di pastella per ogni frittella (dopo le prime frittelle che erano troppo grosse, ho preferito utilizzare un cucchiaino). Friggere girando le frittelle ogni tanto, finchè saranno di un colore dorato scuro. Ci vorranno da 4 a 5 minuti. Sgocciolarle su carta assorbente da cucina per far perdere l'unto in eccesso, trasferirle su una teglia da forno, e infornare per tenerle in caldo mentre si cuociono le altre frittelle, riportando l'olio a temperatura (io, appena prima di versare il composto, abbasso il fuoco, e lo rialzo subito dopo. Così facendo, si riesce a controllare meglio la temperatura dell'olio, che gioco-forza si abbassa quando si inserisce la pastella). Teminare la cottura e servire caldo.
Note personali.
Le frittelle mi sono riuscite al secondo tentativo. La prima volta avevo ottenuto una pastella troppo liquida, e le frittelle sono risultate intrise d'olio... Ho capito che il problema era dovuto al latticello, che io avevo preparato troppo liquido... una volta aggiustato il tiro, non ho più avuto problemi, quindi regolatevi in modo da ottenere una pastella ben densa :-). La ricetta mi è piaciuta ma senza entusiasmarmi, ma è una questione di gusti, senza nulla togliere alla sua validità.
Starbooks Redone: le ricette provate da voi
Mari - Lasagnapazza
http://lasagnapazza.blogspot.it/2012/12/hush-puppies.html
L'occasione è arrivata con lo Starbooks di Ottobre e con il libro "Martha's American food" di Martha Stewart, su cui si trova, nella sezione Northeast, la ricetta di questa deliziosa zuppa!
Ne esistono diverse versioni, ma la presenza del bacon, della cipolla, delle patate e della panna e/o latte sono una costante. Non pensate di eliminare il bacon, perchè il binomio carne- pesce & Co. non vi attira, è proprio il bacon che dà carattere a questa zuppa! Provate e poi mi direte....
La Stewart, spiega l'origine di questa zuppa introducendo il discorso con questa frase, che, soprattutto nel caso degli USA, più vera non potrebbe essere: "Come la maggior parte di noi, la zuppa di pesce ha radici altrove..." Poi continua dicendo che, sebbene la "chowder" abbia avuto origine in Francia (la parola chowder deriva da chaudière, il nome del calderone usato dai pescatori per cucinare il pescato del giorno), è arrivata in Gran Bretagna e poi, atttraverso la costa canadese, ha raggiunto il suolo americano. Le prime notizie certe della presenza di questa preparazione in America, risalgono al 1732, e circa un secolo dopo, la New England clam chowder, si è diffusa grazie alle eccellenti varietà di ostriche e molluschi a disposizione lungo tutta la costa. La "zuppa cremosa" divenne presto, ed è rimasta, la versione più famosa d'America.
Il menù completo di oggi prevede anche, dalle altre Starbookers:
- La Apple Pie di Mary Pie con il "Tamale Pie"
- Arabafelice con il "Coconut cake"
- Lechategoiste con i "Oatmeal raisin cookies"
- Andante con gusto e il "Buttermilk Fried Chicken"
- Arricciaspiccia con "Indian Pudding"
- Vissi d'arte e di cucina con la "Torta di ananas rovesciata"
- Menuturistico e l'Hamburger"
- La Gaia Celiaca con il "Caramel Corn Ice Cream"
New England clam chowder
Ingredienti per 4-6 persone
5 dozzine di vongole Littleneck*, selezionate (scartare quelle con i gusci rotti)
750ml di acqua
30g di bacon tagliato in striscioline di 2,5cm
1 cucchiaio di burro non salato (facoltativo)
½ cipolla grande, tagliata a dadini
1 grossa patata, pelata e tagliata a dadini di 1cm circa
1 rametto di timo
1 foglia d'alloro secca
sale grosso e pepe macinato fresco
125ml di panna (% di grassi tra il 30 e il 40 %)
Lavare le vongole sotto acqua corrente fredda, con una spugna abrasiva o con una spazzola vegetale (io le metto a bagno in acqua fredda salata per almeno 1 ora, poi le raccolgo con una schiumarola così l'eventuale sabbia rimarrà sul fondo). Mettere i 750ml d'acqua e le vongole in una pentola media, coprire e portare a bollore. Cuocere finchè le vongole si saranno aperte, da 5 a 6 minuti. Raccogliere le vongole con la schiumarola ed eliminare quelle chiuse. Filtrare il brodo attraverso un colino a maglie fitte, rivestito con un filtro da caffè o con un telo di cotone ben pulito, in una ciotola graduata. Si dovrebbe ottenere 1lt. circa di liquido. In caso contrario unire dell'acqua fino a raggiungere il litro. Quando le vongole si saranno raffreddate abbastanza da poterle maneggiare, rimuovere ed eliminare la conchiglia, e tritare la polpa grossolanamente (con le veraci non è necessario!). Lavare ed asciugare la pentola. Cuocere il bacon a fuoco medio per 3 minuti circa, finchè sarà chiaro e dorato e avrà perso un pò del suo grasso. Aggiungere del burro se non c'è grasso a sufficienza sul fondo della pentola. Unire la cipolla e cuocere finchè sarà trasparente, per 3 minuti circa, mescolando spesso. Rimettere il brodo nella pentola con la patata, il timo, l'alloro, ed aggiustare di sale e pepe (fate attenzione perchè il brodo delle vongole è già saporito...). Portare ad ebollizione, ridurre il fuoco e far sobbollire finchè la patata sarà tenera ma non sfatta, ci vorranno da 6 a 8 minuti. Se si preferisce una zuppa più densa, schiacciare un pò le patate contro il bordo della pentola. Aggiungere le vongole e la panna e cucoere solo per il tempo necessario a riscaldarle, 1 minuto circa, perchè la zuppa non deve bollire. Aggiustare di sale e pepe e servire subito.
Note personali.
La zuppa è veramente squisita; il bacon gli dona carattere senza essere invadente, così il piatto risulta ben equilibrato nei sapori. Io ho messo troppe poche vongole, perchè non conoscevo la varietà Littleneck, quindi mettete tutto il Kg che ho indicato ed andrà bene. Ho schiacciato un pò le patate, ma la zuppa è rimasta ancora abbastanza liquida, infatti le mie vongole affondavano... Vi consiglio di usare un minipimer e frullare grossolanamente la zuppa prima di unire la panna e le vongole.
Per oggi ho scelto anche un'altra ricetta... gli "Hush puppies". Il nome mi incuriosiva parecchio, e Stefania mi ha spiegato che viene usato per indicare i i cani Bassett Hound...!!! Siccome non volevo certo farvi pensare male... ho seguito i suggerimenti che mi sono stati dati sulla "traduzione" del titolo da chi ne sa più di me, quindi ecco le:
120g di farina gialla di mais (tipo fioretto)
60g di farina 00
1 cucchiaino da tè di zucchero
1 cucchiaino da tè di lievito in polvere
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
sale grosso (per me tritato)
¼ di cucchiaino da tè di peperoncino Cayenne (per me peperoncino normale)
1 cipolla media
1 grosso uovo
250ml di buttermilk*
2 lt. circa di olio vegetale o olio di arachidi per friggere (per me di arachidi e ne ho usato meno, utilizzando un tegame medio)
* quando mi serve il latticello lo compro nella vicina Sivzzera, dove si trova facilmente. Stavolta non l'avevo, così ho seguito il consiglio di Ale, e ho mischiato, in parti uguali, latte fresco parzialmente scremato con yogurt magro compatto.
Preriscaldare il forno a 95-100°C. Mischiare insieme in una ciotola la farina di mais gialla (fioretto), la farina 00, lo zucchero, il lievito in polvere, il bicarbonato di sodio, 1 cucchiaino da tè di sale grosso e il peperoncino. Grattugiare la cipolla con una grattugia a fori larghi in un'altra ciotola capiente, dovreste ottenere circa 3 cucchiai di trito, e utilizzare anche il succo delle cipolle. Unire l'uovo, il latticello* e amalgamare. Unire il composto alla miscela di mais mischiando solo il necessario per incorporare tutti gli ingredienti, lasciando i grumi. La pastella dovrà essere più spessa di quella dei pancakes (molto densa!). Scaldare l'olio a 180°C in una grande pentola dal fondo pesante, l'olio deve essere profondo 10 cm circa, e versarvi un cucchiaio di pastella per ogni frittella (dopo le prime frittelle che erano troppo grosse, ho preferito utilizzare un cucchiaino). Friggere girando le frittelle ogni tanto, finchè saranno di un colore dorato scuro. Ci vorranno da 4 a 5 minuti. Sgocciolarle su carta assorbente da cucina per far perdere l'unto in eccesso, trasferirle su una teglia da forno, e infornare per tenerle in caldo mentre si cuociono le altre frittelle, riportando l'olio a temperatura (io, appena prima di versare il composto, abbasso il fuoco, e lo rialzo subito dopo. Così facendo, si riesce a controllare meglio la temperatura dell'olio, che gioco-forza si abbassa quando si inserisce la pastella). Teminare la cottura e servire caldo.
Note personali.
Le frittelle mi sono riuscite al secondo tentativo. La prima volta avevo ottenuto una pastella troppo liquida, e le frittelle sono risultate intrise d'olio... Ho capito che il problema era dovuto al latticello, che io avevo preparato troppo liquido... una volta aggiustato il tiro, non ho più avuto problemi, quindi regolatevi in modo da ottenere una pastella ben densa :-). La ricetta mi è piaciuta ma senza entusiasmarmi, ma è una questione di gusti, senza nulla togliere alla sua validità.
Aggiornamento 27/02/2013
Starbooks Redone: le ricette provate da voi
Mari - Lasagnapazza
http://lasagnapazza.blogspot.it/2012/12/hush-puppies.html
mercoledì 10 ottobre 2012
Starbooks di Ottobre: Martha Stewart e il suo "American Food": "Hazelnuts cookies" (Biscotti alle nocciole)
Con lo Starbooks di Ottobre, vi portiamo direttamente negli States, a casa della universalmente conosciuta Martha Stewart. Il suo "American Food" è un libro che mette subito allegria e voglia di provare tante ricette... La cucina americana è un melting pot, visto che ha subito le influenze dei numerosi popoli che lì vi hanno trovato casa. Quindi non stupitevi se troverete anche ricette che vi suonano familiari come i "maccheroni"...
La prima ricetta che vi propongo è di biscotti, alle nocciole per la precisione. Adoro la frutta secca e le nocciole in particolar modo, quindi, quando ho visto sul libro questa ricetta, ho "dovuto" assolutamente provarla :-)))
Questa ricetta nel libro rientra in quelle dell'Ovest degli Stati Uniti perchè, come spiega la Stewart, è nello stato dell'Oregon (3% della produzione mondiale) che si trovano le migliori nocciole del mondo (io quelle dell'Oregon non le ho mai assaggiate, ma la Tonda Gentile delle Langhe sì, ed è buonissima!!!). La Stewart consiglia di comprare la farina di nocciole nei negozi di specialità alimentari oppure on line (io l'ho trovato in un supermercato ben fornito dopo un pò di ricerche), altrimenti si può fare in casa, con un robot da cucina, riducendole alla consistenza della farina di mais, ma non in pasta. Io vi consiglio di cercare proprio la farina, perchè in casa non si riesce ad ottenere lo stesso risultato, e si rischia di far uscire l'olio che le nocciole contengono. Inoltre, la farina si amalgama meglio agli altri ingredienti. Ma se proprio non la trovate, unite un pò dello zucchero degli ingredienti indicati nella ricetta quando le macinate, vi aiuterà ad evitare l'inconveniente.
Sul libro, le dosi e/o le dimensioni, sono indicate nelle misure americane: cup, ounce, inch... Così come le temperature del forno, che sono in°F. Per comodità vi riporto le dosi già convertite, ma se vorrete una tabella di conversione, basta chiedere, perchè c'è qualcuno che ha fatto un gran bel lavoro per noi...!!!
Cosa propongono le altre Starbookers girls...?
- Menu turistico, recensione del libro e Blueberries Pancakes
- Arabafelice la Classic Potato Salad
- Le chat egoiste con la Mile-high apple pie
- La Apple Pie di Mary Pie con i Petti d pollo grigliati con glassa speziata alle pesche
- La Gaia celiaca con il Peach and bluberry cobbler
- Andante con gusto con il Meat loaf with mashed potatoes
- Vissi d'arte e di cucina con l'Alexis' Egg Salad Sandwiches
e la new entry Emanuela:
- Arricciaspiccia con il Fried rice with shrimp and snow peas
tra parentesi le mie note
Questa ricetta nel libro rientra in quelle dell'Ovest degli Stati Uniti perchè, come spiega la Stewart, è nello stato dell'Oregon (3% della produzione mondiale) che si trovano le migliori nocciole del mondo (io quelle dell'Oregon non le ho mai assaggiate, ma la Tonda Gentile delle Langhe sì, ed è buonissima!!!). La Stewart consiglia di comprare la farina di nocciole nei negozi di specialità alimentari oppure on line (io l'ho trovato in un supermercato ben fornito dopo un pò di ricerche), altrimenti si può fare in casa, con un robot da cucina, riducendole alla consistenza della farina di mais, ma non in pasta. Io vi consiglio di cercare proprio la farina, perchè in casa non si riesce ad ottenere lo stesso risultato, e si rischia di far uscire l'olio che le nocciole contengono. Inoltre, la farina si amalgama meglio agli altri ingredienti. Ma se proprio non la trovate, unite un pò dello zucchero degli ingredienti indicati nella ricetta quando le macinate, vi aiuterà ad evitare l'inconveniente.
Sul libro, le dosi e/o le dimensioni, sono indicate nelle misure americane: cup, ounce, inch... Così come le temperature del forno, che sono in°F. Per comodità vi riporto le dosi già convertite, ma se vorrete una tabella di conversione, basta chiedere, perchè c'è qualcuno che ha fatto un gran bel lavoro per noi...!!!
Cosa propongono le altre Starbookers girls...?
- Menu turistico, recensione del libro e Blueberries Pancakes
- Arabafelice la Classic Potato Salad
- Le chat egoiste con la Mile-high apple pie
- La Apple Pie di Mary Pie con i Petti d pollo grigliati con glassa speziata alle pesche
- La Gaia celiaca con il Peach and bluberry cobbler
- Andante con gusto con il Meat loaf with mashed potatoes
- Vissi d'arte e di cucina con l'Alexis' Egg Salad Sandwiches
e la new entry Emanuela:
- Arricciaspiccia con il Fried rice with shrimp and snow peas
Ingredienti per 24 biscotti circa ( io ne ho ottenuti 32-34)
113 g di burro morbido non salato (ne ho messo 115 g)
95 g di zucchero
150 g di farina 00
96 g di farina di nocciole tostate (ne ho messo 100 g)
½ cucchiaino da tè di sale grosso (io l'ho pestato un po' prima di utilizzarlo)
Preriscaldare il forno a 175°C. Ridurre a crema il burro con lo zucchero, utilizzando un mixer elettrico a velocità medio-alta, finchè sarà chiaro e soffice. Saranno necessari 2-3 minuti. Aggiungere la farina, la farina di nocciole e il sale. Amalgamare finchè avrete ottenuto un impasto. L'impasto può essere conservato, ben avvolto nella pellicola per alimenti, in frigorifero per un giorno, o in congelatore fino a 3 mesi: scongelarlo in frigorifero prima di utilizzarlo.
Con l'impasto ottenuto, formare delle palline di 2,5cm circa di diametro ciascuna, e trasferirle su delle teglie da forno (con carta forno), distanziandole 5cm circa una dall'altra. Premere le palline con i rebbi di una forchetta per appiattirle (per le prime palline ho fatto come dice la Stewart, poi ho preferite schiacciarle prima, leggermente, con il palmo della mano. Così facendo, secondo me, il risultato migliora, sia alla vista che in cottura). Cuocere finchè i bordi saranno dorati, girando la teglia a metà cottura. Serviranno 12-15 minuti di cottura. Trasferire le teglie su una gratella e far raffreddare completamente (io ho aspettato che si raffreddassero un pò, poi li ho trasferiti subito sulla gratella). I biscotti si possono conservare, in un contenitore a chiusura ermetica, fino a 3 giorni (per me anche qualche giorno in più).
Note personali. I biscotti sono deliziosi, meglio ancora se mangiati il giorno dopo. Le indicazioni date dalla Stewart sono precise e corrette: che bello! Io ho ottenuto un numero maggiore di biscotti, forse le mie palline erano un pò più piccole delle sue. Non è indicato il riposo in frigorifero prima di infornare i biscotti, giustamente (a meno che non ci sia un caldo torrido, ma a quel punto io non userei neanche il forno!). Io ho dovuto farlo con la prima infornata, perchè avevo la lavatrice che andava e non potevo accendere il forno... ma così facendo le palline si induriscono un pò e quando si va a schiacciarle con la forchetta, la forma non viene perfetta. La prossima volta vorrei provare a ricoprire qualche biscotto con del cioccolato, saranno ancora più buoni....!
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