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lunedì 24 febbraio 2014

Strudel alle banane e mele con salsa toffee

Sono ufficialmente entrata nel "vortice"... grazie a Mari Lasagnapazza, la bravissima vincitrice dell'MTChallenge di Gennaio. Mari non ha proposto una, ma ben due ricette, una dolce e l'altra salata, per la sfida n. 36 dell'MTChallenge
La settimana scorsa ho preparato lo Strudel al radicchio e zucca con Skordalià, oggi è il turno di quello dolce :)
Non volevo stravolgere troppo la ricetta dello Strudel originale, quello con le mele, che amo particolarmente e di cui ho un ricordo ben vivo, grazie ad alcune brevi vacanze trascorse a Corvara... sono ghiottissima di dolci con le mele! Nel ripieno sono finite le banane con le mele, le noci Pecan, i datteri, un po' di amaretti e altri profumi... Il tutto accompagnato da una dolce salsa Toffee.




Strudel alle banane e mele con salsa Toffee

Ingredienti 

per la sfoglia (come da ricetta di Mari)

150 g di farina 00
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
un pizzico di sale

per il ripieno

3 banane medie
1 mela Golden (o Renetta)
80 g di zucchero di canna
3 cucchiai di Cognac
40 g di noci Pecan 
30 g di datteri essiccati non zuccherati, tagliati a pezzetti
30 g di pangrattato
30 g di amaretti secchi, sbriciolati finemente
30 g di burro
la scorza di ½ arancia (non trattata), grattugiata
1 cucchiaino di zenzero in polvere
20 g di burro fuso, per spennellare la sfoglia
zucchero a velo, per la superficie

per la salsa Toffee, 350 ml circa  (da una ricetta di Paul Gayler, leggermente modificata)

180 g di zucchero di canna
100 ml di panna fresca
100 g di burro 
1 cucchiaio di Cognac
½ cucchiaino di essenza di vaniglia
4 o 5 cucchiai di yogurt greco (o panna acida)

Per preparare la sfoglia, vi riporto le indicazioni di Mari:
Scaldate l'acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l'olio e versate a mano a mano l'acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l'acqua, togliete l'impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l'impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz'ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Per preparare il ripieno, fate sciogliere i 30 g di burro in un padellino antiaderente, unite il pangrattato e gli amaretti sbriciolati e fate imbiondire. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire in una piccola ciotola, poi aggiungete la scorza d'arancia e lo zenzero. Mettete da parte. In un altro ciotola capiente, mettete le noci Pecan i datteri e lo zucchero. Unite la mela, lavata, sbucciata, detorsolata, tagliata in quarti e affettata allo spessore di 3 mm circa. Unite anche le banane sbucciate, divise a metà per il lungo, e affettate allo spessore di 3-4 mm circa. Unite anche il Cognac e mescolate delicatamente.


Per stendere la sfoglia vi riporto le indicazioni di Mari:
Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l'impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l'esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa 50 cm per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po' più spessi, passate con le dita lungo tutta l'estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.


Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato e amaretti, e sopra il ripieno di banane e mele, lasciando liberi 2 cm circa dal bordo. 


Per arrotolare lo strudel, sollevate la sfoglia e arrotolandola con sul ripieno, aiutandovi con la tovaglia. Dopo due giri di sfoglia, ripiegate i lembi esterni verso il centro, poi continuate ad arrotolare la sfoglia fino alla fine.

Scusate per la scarsa qualità della foto... ho dovuto usare l'autoscatto :(

Trasferite lo strudel su una placca da forno imburrata (il mio forno è 75 cm, così ho potuto usare una teglia grande, senza dover piegare lo strudel o metterlo di traverso ;), spennellate la superficie dello strudel con il burro fuso ed infornate per 30-40 minuti, finché la superficie dello strudel sarà dorata ma non scura. Sfornate e lasciate raffreddare.
Per preparare la salsa, mettete lo zucchero di canna, la panna e il burro a pezzetti in una casseruola dal fondo pesante. Cuocete su fuoco dolce, mescolando con un cucchiaio di legno, finché il burro e lo zucchero si saranno sciolti. Alzate la fiamma e portate ad ebollizione, sempre mescolando, poi abbassate la fiamma e cuocete per 5-6 minuti. Togliete dal fuoco e unite l'essenza di vaniglia e il Cognac. Lasciate intiepidire poi unite lo yogurt (o la panna acida), mischiando bene. Servite con lo strudel e godetevi questo momento :)
La salsa Toffee (o salsa al caramello), si conserva in frigorifero fino a 10 giorni, ma senza l'aggiunta dello yogurt. Per servirla va riportata a temperatura ambiente aggiungendo lo yogurt prima di servirla.

giovedì 14 novembre 2013

La "Apple Pie" di Martha Stewart, per lo Starbook Redone

Io adoro i dolci con le mele. Da bambina, quando mia mamma mi domandava che torta volessi per il mio compleanno, ripetevo sempre: "Torta con le mele". Lei sapeva benissimo che la risposta sarebbe stata quella! Crescendo, e iniziando a cucinare, ho imparato ad apprezzare anche altri dolci, e a variare la scelta per la torta di compleanno... Ma i dolci con le mele, rimarranno sempre sul gradino più alto del podio, nella mia personalissima classifica :-)
Capirete bene, che non avrei mai potuto resistere dal provare un torta con tantissime mele, avvolte da una crosta croccante, come quella che si trova sul meraviglioso libro di Martha Stewart - Martha's American Food, che, con le amiche dello Starbooks, abbiamo testato nel mese di Ottobre dello scorso anno. La dolce Roby, aveva provato la ricetta di questa torta con grande soddisfazione. Io sono totalmente d'accordo con lei, così come chi l'ha provata... Mio cognato (americano, e con una certa esperienza in apple pie), mangerebbe tutta la crosta da solo :-)
Le mele più adatte per questa pie, che si trovano anche in Italia, sono le Granny Smith, ed io ho sempre usato quelle, tranne la volta in cui sono riuscita a fotografare la torta... Avevo delle mele che mi aveva dato mio papà, ed erano da consumare, ma hanno rilasciato un po' troppo liquido in cottura... Quindi, usate le Granny smith! 
La prima volta che ho preparato questa Apple pie, ho fatto un disastro nel forno... vi basti sapere, che ho dovuto utilizzare la funzione pirolisi, per eliminare le tracce... Quindi, per "contenere" le mele, che sono tante, vi consiglio di utilizzare uno stampo alto almeno 5-6 cm e con il bordo largo, su cui si andrà ad appoggiare il bordo della torta. Io mi sono comprata il classico stampo da pie (in realtà ne ho comprato più di uno!) su Amazon.co.uk, che potete vedere qui: è comodissimo e non costa molto :-) 
Questa torta partecipa allo Starbook Redone (fuori concorso). Volete partecipare anche voi....? Andate leggere come fare... C'è un bellissimo premio in palio :-)






Mile –high apple pie 

Ingredienti per uno stampo di 23 cm (il mio è di 26 cm)

Per l'impasto:

450 g di farina 00
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
340 g di burro a pezzetti
Da 125 a 190  ml acqua gelata 

Per l'impasto, mettere la farina, il sale e lo zucchero in un robot da cucina ed azionare la funzione pulse, per mischiare. Aggiungere il burro a pezzetti ed azionare ancora il robot, fino ad ottenere un composto bricioloso, ci vorranno 10 secondi circa. Potete anche fare tutto con le mani, ma con il robot è molto più semplice! Versare i primi 125 ml d'acqua, a pioggia, sul composto. Azionare il pulse finché il composto inizia a stare insieme (non deve essere né asciutto né bagnato). Se il composto dovesse essere troppo asciutto, unire la rimanente acqua, un cucchiaio alla volta, azionando il robot.
Dividere l'impasto in due parti disuguali, una grossa all'incirca il doppio dell'altra. Con il matterello, stendere l'impasto ,più piccolo in un disco di circa 31 cm di diametro, allo spessore di 3 mm circa, infarinando la superficie per evitare che si attacchi, se necessario, eliminando poi la farina in eccesso. Foderare lo stampo con il disco e ritagliare l'impasto in eccesso, che va conservato. Coprire con pellicola per alimenti e mettere in frigorifero per 30 minuti circa.
Nel frattempo, stendere l'impasto rimanente in un disco di 36 cm circa, sempre allo spessore di 3 mm, coprirlo con la pellicola e mettere anch'esso in frigorifero, per 30 minuti.

Per il ripieno:

30 g di farina 00
16 mele Granny smith (io ne ho usate 12)
Il succo di 2 limoni
190 g di zucchero più quello per spolverare
2 cucchiaini di cannella in polvere
3 cucchiai di burro, a pezzetti
1 uovo grande 
2 cucchiai di acqua


Preriscaldare il forno a 230°C. Sbucciare le mele e tagliarle in spicchi sottili. Trasferitele in una ciotola capiente e versateci sopra il succo di limone, per evitare l'annerimento. In un'altra piccola ciotola, mettere la farina, lo zucchero e la cannella, mescolare e aggiungere alle mele, facendo in modo che il mix si distribuisca uniformemente e rivesta le mele.
Prendere l'altro disco dal frigorifero, riempire lo stampo con le mele, distribuendole in alti mucchietti. Distribuire i pezzetti di burro sopra alle mele. Mischiare il rosso d'uovo con l'acqua e spennellarlo sul bordo dell'impasto. Posizionare il secondo disco al centro, sopra le mele, eliminando l'impasto in eccesso, se necessario. Ripiegare il bordo dell'impasto su quello del disco inferiore, e sigillare, premendo dolcemente, arricciando i bordi, se volete.
Con un coltellino, praticare dei tagli sul disco, che permetteranno la fuoriuscita del vapore durante la cottura. Volendo, si può decorare la torta con i ritagli dell'impasto, ricavando delle foglie, ad esempio, che vanno incollate con un goccio d'acqua. Spennellare la superficie con l'uovo e cospargere con lo zucchero. Posizionare sulla teglia del forno, e cuocere per 10 minuti (la crosta comincerà a dorarsi). Abbassare la temperatura a 175°C, girare la torta, e proseguire la cottura finché la superficie sarà ben dorata, per circa 1 e ¼. Se durante la cottura la crosta tende a scurirsi troppo, copritela con un foglio di carta alluminio. Trasferire su una gratella per dolci (io l'ho lasciata nello stampo, per evitare danni), far raffreddare, e servire con del gelato se vi fa piacere.
Questa torta è uno spettacolo!!!


lunedì 25 febbraio 2013

La "Red Velvet Cake" per l'MTChallenge di Febbraio 2013

Gennaio, è stato (finalmente) il mese di Stefania, fresca vincitrice dell'MTC di Ale e Dani, con i suoi pici gluten free. E cosa ha pensato di proporre la dolce Stefania per la sfida di Febbraio...? Una torta americana in versione gluten free! In molti ci aspettavamo una ricetta siciliana, ma lei ha stupito tutti... :-)
Ecco, non è che io ami molto questo genere di torte così "ricche", ma la curiosità di provare la ricetta di Stefania e di cucinare gluten free, hanno avuto la meglio :-) 

La celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, che è la parte proteica che si trova sia nel frumento (grano) che in altri cereali (farro, orzo, segale, avena, etc.). L'assunzione di questa proteina, che non viene assorbita dall'intestino dei celiaci, ma considerata come un agente tossico, provoca reazioni che vanno da quelli meno gravi come il mal di pancia, a quelli decisamente più seri come l'intossicazione alimentare e altro ancora. Quindi, si capisce bene quali difficoltà incontrino nell'alimentazione tutte le persone affette dal morbo celiaco. Perché il glutine si trova anche in alimenti all'apparenza insospettabili, quindi attenzione alle etichette! Se dovete cucinare per una persona celiaca, e sull'ingrediente da utilizzare non compare la spiga barrata o avete un dubbio, non usatelo, o verificate sui prontuari se quel prodotto sia o meno gluten free.

Per la realizzazione della base, ho seguito la ricetta di Stefania, che riporto: 

Red Velvet Cake
160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Le Farine Magiche Lo Conte, Pedon, Rebecchi)
60 gr di fecola (Cleca, Pedon, La Dolciaria, Sma & Auchan)
30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)
1/2 cucchiaino da tè di sale
8 gr cacao amaro (Venchi, Easyglut, Pedon, Olandese
110 gr burro non salato a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
3 uova medie (io uso quelle bio codice 0, ma non è rilevante ai fini della celiachia)
1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
1 cucchiaio di colorante rosso (Rebecchi e Loconte)
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
Pre-riscaldate il forno a 175°C.
In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 18/20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Questa è la ricetta base, a questa si possono aggiungere infiniti sapori. Si può conservare in frigo in un contenitore ermetico e riutilizzare quando se ne ha bisogno.





Per la farcitura della torta ho pensato a delle mele, le Granny Smith, per la loro consistenza croccante e il sapore acidulo, in modo da ottenere un risultato finale non troppo dolce, in linea con i miei gusti.  Alle mele ho unito dello zenzero e del pepe lungo. La base della farcitura è rimasta la Butter cheesecream di Stefania, con meno burro e meno zucchero :-) 

Crema al formaggio, mele, zenzero e pepe

Ingredienti

250 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
80 g di burro a temperatura ambiente
80 g di zucchero al velo 

2 mele Granny Smith, sbucciate, private dei torsoli e tagliate a dadini
un pezzetto di zenzero grattugiato (o in polvere)
una noce di burro
pepe lungo q.b. (o altro pepe profumato tipo Szechuan)

Per la decorazione

granella di nocciole
semi di papavero




Cuocere le mele in un tegame antiaderente su fuoco medio basso, insieme alla noce di burro, allo zenzero e al pepe macinato, finché si saranno ammorbidite ma non spappolate, unendo acqua se necessario. Ci vorranno 10 minuti circa. Mettere da parte e far raffreddare. Mentre le mele raffreddano, preparare la crema al formaggio, sbattendo il burro con lo zucchero fino ad
 ottenere una crema morbida, poi unire il formaggio. Aggiungere le mele raffreddate a 2/3 della crema e amalgamare. Farcire la torta con la crema di formaggio e mele, aiutandovi con una spatola per dolci. Io ho fatto una torta a tre strati, anche se in realtà ne avrei voluti fare quattro, se quest'ultimo non mi si fosse rotto fra le mani... 
Con la crema tenuta da parte, spatolare i bordi e la superficie della torta, quindi rivestire  i bordi con la granella di nocciole, e la superficie sia con la granella di nocciole che con i semi di papavero. Terminate infine con una "rosa" di buccia di mela. Conservare in frigorifero fino a mezz'ora prima di servire, perché la torta dà il meglio se gustata a temperatura ambiente.
Con questa ricetta partecipo all'MTC di Febbraio.


venerdì 8 febbraio 2013

Intramontabili "Frittelle di mele"

Uno dei ricordi più vivi che ho della cucina di mia mamma sono le Frittelle di mele. La ricetta della sua pastella non l'ho mai memorizzata, utilizzava sicuramente uova, latte e farina, ma di più non so! Mi è sempre piaciuto mangiare, ma non cucinare...! Sono passata dalla "cucina per la sopravvivenza" della fine adolescenza, alla "cucina per passione" di qualche anno dopo. La prima ricetta che decisi di preparare per il gusto di farlo, e non solo per "sfamarmi", furono le chiacchiere che, per puro caso (o forse no!) , è anche la prima che ho pubblicato sul blog... Le mie chiacchiere in gioventù furono un disastro, l'impasto si attaccò al piano di lavoro ed io ero decisamente demoralizzata... per fortuna arrivò mio padre a "soccorrermi", così qualcosa riuscimmo a salvare... La passione per il fritto è rimasta, anzi è cresciuta. Non è che io frigga così spesso, ma mi piace, e mi piace farlo bene.
Ma tornando alle frittelle di mele da cui sono partita... la ricetta che ho scelto, proviene dal delizioso libricino di Anneliese Kompatscher "La cucina nelle Dolomiti". La pastella non prevede latte tra gli ingredienti, che invece si trova nella maggior parte delle ricette, ma vino bianco, che dona un'aroma delizioso a queste frittelle. Di certo mia mamma non usava il vino, visto che le frittelle erano destinate a delle bambine.... Io ho voluto provare questa ricetta, proprio perché sono stata attirata dalla presenza del vino.



Ingredienti per 4 persone

3-4 mele saporite (io ho utilizzato delle Fuji, che sono molto profumate e hanno un gusto dolce-acidulo. Sono ottime anche per la cottura, perché rimangono sode e compatte)
zucchero, rum e succo di limone (q.b.)

Per la pastella

125 g di farina setacciata
un bicchiere di vino bianco (sono andata a occhio, fino a raggiungere la giusta densità, la prossima volta misurerò con precisione! )
2 cucchiai di burro fuso
una presa di sale
una spruzzata di grappa
2 uova

grasso per friggere (olio di semi di arachidi)

Per servire

cannella in polvere 
zucchero





In una ciotola abbastanza capiente, preparare una pastella con la farina ed il vino bianco, unirvi il burro, il sale, la grappa e i tuorli d'uovo (tenere da parte gli albumi). Lasciar riposare in un luogo caldo per 1-2 ore (io ho coperto la ciotola con il coperchio e l'ho avvolta in una coperta). 
Sbucciare le mele, liberarle dai torsoli e tagliarle a fette dello spessore di un dito. Mettere le mele in un piatto piano, e cospargerle con lo zucchero, il rum e il succo di limone. Far riposare sotto il peso di un altro piatto per mezz'ora. Tamponare e asciugare le mele. Montare gli albumi a neve fissa (anche un po' meno), ed incorporateli lentamente alla pastella. Io inizio aggiungendo solo un po' d'albume, mescolando, per ammorbidire il composto, poi unisco il resto, poco per volta e con delicatezza. Riscaldare abbondante olio in una padella adatta ai fritti (180°C circa). Passare ogni singola fetta di mela (la mia mela era asimmetrica!) nella pastella e friggere fino a doratura. Scolare, e far asciugare su carta assorbente. Servire calde o tiepide, cospargendo le frittelle con zucchero e cannella. Sono buonissime anche accompagnate da salsa alla vaniglia...

mercoledì 26 settembre 2012

Starbooks di Settembre, terza e ultima parte - "Millefeuille aux pommes"

Ultimo appuntamento con "Little Paris kitchen" di Rachel Khoo. Devo confessarvi che mi sento abbastanza sollevata di essere arrivata all'ultima puntata con questo libro perchè, quello che nelle aspettative avrebbe dovuto essere un modo nuovo e fresco di avvicinarsi alla cucina francese, in realtà si è rivelato, per me, deludente. Ci sono delle buone idee, ma la Khoo spesso si perde per strada. Una volta per le dosi degli ingredienti, (poco precise o non congrue), un'altra per il procedimento...

Dalle altre Starbookers troverete:

da Menu Turistico  le Oeufs en Meurette
dall'Arabafelice la Creme brulée
da La Apple Pie di Mary Pie il Magret de canard aux framboises
da La Gaia Celiaca la Tarte flambée
da Andante con gusto il Molleux au chocolat coeur fondant caramel salé
da Le chat egoiste la Briochette au dulce de leche

Cristina di Vissi d'arte e di cucina  si è presa un turno di riposo (per modo di dire ;-) Un abbraccio Cri!


Ma veniamo alla ricetta di oggi, la millefoglie alle mele

Nell'introduzione alla ricetta, la Khoo dice di non farsi spaventare dalla lunghezza della stessa, perchè la realizzazione è molto semplice, visto che si utilizza pasta sfoglia già pronta. Tutto può essere preparato in anticipo, anzi, è meglio, perchè le farciture devono riposare e raffreddare in frigorifero. Prima di servire bisogna solo assemblare il dolce .




Ingredienti per 4 persone

250g di pasta sfoglia già pronta
3-4 cucchiai di zucchero a velo
300g circa i crema pasticcera fredda
una noce di burro, fuso
4 cucchiai di semi di cumino

per la composta di mele

6 mele da dolce (io ho usato le Golden, ma le Renette sono perfette), sbucciate e grattugiate finemente (6 mele sono troppe, ne bastano 3)
1 cucchiaio di Calvados (distillato di sidro di mele, tipico della bassa Normandia)
2 cucchiai di zucchero (o di più a gusto)
1 foglio di gelatina (2g)*


Cuocere le mele con il Calvados e lo zucchero, in un tegame coeprto a fuoco medio oer 10 minuti o finchè le mele saranno tenere (nel mio caso 15 minuti circa). Passare le mele al mixer per ottenere una purea, aggiustare di zucchero, se necessario, ma non esagerare, perchè la crema pasticcera è già abbastanza dolce. Ammollare la gelatina in acqua fredda per 0 minuti o finchè è morbida, strizzarla bene ed unirla alla composta di mele calda. Far raffreddare (si conserva in un contenitore ermetico, in frigorifero, fino ad una settimana).
Rivestire una teglia da forno grande con carta forno. Spolverare un matterello e il piano di lavoro con zucchero a velo. Stendere la sfoglia in un rettangolo di 30x20cm, allo spessore di ½cm. Spennellare con il burro fuso, spolverare con lo zucchero a velo e spargere i semi di cumino (io diminuirei la dose, per me sono troppi). Spolverare ancora con lo zucchero a velo e tagliare in rettangoli di 10x5cm (ne otterrete 12). Posizionare i rettangoli sulla teglia da forno e mettere in frigorifero (io spargerei i semi di cumino sulle sfoglie solo dopo averle posizionate sulla teglia, per evitare di perdere i semi di cumino per strada....). Preriscaldare il forno a 200°C e cuocere la sfoglia per 20 minuti o finchè è dorata (a me ne son bastati meno), poi trasferire su una gratella a raffreddare.
Per assemblare il dolce, mettere la crema pasticcera e la composa di mele in due sac a poche con bocchetta liscia piccola. Iniziare mettendo due gocce di crema sul fondo del piatto da portata, e posizionarci sopra il primo rettangolo. Fare 2 linee di composta di mele sulla sfoglia, e  appoggiare, delicatamente, la seconda sfoglia. Fare altre due linee con la crema pasticcera e coprire con il terzo rettangolo. Ripetere per preparare 4 millefoglie e servire subito.

Per 300g circa di crema pasticcera
60g di tuorli d'uovo (circa 3 tuorli medi)
50g di zuccehro semolato
20g di amido di mais
mezzo baccello di vaniglia
250ml di latte intero

Sbattere i tuorli con lo zucchero finchè saranno chiari e densi, unire l'amido di mais. Portare il latte a bollore con i semi e il baccello della vaniglia. Togliere dal fuoco ed eliminare (filtrare) la vaniglia. Unire al composto di uova (prima poco per volta poi tutto il resto) e rimettere sul fuoco medio, mescolando continuamente per evitare che bruci (e si attacchi al fondo). Quando la crema si ispessisce a fa le bolle, togliere dal fuoco. Versare su di un vassoio rivestito con la pellicola e coprire con altra pellicola a contto diretto con la crema. Far raffreddare almeno un'ora prima di usare la crema.

* per una versione vegetariana, invece della gelatina, utilizzare ½ cucchiaino da tè di agar agar. Unire la polvere alla purea di mele calda nel tegame e far bollire per 5 minuti, mescolando continuamente

Altre idee per la millefoglie:

- crema pasticcera al cioccolato, sostituendo i semi di cumino con nocciole tritate
- coprire la crema pasticcera con frutti di bosco. Sostituire la composta di mele con un altro strato di crema pasticcera e frutti di bosco.

Note personali. L'idea mi è piaciuta, ma ho trovato la quantità di semi di cumino eccessiva perchè, secondo me, così ammazzano il sapore del dolce. Anche la quantità di mele è esagerata, 3 sono più che sufficienti, a meno che la Kho non abbia utilizzato mele piccolissime...) Altra cosa, quando preparo la millefoglie, bucherello sempre un pò la pasta sfoglia prima di infornarla,  per evitare che si gonfi troppo in cottura (è già un dolce un pò complicato da mangiare...)
Spennellare  la sfoglia con del burro lo trovo inutile, la sfoglia è già ricca di burro, io utilizzerei del latte.
Io ho avuto un problema con la crema, che è rimasta troppo liquida, ma stavolta non dipende dalla Khoo, ma dalla mia fretta!

mercoledì 7 marzo 2012

"Roasted apple & squash soup" ovvero "Zuppa di zucca e mele arrostite" - Starbooks di Marzo 2012

Siamo già nel mese di Marzo. Ultimamente, per me, il tempo vola letteralmente, e non basta mai per fare tutto quello che vorrei e dovrei...
Marzo significa che siamo già arrivati al terzo appuntamento con lo Starbooks, la "navigazione" nell'immenso mondo dei libri di cucina, più o meno noti, per testarne l'affidabilità!!! Come sapete, l'idea di quest'iniziativa è venuta a loro!!! E a chi altro sarebbe potuta venire altrimenti?!?1
Il libro che abbiamo scelto questo mese è: "Jamie's Great Britain", di Jamie Oliver
Chi di noi innamorate della cucina non conosce Jamie...??? E' uno chef che non passa decisamente inosservato, l'avrete sicuramente notato in tv, magari nell'orto di casa sua, intento a raccogliere erbe aromatiche ... Quindi, per l'imperdibile recensione del libro, passate qui, dalle ragazze di Menù Turistico: un fiume in piena!!!
La ricetta che ho scelto questa settimana è la "Zuppa di zucca e mele arrostite" ovvero, come direbbe Jamie, la "Roasted apple & squash soup". Una volta scelta la mia ricetta, ho iniziato la "caccia agli ingredienti", che non credevo sarebbe stata così "ardua". Primo intoppo il peperoncino rosso fresco. Ho girato per almeno 5 o 6 negozi ma niente, ora si trova solo quello verde. Alla fine mi sono arresa, e ho comprato quello verde, anzi, in realtà non l'ho comprato! Nel fruttivendolo vicino a casa, la gentile proprietaria mi ha procurato sia il coriandolo fresco (non ci speravo!) che la zucca violina, ma essendo dispiaciuta per non aver trovato il peperoncino rosso, quello verde me l'ha regalato :-)




Ingredienti per 4-6 persone

1 zucca violina (circa 1 kg)
3 belle mele, come le Cox o le Braeburn
1 cipolla grande
1 o 2 peperoncini freschi (ho usato quelli verdi, quelli rossi erano introvabili, almeno dalle mie parti)
4 spicchi d’aglio in camicia schiacciati (per me "solo" 2)
Olio extravergine d’oliva
Sale marino
Pepe di mulinello
1 pizzico di semi di coriandolo (io ho utilizzato quello fresco, non avendo trovato i semi)
Qualche ciuffo di rosmarino finemente tritato
3 cucchiai colmi di semi di zucca o semi misti
1 pizzico di peperoncino di cayenna dolce
800 ml brodo vegetale o di pollo
150 g panna liquida
Fiori commestibili (facoltativi)

Preriscaldare il forno a 200 °C.
Affettare la zucca nel senso della lunghezza e togliere i semi. Ricavarne delle fette lunghe 25 cm e disporle sulla placca del forno. Per tagliare la zucca in tutta sicurezza leggere www.jamieoliver.com/how-to
Sbucciare le mele, dividerle in 4 spicchi, detorsolarle e unirle alla zucca. Pelare e tritare grossolanamente la cipolla e unirla alle mele e alla zucca. Tagliare i peperoncini a metà, eliminare i semi e unirli al resto insieme agli spicchi d’aglio. Condire generosamente con l’olio d’oliva, salare, pepare e aggiungere i semi di coriandolo e il rosmarino tritato. Mescolare con cura per ungere uniformemente tutte le verdure, condire con altro olio e infornare per circa 45 minuti, o finché tutte le verdure sono ben cotte, intensamente dorate e deliziose. 
Condire i semi di zucca con olio, sale, pepe e peperoncino di cayenna. Distribuirli su una placca e far tostare in forno per 10-15 minuti; mettere da parte. 
Togliere la pellicina dagli spicchi d’aglio e frullare le verdure arrostite nel bicchiere del frullatore (io ho frullato solo un pezzetto d'aglio...) poco per volta, unendo un poco di brodo (io ho preparato quello vegetale), fino a ridurle in crema. Versare a mano a mano la crema in una pentola capiente, unirvi quasi tutta la panna e far sobbollire su fiamma medio-bassa. Assaggiare, regolare di sale e portare alla consistenza voluta aggiungendo un po’ di brodo oppure facendola restringere su fiamma bassa, secondo necessità (a me piace la zuppa un pò densa). 
Servire nelle fondine e decorare con un ghirigoro di panna (io ho montato anche un pò di panna, e ho formato una piccola quennelle. Che ci volete fare, in questo periodo le quenelle vanno di moda nella mia cucina!) un po’ di semi tostati.
Volendo, decorare con fiori commestibili, anche di erbe aromatiche.
Servire con crostini di pane appena fatti (nella foto non ci sono, li ho dimenticati, però quando ho servito la zuppa me ne sono ricordata!)

Grazie Mapi per la traduzione della ricetta"very professional" :-)))

Andate dalle mie bravissime compagne d'avventura a vedere cosa hanno preparato per voi:

Patty con la "Queen Victoria sponge"
Cristina B. con la "Creamy crunchy leeks"
Note personali
La zuppa è stata una vera scoperta. Il procedimento che descrive Jamie, di far arrostire gli ingredienti in forno prima di frullarli, dona alla preparazione un gusto più intenso rispetto alle creme preparate nel modo a noi più usuale. Il metodo Great Britain mi è piaciuto, tanto che lo sperimenterò anche con altre zuppe. Le uniche piccole variazioni che ho apportato alla ricetta, sono state la quantità d'aglio (solo perchè fatico a digerirlo), il peperoncino verde invece di quello rosso (introvabile in questo periodo),e il coriandolo fresco, non avendo trovato i semi. A proposito di semi, quelli di zucca, che in casa mia non mancano mai da aggiungere alle insalate o proprio alle zuppe, tostati con sale e spezie, sono uno snack piacevolissimo... provateli!

giovedì 20 ottobre 2011

Offelle romagnole

Conoscevo le "offelle" perchè, essendo cresciuta a Pavia, le ho sempre mangiate da piccola... Sì, ma io conoscevo le "Offelle di Parona", tipico e delizioso biscotto di Parona Lomellina, mentre queste sono Offelle romagnole, una ricetta dell'Artusi che prendono spunto dalle Offelle di Marmellata dell'Artusi, con un ripieno di composta di mele. Il dizionario italiano definisce la parola "offella" genericamente come "focaccetta di pasta dolce" . La ricetta che vi propongo però, l'ho trovata sul libro monotematico "Il libro delle mele" di Giuliana Lomazzi (collana "Il lettore goloso" diretta da Allan Bay), che si ispira chiaramente al grande Artusi.  Quando ho visto questo libro un pò di tempo fa, non ho resistito, in un secondo è diventato mio, perchè io adoro le mele... sarà perchè sono il frutto del peccato?!?
Questa ricetta, è sola la prima di una lunga serie di ricette che preparerò di questo libro :-)





ricetta liberamente tratta da "Il libro delle mele " di Giuliana Lomazzi

Ingredienti per 6 persone

 per la pasta frolla:

250 gr. di farina 00
125 gr. di zucchero (io ne ho messi 100 gr.)
125 gr. di burro
1 uovo e 1 turolo  tuorlo

per il ripieno:

250 gr. di mele (golden)
60-70 cl di vino bianco dolce
50 gr. di zucchero
1 cucchiaino (scarso) di cannella in polvere
1 cucchiaio di canditi (io ho messo l'uvetta)
1 tuorlo
poco latte
zucchero a velo

Preparare la frolla (anche il giorno prima) e farla riposare in frigorifero. Mondare le mele e tagliarle a fettine, metterle in una casseruola,  innaffiarle con il vino e cuocere finchè non sono disfatte, schiacciandole con un cucchiaio di legno e aggiungendo acqua se asciugano troppo. Unire lo zucchero e la cannella, mescolare ed unire i canditi (o l'uvetta). Stendere la composta di mele in un piatto e far raffreddare. Stendere la pasta frolla con il mattarello, fino ad ottenere una sfoglia di 3-4 mm di spessore, da cui dovrete ricavare un numero pari di dischi di 10 cm di diametro. Lo stampo delle offelle è smerlato, io ho utilizzato uno stampo per crostatine :-) Distribuire la composta di mele su metà dei dischi, lasciando un cm dal bordo, inumidire il bordo con poca acqua e coprire i dischi farciti con gli altri (cercando di far corrispondere le smerlature del disco superiore con quelle del disco inferiore), premendo leggermente in modo da sigillarli per non far uscire il ripieno in cottura. Diluire il tuorlo con poco latte e spennellare la superficie delle offelle. Foderare una teglia con carta forno, sistematevi i dolci ed infornare a 190 °C per 15 minuti circa (regolatevi con il vostro forno). Sfornare, far raffreddare e cospargere con zucchero a velo. Il giorno dopo sono ancora più buone.
Se amate i dolci con le mele, dovete provare assolutamente questi...!!!

lunedì 7 febbraio 2011

Crostata di mele semplicissima

Da quando la bravissima Francesca Spalluto ha scritto la ricetta di questa buonissima torta sul forum della Cucina Italiana nel 2005, questa è diventata una delle mie torte di mele preferita. Non amo i dolci troppo dolci e questa crostata è proprio così. Provatela e non ve ne pentirete!


  
Ingredienti

per la frolla:

200 g di farina
100 g di burro
30 g di zucchero
un pizzico di sale
un uovo
un cucchiaio di acqua ghiacciata, se serve

per la composta di mele:

4-5 mele piccolo medie
50 g di zucchero
1/2 limone
 
per la decorazione:

2 mele medie
1/2 limone
poca gelatina di albicocche (o marmellata)
poco burro fuso
zucchero di canna (facoltativo)

Per la frolla: setacciare la farina con lo zucchero e il sale, procedere come per una normale frolla, sbriciolando velocemente la farina e il burro e amalagamare con l’uovo, eventualmente, solo se necessario aggiungere un cucchiaio di acqua ghiacciata. Far riposare almeno mezz’ora.
Foderare una teglia da crostate di 20 cm di diametro e rimettere in frigo.
Per la composta: appena sbucciate le mele, strofinarle con mezzo limone, tagliarle a dadini (peso netto circa 550 g per la crostata di 20 cm). Metterle a stufare con lo zucchero in una pentola dal fondo pesante. Io non devo aggiungere neanche acqua, basta tenerle semi-coperte all’inizio. In circa 30-40 minuti sono fatte, devono essere morbidissime, ma non proprio ridotte in pure’. Alla fine scoperchiare e alzare la fiamma, far leggeremente caramellare, in ogni caso deve essere asciutto. Stendere su un piatto in modo da far raffreddare velocemente. Versare la composta di mele nel guscio. Sbucciare le mele per la decorazione e strovinarle con il limone. Io le taglio a meta’, le scavo con l’attrezzino per fare le palline di melone e le taglio in quarti. Le affetto con la mandolina. Se non l’avete, dovete avere un po’ di pazienza e affettarle tutte uguali, Massimo 3 mm di spessore. Preriscaldare il forno a 220 °C.
Adagiare le fettine di mela sulla composta, bisogna metterle molto serrate, perche’ le mele in cottura di “restringono” e’ importante che non si veda assolutamente la composta.
Il secondo cerchio, interno, lo riempio andando in senso contrario. Spennellare di burro fuso le mele e mettere in forno, sul ripiano piu’ basso (e’ importante per cuocere bene il fondo). Dopo 10 minuti abbassare a 170 e continuare per circa mezz’oretta. Man mano bisogna rigirare la torta e spennellare con un po’ di burro. Alla fine, spolvero con poco zucchero di canna e burro (si’ ancora, ma qualche picchiettata per volta) e accendo il ventilato. Oppure si puo’ mettere sotto il grill, coprendo con la stagnola I bordi e stando a guardare, altrimenti brucia. Le mele devono essere dorate, leggermente scure ai bordi, e la frolla dorata.
Stemperare un po’ di marmellata di albicocche con poca acqua, passarla al setaccio e spennellare la crostata.

domenica 5 dicembre 2010

Madeleines alle mele e nocciole

La Madeleine è un delizioso dolce francese, tipico di Commercy, piccolo paese situato nel nord-est della Francia. La caratteristica forma a conchiglia, è dovuta all'utilizzo di un apposito stampo, che si può trovare facilmente in Francia (dove l'ho acquistato io), ma anche in Italia nei negozi ben forniti. Sembra che le Madeleines siano state chiamate così in onore di Madeleine Paulmier, pasticciera del XIX secolo, ma altre fonti affermano che Madame Madeleines lavorasse come cuoca al servizio di  Stanislaw Leszczynski, il cui genero era Luigi XV di Francia, che onorò la cuoca dando il suo nome a questi dolci.



liberamente tratto da "Les Madeleines salées et sucrée de Sophie"

Ingredienti per 18 madeleines medie

80 gr di farina 00 (autolievitante, se non l'avete, unite 8 gr. di lievito per dolci cioè ½ bustina)*
80 gr. di zucchero semolato
80 gr. di burro
2 uova
1 mela piccola grattugiata
15 gr. di nocciole tritate finemente (per quelle di Giffoni I.G.P.)

Fondere il burro in un tegamino a bagnomaria, oppure nel microonde. In una ciotola mescolare la farina setacciata precedentemente con il lievito e lo zucchero. Prendere le uova e separare i tuorli dagli albumi, unire i primi al mix di farina e zucchero e sbattere leggermente i secondi, senza montarli, poi unirli al composto. Versare il burro fuso e mischiare bene. Unire infine la mela e le nocciole e mescolare ancora. Adesso c'è la parte importante per la buona riuscita della ricetta... il passaggio in frigorifero! Dovete far raffreddare il composto per 8-9 ore, questo permetterà alle Madeleines di formare la classica gobba, a causa dello shock termico dovuto al passaggio dal frigorifero al forno. Dopo il passaggio in frigorifero, impostare la temperatura del forno a 220°C, versare il composto nell'apposito stampo (imburrato ed infarinato se di metallo, il mio è in silicone...) e cuocere per 4 minuti, poi abbassare la temperatura a 180°C e cuocere per altri 4-5 minuti (regolatevi in base al vostro forno). Sbirciate nel forno e vedrete crescere la famosa gobba.. meraviglioso! Ma non andatevene in giro a sbrigare altre faccende, le Madeleines non vanno perse di vista, appena vedrete i bordi dorati, è il momento di sfornare. Lasciar raffreddare e mangiare, anche se io, di solito, non resisto e ne assaggio una calda! Si conservano bene per qualche giorno in una scatola di latta, ma visto che una tira l'altra, non so se arriveranno al giorno dopo...

* scusate.... mi ero dimenticata di specificare la quantità di lievito!

Con questa ricetta partecipo al contest di Patrizia la Melagranata!.. Christmas finger food

venerdì 29 ottobre 2010

Pane alle mele

Questa ricetta arriva direttamente dal delizioso libricino di Richard Ploner dal titolo "Il Pane delle Dolomiti", pubblicato da Athesia. Questo libro, l'ho acquistato anni fa, durante un soggiorno in Alto Adige. Potete trovare tante ricette, una più bella dell'altra: pane alle nocciole, pane ai semi di girasole, treccia al papavero..Il pane alle mele, è un pane profumato ma non dolce, e si abbina bene a terrine di carne.


Ingredienti per 2 pani

450 gr. di mele Golden Delicious sbucciate e tagliate a spicchi
50 gr. di vino bianco
1 limone (il succo)
100 gr. di farina 00
500 gr. di farina di farro (la mia era integrale)
25 gr. di lievito
1 cucchiaio di zucchero
70 gr. di latte tiepido
40 gr. di burro tagliato a dadini
1 uovo intero
un pizzico di scorza di limone grattugiata
10 gr. di sale
semi di papavero per decorare (mia aggiunta)

Versare la farina in una ciotola o nell'impastatrice e formare una cavità nel centro, in cui verserete il lievito sciolto nel latte con lo zucchero. Mescolare e lasciar lievitare 15 minuti. Mettere gli spicchi di mela in una padella antiaderente e cuocerli con il vino e il succo di limone, finchè il liquido non sarà stato assorbito completamente, e lasciar raffreddare. Spargere il sale sui bordi della farina ed unire: burro, uovo, scorza di limone e mele. Lavorare l'impasto per 10 minuti circa, fino ad ottenere un composto liscio. Coprire con un panno umido e far lievitare (per me in forno scaldato 30°C e spento) per 30 minuti circa o finchè non raddoppia il volume. Mettere l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e dividerlo a metà, sgonfiarlo un pò e formare una palla con ognuno dei due pezzi. Arrotolare fino a formare dei cordini. Mettere in due stampi (il libro dice triangolari, io non avendoli, ho adoperato due stampi tipo plumcake) e lascair lievitare ancora (la ricetta originale non lo prevede, ma io preferisco la doppia lievitazione...). Inumidire la superficie e cospargere con i semi di papavero, quindi infornare a 190°c circa per 30 minuti. Sfornare e far raffreddare coperto da un panno.

Io ho servito il pane con una terrina d'anatra al pepe (comprata dal mio amore a Parigi): squisito! Abbinamento ottimo!!!


Con questa ricetta partecipo al contest di Arabafelice in cucina!!!

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