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martedì 4 novembre 2014

Tortelloni fritti con Emmentaler DOP e patate, su crema piccante di peperoni rossi

Finalmente sono riuscita a preparare la prima ricetta per il contest #noiCHEESEamo, ideato da Formaggi dalla Svizzera e  Tery di Peperoni e Patate, E' il terzo contest dei Formaggi Svizzeri ed è la seconda volta che partecipo :)
I formaggi protagonisti di questa edizione sono Le Gruyère DOP e l'Emmentaler DOP.
Le Gruyère DOP prende il nome dalla zona di produzione, che è tutta la regione attorno al comune di Gruyères, nel Canton Friburgo, nella parte occidentale della Svizzera. Le sue origini sono molto molto antiche, pensate che risalgono al 1115!!! Si tratta di un formaggio a pasta dura prodotto con latte crudo fresco (per una forma di 35 Kg occorrono 400 litri di latte). La pasta è di color avorio, leggermente umida, morbida, poco friabile e di media durezza. Le mucche da cui viene munto il latte, si nutrono di erba fresca dei pascoli durante l'estate e di fieno durante l'inverno. Il processo per ottenere Le Gruyère dura diversi mesi, durante i quali la forma viene spazzolata e lavata con acqua salata. L'umidità che si crea, permette alle muffe di svilupparsi dalla crosta verso l'interno, ed è proprio questo processo che dona al formaggio il suo gusto unico, salato, fruttato e aromatico, che ritrovate nella buonissima fondue, di cui è il protagonista indiscusso!
La bontà di questo formaggio è dovuta certamente alla materia prima eccellente ma anche alla sapiente lavorazione dei casari... niente additivi per Le Gruyère!!! Si può trovare in diverse varianti: dolce, semisalato, salato o surchoix.

L'Emmentaler DOP ha una storia altrettanto antica ed è considerato il Re dei Formaggi Svizzeri. E' vicino di casa del Gruyère, visto che nasce nel confinante Cantone di Berna. Viene anch'esso prodotto con latte vaccino crudo, proveniente da mucche che vengono nutrite solo con erba fresca e fieno.
Nella versione classica il colore è giallo oro (ma può diventare giallo scuro/marrone nelle altre versioni più stagionate e sapide) e il gusto è dolce e di noci. La stagionatura è di almeno 4 mesi per la versione classica, fino agli oltre 12 mesi per quello maturato in grotta.
Con il Gruyère ha in comune l'utilizzo del latte crudo, l'altissima qualità e genuinità della materia prima e l'abilità di chi lo produce. Le forme dell'Emmentaler hanno un peso minimo di 75 Kg fino ad arrivare a quello massimo che è di 120 Kg di peso, quindi, sono molto più grandi rispetto a quelle del Gruyère, che vanno dai 25 ai 40 Kg al massimo. Rispetto al più sapido Gruyère, l'Emmentaler ha un gusto dolce di noci e si distingue subito per la sua caratteristica più famosa: i buchi!!!
Solitamente l'Emmentaler viene consumato crudo, ma vi garantisco che anche cotto è delizioso. Entrambi non possono mancare in un piatto di degustazione di formaggi svizzeri!!!

Per la prima delle due ricette che ho deciso di preparare, ho utilizzato l'Emmentaler DOP.
L'ho già scritto un sacco di volte, e pazienza se mi ripeto ;) ma la pasta fresca e quella ripiena, sono le preparazioni che amo di più: amo prepararle e amo mangiarle. E poi, sono legate a tanti meravigliosi ricordi della mia infanzia e adolescenza... Sono ricette che ho nel cuore :)
In Sardegna, regione d'origine di mia mamma, si preparano i deliziosi Culurgiones di patate. Chi ha avuto modo di assaggiare quelli cucinati come si deve, non li dimentica più! Quelli che preparava mia mamma erano spettacolari. La cottura tradizionale avviene, come per quasi tutta la pasta ripiena, tramite lessatura in acqua bollente salata. Ma nelle famiglie, almeno in quella di mia mamma, qualche Culurgiones si friggeva, e noi sorelle ce li rubavamo a vicenda... Provate a friggere la pasta ripiena, anche se non sono Culurgiones, non ve ne pentirete!!!



Tortelloni fritti con Emmentaler DOP e patate, su crema di peperoni piccante

Ingredienti per 25-30 pezzi

per la sfoglia

110 g di farina 0
1 uovo
un goccio di olio extravergine d'oliva

per il ripieno

una patata grande del peso di 250 g circa o due più piccole
80 g di Emmentaler DOP, grattugiato
sale e pepe

per la crema di peperoni rossi

2 peperoni rossi medio-piccoli
olio extravergine d'oliva
un piccolo peperoncino fresco rosso piccante, privato dei semi e tritato
sale

olio extravergine d'oliva per  friggere

Preparare la sfoglia, creando una fontana con la farina su una spianatoia di legno. Versare le uova al centro e l'olio. Mischiare le uova con una forchetta, unendo poca farina per volta, continuare la lavorazione aiutandovi con una spatola poi con le mani, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Avvolgere in pellicola per alimenti e lasciar riposare per almeno mezz'ora.
Per il ripieno, cuocere la patata ben lavata, immergendola in acqua fredda leggermente salata. Passare allo schiacciapatate (non è necessario pelarla, la pelle rimarrà nello schiacciapatate), mettere in una ciotola e lasciar raffreddare Unire l'Emmentaler, mescolare e regolare di sale e pepe. Coprire e mettere in frigorifero.
Per il condimento, abbrustolire i peperoni interi (ben lavati e asciugati) su fuoco basso, posizionati sopra ad una gratella spargifiamma, girandoli man mano che ogni lato sarà abbrustolito, avendo l'accortezza di fare lo stesso anche con la base e la punta, facendo attenzione a non scottarvi (aiutatevi con una pinza)! Mettere i peperoni in un sacchetto di quelli per la congelazione (serve per facilitare la rimozione della pelle), chiudere e lasciar intiepidire. Eliminare tutta la pelle abbrustolita. Dividere a metà con un coltello, sgocciolare da liquido interno e tamponare con carta assorbente da cucina. Eliminare il picciolo, i semi e i filamenti bianchi. Tagliare a pezzi e mettere nel bicchiere del frullatore ad immersione insieme al peperoncino. Frullare unendo l'olio a filo, fino a raggiungere la consistenza desiderata, che dovrà essere come una crema abbastanza densa. Assaggiare e regolare di sale. Coprire e mettere in frigorifero.
Stendere la sfoglia ad uno spessore di 1,5 mm circa. Non stendetela troppo sottile, altrimenti rischierete di far uscire il ripieno durante la frittura. Ritagliate dei quadrati di 6 cm di lato e mettete al centro di ognuno una pallina di ripieno. Chiudere a tortello unendo due dei quattro angoli opposti del quadrato, facendo leggermente pressione con le dita intorno al ripieno per far aderire bene la sfoglia e per far uscire l'aria. Unire le due punte alla base del triangolo che avrete ottenuto, formando il tortello. Proseguire fino ad esaurimento della sfoglia.
Riscaldare un cm circa d'olio in una padella di 20 cm di diametro e friggere 7-8 tortelli per volta, su tutti i lati, finché saranno ben dorati. Sgocciolare su carta assorbente da cucina e posizionare su un cucchiaino da finger food (come in foto) in cui avrete versato poca crema di peperoni. Servire subito e... buon appetito!!!


Con questa ricetta partecipo al contest organizzato da Formaggi Svizzeri e Tery di Peperoni e Patate


lunedì 6 ottobre 2014

Crema di carote, zenzero e cumino

Questa crema l'ho preparata la prima volta durante l'estate, quando le carote danno il meglio, ma è perfetta in ogni periodo dell'anno. E' una ricetta di semplice esecuzione e veloce, ma non per questo meno buona! Nel libro viene servita nelle tazzine da caffè ed è un'idea che trovo deliziosa :) Visto che io non ho così tante tazzine da caffè (che neanche bevo perché non mi piace...), ho optato per dei bicchierini.
La ricetta proviene da quello che è diventato uno dei miei libri preferiti: The Party Food Bible di Lisa Eisenman Frisk e Monica Eisenman



Ingredienti per circa 20 bicchierini

1 cipolla media, pelata e affettata
1 spicchio d'aglio schiacciato
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
600 g di carote pelate e affettate
2 cucchiai di zenzero fresco, pelato e grattugiato
2 cucchiaini rasi di curry in polvere (per me metà dolce e metà piccante)
½ cucchiaino raso di semi di cumino pestati
1 litro di brodo di pollo o di verdure
sale e pepe q.b.

yogurt greco (o panna acida) 
coriandolo per guarnire

In una casseruola capiente, rosolare la cipolla e l'aglio con l'olio extravergine, per pochi minuti e su fuoco medio. Unire le carote, lo zenzero, il curry e il cumino e mescolare. Versare il brodo e portare al bollore, poi cuocere su fuoco moderato per 15 minuti circa o finché le carote saranno tenere. Trasferire la zuppa in un frullatore o utilizzare quello ad immersione, e frullare fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Regolare di sale e pepe. A questo punto, potete raffreddare la crema e conservarla in frigorifero fino a 2 giorni o nel congelatore fino a 2 mesi. Se la servite subito, versatela nei bicchierini o nelle tazzine da caffè e aggiungete un po' di yogurt (o panna acida), e decorate con una fogliolina di coriandolo. Servire tiepida oppure a temperatura ambiente.

Potete anche servirla, in un piatto fondo o in una ciotola, in porzioni più abbondanti, come apertura di una cena, anche formale: sarà graditissima.


Con le spezie regolatevi secondo il vostro gusto, il curry può essere più o meno piccante, l'aglio può abbondare, se lo gradite. Così come il cumino, ma fate attenzione perché il suo gusto è abbastanza deciso...

venerdì 12 settembre 2014

lunedì 8 settembre 2014

Mini-Bagels


La prima ricetta dopo quasi tre mesi di assenza... Eh sì, sono proprio una foodblogger part time, di quello verticale, però!!!! Il motivo è che spesso, con l'estate, la mia voglia di cucinare va in vacanza. Anzi, ad essere più precisi, è la voglia di blog, cioè: cucinare-fotografare-scrivere che va in vacanza Perché la mia cucina non chiude (quasi) mai, lavora a ritmo ridotto ma non chiude... :)
Amo il cosiddetto cibo finger food, sia per  il suo effetto scenico dovuta alla presentazione, che per la sua praticità nel mangiarlo, ma soprattutto perché mi diverto da matti a prepararlo!!!
La ricetta di oggi l'ho preparata qualche mese fa, prima del periodo "pigro", ed è stupenda, così come è stupendo il libro da cui proviene, di cui mi sono perdutamente innamorata!!! Ho apportato qualche piccola modifica, come la diminuzione della quantità di lievito (allungando i tempi di lievitazione) il gusto ci guadagna.
Questi mini-bagels sono perfetti per un aperitivo, e si prestano a svariate interpretazioni :)


MINI- BAGELS
liberamente tratto da The Party Food Bible di Lisa Eisenman e Monica Eisenman

Ingredienti per circa 20 pezzi

125 ml di latte fresco tiepido
un cucchiaino raso di lievito di birra secco 
1 cucchiaino e ½ di olio di semi di girasole (io di arachidi)
1 cucchiaio scarso  di miele (dal gusto neutro come un millefiori)
1 cucchiaino di sale fino
90 g di farina di segale
60 g di farina bianca forte (per me una semplice 00)

2 litri d'acqua
1 cucchiaio e ½ di sale

1 uovo sbattutto
semi di sesamo e semi di papavero

Versare il latte in una ciotola capiente, unire il lievito, l'olio, il miele e il sale. Miscelare insieme le due farine, poi aggiungerne la maggior parte al resto degli ingredienti. Lavorare l'impasto a mano o a macchina, finché sarà liscio e morbido, unendo la restante farina, se necessario. Se impasterete a mano, saranno necessari 10 minuti circa, a macchina meno. Trasferite l'impasto su una spianatoia infarinata e dividetelo in 20 pezzi. Formate, con ciascun pezzo, dei rotoli lunghi 10 cm. Formate degli anelli, unendo bene le estremità pizzicandole. Questo è un passaggio importante... Cercate di saldare bene le due estremità o rischierete che i bagel si aprano in cottura, come è successo a me con alcuni. Mettere gli anelli sopra ad un teglia rivestita con carta forno. Coprire e far lievitare per 40 minuti circa. Preriscaldare il forno a 200°C. Versare l'acqua in una casseruola, portarla al bollore ed unire il sale. Cuocere pochi bagel per volta per 1-2 minuti poi prelevarli con una schiumarola, facendoli sgocciolare bene. Posizionarli sopra ad una teglia rivestita con carta forno (va bene quella su cui li avete fatti lievitare), spennellarli con l'uovo sbattuto e rivestirli con il sesamo o i semi di papavero. Cuocere per 15 minuti circa o finché saranno ben dorati.



Trasferire su una gratella e lasciar raffreddare. I bagel si possono  conservare per un giorno in un contenitore a chiusura ermetica o in congelatore fino a tre mesi.
Poco prima di servirli, tagliateli a metà e  se volete tostateli,  e farciteli con formaggio spalmabile, salmone affumicato ed erba cipollina. Qeusta è una farcitura classica, male possibilità sono praticamente infinite|

Note personali. 
- quando fate i rotolini non andate oltre i 10 cm di lunghezza, come giustamente indicato nella ricetta,  altrimenti i bagel non verranno belli cicciotti, ed è così che devono essere! Se osservate la prima delle due foto qui sopra, noterete che il bagel in basso a destra è bello cicciotto, mentre quello in basso a sinistra meno...
- potete anche scegliere la strada della doppia lievitazione.  La prima dopo avere impastato gli ingredienti, la seconda dopo aver formato i bagel. Saranno ancora più buoni.
- usate un miele dal gusto delicato, per non squilibrare il gusto finale.

Oggi, dopo la pausa estiva, riparte anche il blog dello Starbook.. vi aspettiamo!!!

martedì 10 maggio 2011

Polpette di alici

Mi sono accorta leggendo il ricettario del blog, che non c’è neanche una ricetta di polpette! Eppure le preparo con una discreta frequenza perché amo le polpette, che siano di carne, di pesce o di verdure, e mi piace crearne spesso di nuove. E poi, fatto non trascurabile, con le polpette si riescono a far mangiare ingredienti non sempre graditi sia ai bambini (ad es. le verdure), che agli adulti! Domandina: chi non hai mai fatto le polpette svuota frigorifero?!?! 
Non ditemi che non vi siete mai trovati davanti al frigorifero, scoprendo qualche ingrediente dimenticato, comprato con l’intenzione di utilizzarlo il giorno dopo ma poi, o ve ne siete scordati, oppure sono sopraggiunti dei cambiamenti di programma…Vostro marito torna a casa e vi dice: “stasera ti porto fuori a cena in quel ristorantino che volevi provare da tempo…” Voi cosa fate? Io accetto al volo!!!  Ma a questo punto, l’ingrediente dimenticato nel frigo, offeso e trascurato si ribella e si nasconde bene bene, ma così bene che non ve ne accorgete... finché improvvisamente fa capolino…e, se è ancora commestibile (of course), spesso finisce in polpetta. Del resto, la nascita delle polpette, deriva proprio dall’esigenza di riutilizzare gli avanzi e rimanenze della dispensa, anche se, negli anni, sono arrivate anche le polpette "snob", ma non è certo il caso di queste golosissime polpette di alici,!!! Preparatele con acciughe freschissime, mi raccomando, quelle dimenticate giorni e giorni in frigorifero non vanno bene, forse neanche per il gatto di casa!!!


 

Ingredienti per 4 persone

500 gr. circa di alici (300-350 gr. al netto degli scarti)
1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato
2 cucchiai circa di pangrattato più un po’ per impanare
1 uovo
un ciuffetto di prezzemolo tritato
un cucchiaio scarso di pinoli
uvetta a piacere (io non l’ho messa perché in casa piace solo a me…)
sale e pepe q.b

olio di semi di arachidi per friggere o olio exv d’oliva leggero
qualche fettina di limone

Alcuni ingredienti sono indicativi, perché mi sono regolata in base alla consistenza dell’impasto, che deve essere mediamente consistente, quindi regolatevi di conseguenza.

Pulire le acciughe eliminando testa, interiora, lisca centrale e pinna dorsale. Lavarle e tamponarle con carta assorbente da cucina. Tritarle a coltello (non nel mixer o avrete una poltiglia!) e metterle in una ciotola, unendo tutti gli altri ingredienti, amalgamando bene l’impasto. Formare delle polpette di circa 4 cm di diametro, passarle velocemente nel pangrattato rimanente (poco) e tenere in frigorifero (non troppo perché altrimenti il composto tenderà ad inumidirsi) fino al momento di friggere.
Portare l’olio alla temperatura di 170-180°C, e friggere le polpette da entrambi i lati, fino a doratura. Volendo si possono anche cuocere in forno a 180-200°C circa per 15-10 minuti Servire con fettine di limone e insalatina. Sono buone anche a temperatura ambiente, almeno io me le sono mangiate anche così….

P.S. sono in partenza per un corso d'aggiornamento di 3 giorni a Napoli, quindi ci sentiamo tra qualche giorno... :-)

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