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martedì 15 novembre 2016
Perfect Pies, e non tornerete più indietro!!!
Due ricette buonissime, dai motociclisti capelloni più simpatici della cucina! Le trovate oggi nel Cestino di Natale dello Starbooks :)
mercoledì 20 aprile 2016
"Colazione all'italiana": torna lo Starbooks!!!
venerdì 16 maggio 2014
Almond croquants
Questi dolcetti croccanti li avevo già preparati qualche mese fa e li avevo regalati per Natale. Mi erano piaciuti, ma avevo deciso che la volta successiva li avrei modificati un po', per adattarli di più al mio palato. Nella ricetta originale, tratta dallo stupendo libro À la Mère de Famille: Artisanal Recipes di Julian Merceron, c'è un po' troppo zucchero per i miei gusti, che amo i dolci, basta che non siano troppo dolci ;) Ed è per questo motivo che spesso a "tagliare" lo zucchero rispetto alla ricetta originaria! Poi ho letto che il contest di Stefania alias Fornostar, per fortuna, era stato prorogato fino al 17 Maggio, così ho deciso che questa sarebbe stata la ricetta per lei :) Stefania è una persona dotata di energia, vitalità e bravura da vendere, ma è anche dolce e sensibile... L'ho conosciuta dal vivo quasi due anni fa, e l'ho rivista altre volte, quindi, non posso far altro che confermare le sensazioni iniziali... è una forza della natura, peccato che viva così lontana!!! Se poi vi dovesse capitare di sentirla cantare... beh, non perdetevi lo spettacolo!!!
Ho deciso che avrei sglutinato e arricchito gli Almond Croquants per lei, sperando che siano di suo gradimento :) Ho diminuito lo zucchero, sostituito la farina bianca con quella gluten free di tapioca, a cui ho unito del cacao amaro. Ho aggiunto anche della scorza di arance, per profumare e dare un po' di carattere ai dolcetti. Con queste modifiche, i Croquants mi sono piaciuti ancora di più!
da una ricetta modificata di À la Mère de Famille: Artisanal Recipes di Julian Merceron,
Ingredienti per 45 pezzi circa
Ingredienti per 45 pezzi circa
110 g di albumi (circa 3 albumi medi)
210 g di zucchero
75 g di farina di tapioca
1 cucchiaio raso di cacao amaro in polvere
2 cucchiai scarsi di scorze di arance candite, tritate
190 g di mandorle a lamelle
In una ciotola capiente, mescolare gli albumi con lo zucchero, poi unire la farina di tapioca setacciata insieme al cacao, sempre mescolando. Aggiungere le scorze d'arancia e le mandorle, mescolando delicatamente, per evitare di rompere le mandorle.
Preriscaldare il forno a 190°C. Rivestire due teglie da forno con carta forno, poi, usando un cucchiaino, versare il composto formando dei mucchietti ben distanziati tra loro, perché il composto si allargherà in cottura. Cuocere per 15 minuti circa o finchè saranno ben dorati. Sfornare e lasciar raffreddare nella teglia senza toccare i croquants, altrimenti si romperanno! Quando saranno freddi, staccarli con delicatezza e conservarli in un contenitore ermetico, come per i biscotti.
Si possono aromatizzare in tanti altri modi, ad esempio con: acqua di rose, essenza di vaniglia, zenzero candito...
Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di Mandorle
Con questa ricetta partecipo al contest Per un pugno di Mandorle

...e visto che, per una volta, mi sono ricordata di pubblicare una ricetta Gluten Free di venerdì, partecipo anche al 100% Gluen Free Fri(Day)
giovedì 6 febbraio 2014
Lemon Meltaways di Martha Stewart
Era da un po' di tempo che questi biscotti aspettavano di essere pubblicati... chissà perché, visto che li ho fatti e rifatti, e ogni tanto in casa mi dicono: "ma non li prepari più quei biscotti al limone che si sciolgono in bocca?" Io cerco sempre di accontentare le persone a cui voglio bene...
Questi biscotti meravigliosi li ho scoperti grazie all'Araba più simpatica del web, Stefania l'Arabafelice, l'"ambasciatrice" di Martha Stewart in Italia (o in Arabia...? ;) Io ho raddoppiato le dosi ed ho sostituito l'estratto di vaniglia con un baccello di vaniglia, mi piace che si vedano i semini :)
Ingredienti per circa 40 biscotti
170 g di burro freddo, tagliato a pezzetti
40 g di zucchero al velo
la scorza grattugiata di un limone
4 cucchiai di succo di limone
240 g di farina
due cucchiai di maizena (amido di mais)
un pizzico di sale
i semini di un baccello di vaniglia
zucchero a velo, per la copertura
Dividere l'impasto in due parti e distribuire ogni metà su un foglio di carta forno. Formare dei rotoli del diametro di 4 cm circa, aiutandovi a modellarli con la carta forno. Chiudere le due estremità di ciascun rotolo con dello spago da cucina e far rassodare in frigorifero per almeno 2 ore. Un rapido passaggio in freezer vi aiuterà nel successivo taglio. Dopo il riposo, togliere i rotoli dalla carta e tagliarli a fette di un cm circa di spessore.
Disporre le fette su una teglia da forno rivestita con carta forno e mettere in frigorifero fino al momento di infornare. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 13 minuti circa. I biscotti dovranno risultare appena dorati sui bordi e rimanere chiari al centro. Sfornare, far intiepidire per 5-10 minuti, poi rotolarli nello zucchero al velo.
Lo zucchero al velo lo preparo sempre in casa con un vecchio macinino da caffè, che utilizzo solo per questo scopo, ma che sul più bello ha smesso di funzionare... e il mio zucchero non è proprio al velo, ma i biscotti erano comunque strepitosi! Come dice il titolo della ricetta, questi biscotti si sciolgono letteralmente (in bocca).
Si conservano fino a due settimane, in una scatola di latta.
mercoledì 18 settembre 2013
"Brownies al cioccolato e nocciole delle Langhe": grazie Patty!
Il tempo trascorso tra la visione di questa ricetta della bravissima Patty, e decidere di prepararla, è stato come un lampo, velocissimo... non è passato neanche un secondo. Le sue ricette sono garanzia di successo :-))) Se poi aggiungiamo il fatto che, le nocciole, sono da sempre la frutta secca che preferisco in assoluto, e che avevo a disposizione proprio quelle meravigliose delle Langhe, comprate durante un meraviglioso fine settimana in quella splendida terra, e last but not least... il cioccolato ha un fascino irresistibile! Beh, capirete che questi brownies erano assolutamente da provare!
Ho apportato solo una variante alla ricetta, ho diminuito la quantità dello zucchero, perché preferisco i dolci non troppo dolci. Ma se per voi non è così, allora non fatelo!
I brownies li ho preparati all'inizio di Giugno, ve li propongo solo ora perché, il caldo dei giorni successivi, non vi avrebbe certo fatto venire voglia di accendere il forno...
Vi riporto la ricetta come la trovate qui da Patty:
Riscaldate il forno a 180°.
Setacciate la farina ed il lievito con il sale e metteteli in una ciotola.
Sciogliete il cioccolato con il burro a bagnomaria facendo attenzione che l'acqua non tocchi la base della ciotola. Fate sobbollire lentamente.
Una volta sciolto togliete e fate raffreddare leggermente.
Versate lo zucchero nel composto di cioccolata e la vaniglia quindi un uovo alla volta mescolando bene prima di incorporare il successivo.
Unite gli ingredienti secchi senza mescolare troppo. Finite aggiungendo le nocciole tritate grossolanamente.
Versate tutto in una teglia 20X20 foderata con carta da forno e fate cuocere per 25/30 minuti. Fate la prova stecchino.
Prima di porzionare i brownies, fate raffreddare su una griglia almeno 1 ora.
Ho apportato solo una variante alla ricetta, ho diminuito la quantità dello zucchero, perché preferisco i dolci non troppo dolci. Ma se per voi non è così, allora non fatelo!
I brownies li ho preparati all'inizio di Giugno, ve li propongo solo ora perché, il caldo dei giorni successivi, non vi avrebbe certo fatto venire voglia di accendere il forno...
Vi riporto la ricetta come la trovate qui da Patty:
Ingredienti per circa 16 brownies
150 g di farina bianca
100 g di nocciole tostate
1 cucchiaino di lievito in polvere
150 g di cioccolato fondente al 70%
180 g di burro
300 g di zucchero semolato (per me 200g)
1 cucchiaio di essenza naturale di vaniglia (i semi di mezzo baccello)
3 uova grosse
un pizzico di sale
Riscaldate il forno a 180°.
Setacciate la farina ed il lievito con il sale e metteteli in una ciotola.
Sciogliete il cioccolato con il burro a bagnomaria facendo attenzione che l'acqua non tocchi la base della ciotola. Fate sobbollire lentamente.
Una volta sciolto togliete e fate raffreddare leggermente.
Versate lo zucchero nel composto di cioccolata e la vaniglia quindi un uovo alla volta mescolando bene prima di incorporare il successivo.
Unite gli ingredienti secchi senza mescolare troppo. Finite aggiungendo le nocciole tritate grossolanamente.
Versate tutto in una teglia 20X20 foderata con carta da forno e fate cuocere per 25/30 minuti. Fate la prova stecchino.
Prima di porzionare i brownies, fate raffreddare su una griglia almeno 1 ora.
mercoledì 20 marzo 2013
"Cracker al cacao" per lo Starbooks di Marzo parte seconda
Secondo appuntamento di Marzo con lo Starbooks, con Paul A. Young e le sue "Avventure al cioccolato". La ricetta di oggi è una delle prime che mi ha colpito sfogliando il libro. Il gusto del cacao con il salato mi piace, e parecchio. A partire dalle tagliatelle al cacao, continuando con la carne: mi sono letteralmente innamorata di uno stufato con il cacao, mangiato in Francia qualche anno fa, in un delizioso ristorantino annesso ad una cantina nella zona dello Champagne...
Young scrive che questi insoliti cracker, sono perfetti per accompagnare molte varietà di formaggi inglesi, francesi (io direi anche italiani!), blu di capra o a pasta dura. Per dare maggiore consistenza e sapore, aggiungete erbe o spezie essiccate, come i semi di finocchio o cumino, pepe nero e peperoncino.
Per immergervi in un altro mercoledì tutto al cioccolato, andate a leggere le ricette delle mie compagne d'avventura:
Ale - Menuturistico: Chocolate drenched cocoa-nib cookies
Cristina - Vissi di cucina: Pesto al cioccolato
Roby- Lechategoiste: Pollo piccante con cioccolato venezuela alla maniera di Paul
Stefania - Arabafelice: Tartufi di cioccolato bianco e fragole al pepe rosa
Emanuela - Arricciaspiccia: Lastre rocher con frutta secca tostata e uva sultanina cremisi
Patty - Andante con gusto: Muffin con timo, jaggery e cioccolato bianco
Gaia - La gaia celiaca: Muscovado chocolate cakes with cocoa nibs and Mayan spiced syrup
Ingredienti per 16 biscotti o 30 biscottini da tè
250 g di farina bianca
1 cucchiaino di sale marino
20 g di cacao in polvere (io ho utilizzato quello amaro!)
½ cucchiaino di senape inglese in polvere (facoltativa - io non l'ho messa perché non l'avevo))
spezie ed erbe a scelta (facoltative- per me un pizzico di peperoncino, pepe e cumino in polvere))
85 g di burro
Raffreddare una brocca d’acqua in frigorifero per mezz’ora.
Mettere tutti gli ingredienti secchi, comprese le eventuali erbe e/o spezie, in una ciotola capiente e miscelarli. Incorporare il burro (per me a temperatura ambiente e tagliato a pezzetti) finché si otterrà un composto uniforme. Aggiungere man mano l’acqua fredda, quanta ne serve ad ottenere un composto morbido ma non troppo appiccicoso (io ne ho messa 100 ml circa ). Lavorarlo delicatamente, finché sarà liscio ed omogeneo. Far riposare in frigorifero per 30 minuti, avvolto in un pellicola per alimenti (io ho formato una palla).
Preriscaldare il forno a 180°C.
Su una superficie infarinata, stendere la pasta (Young non lo scrive, ma usate il matterello, anch’esso leggermente infarinato!) allo spessore di circa 3 mm. Con uno stampo per biscotti rotondo, ricavare i cracker della dimensione preferita (2,5 cm per il tè o 5 cm per accompagnare il formaggio). Si può anche utilizzare un coltello affilato e ricavare dei rettangoli o dei quadrati. Bucherellare ogni cracker con i rebbi di una forchetta e cuocerli (io li ho posizionati su di una teglia da forno, rivestita di carta forno) per 12 minuti circa (per me 14-15 minuti), finché saranno dorati e croccanti. Far raffreddare su una gratella. Si conservano per 2-3 mesi in un contenitore a chiusura ermetica.
Note personali
Il gusto di questi cracker, si sposa veramente bene con i formaggi erborinati, e sulla prova gusto ci siamo!
Salvo "imprecisioni" nella traduzione traduzione rispetto all'edizione in inglese, come verificatosi mercoledì scorso, ho alcune osservazioni da fare:
- La ricetta non è così dettagliata come avrei sperato… Ad esempio: negli ingredienti non viene indicato se il burro deve essere freddo, a temperatura ambiente o fuso, oppure semplicemente tagliato a pezzetti (per poter essere unito facilmente alla farina…) Io l’ho utilizzato a temperatura ambiente e tagliato a pezzetti.
- Non viene indicata la quantità d’acqua, neanche approssimativamente… E’ vero che dipende dall’assorbimento della farina, ma un’indicazione sarebbe stata gradita! Io ne ho messa circa 100 ml.
- Io ho ottenuto circa 30 biscotti (del diametro di 5 cm), non 16 come indicato, e il mio impasto era steso a 3 mm di spessore…(l'ho misurato)
Insomma, questa ricetta mi ha lasciato qualche perplessità...
venerdì 8 febbraio 2013
Intramontabili "Frittelle di mele"
Uno dei ricordi più vivi che ho della cucina di mia mamma sono le Frittelle di mele. La ricetta della sua pastella non l'ho mai memorizzata, utilizzava sicuramente uova, latte e farina, ma di più non so! Mi è sempre piaciuto mangiare, ma non cucinare...! Sono passata dalla "cucina per la sopravvivenza" della fine adolescenza, alla "cucina per passione" di qualche anno dopo. La prima ricetta che decisi di preparare per il gusto di farlo, e non solo per "sfamarmi", furono le chiacchiere che, per puro caso (o forse no!) , è anche la prima che ho pubblicato sul blog... Le mie chiacchiere in gioventù furono un disastro, l'impasto si attaccò al piano di lavoro ed io ero decisamente demoralizzata... per fortuna arrivò mio padre a "soccorrermi", così qualcosa riuscimmo a salvare... La passione per il fritto è rimasta, anzi è cresciuta. Non è che io frigga così spesso, ma mi piace, e mi piace farlo bene.
Ma tornando alle frittelle di mele da cui sono partita... la ricetta che ho scelto, proviene dal delizioso libricino di Anneliese Kompatscher "La cucina nelle Dolomiti". La pastella non prevede latte tra gli ingredienti, che invece si trova nella maggior parte delle ricette, ma vino bianco, che dona un'aroma delizioso a queste frittelle. Di certo mia mamma non usava il vino, visto che le frittelle erano destinate a delle bambine.... Io ho voluto provare questa ricetta, proprio perché sono stata attirata dalla presenza del vino.
Ma tornando alle frittelle di mele da cui sono partita... la ricetta che ho scelto, proviene dal delizioso libricino di Anneliese Kompatscher "La cucina nelle Dolomiti". La pastella non prevede latte tra gli ingredienti, che invece si trova nella maggior parte delle ricette, ma vino bianco, che dona un'aroma delizioso a queste frittelle. Di certo mia mamma non usava il vino, visto che le frittelle erano destinate a delle bambine.... Io ho voluto provare questa ricetta, proprio perché sono stata attirata dalla presenza del vino.
Ingredienti per 4 persone
3-4 mele saporite (io ho utilizzato delle Fuji, che sono molto profumate e hanno un gusto dolce-acidulo. Sono ottime anche per la cottura, perché rimangono sode e compatte)
zucchero, rum e succo di limone (q.b.)
Per la pastella
125 g di farina setacciata
un bicchiere di vino bianco (sono andata a occhio, fino a raggiungere la giusta densità, la prossima volta misurerò con precisione! )
2 cucchiai di burro fuso
una presa di sale
una spruzzata di grappa
2 uova
grasso per friggere (olio di semi di arachidi)
Per servire
cannella in polvere
zucchero
In una ciotola abbastanza capiente, preparare una pastella con la farina ed il vino bianco, unirvi il burro, il sale, la grappa e i tuorli d'uovo (tenere da parte gli albumi). Lasciar riposare in un luogo caldo per 1-2 ore (io ho coperto la ciotola con il coperchio e l'ho avvolta in una coperta).
Sbucciare le mele, liberarle dai torsoli e tagliarle a fette dello spessore di un dito. Mettere le mele in un piatto piano, e cospargerle con lo zucchero, il rum e il succo di limone. Far riposare sotto il peso di un altro piatto per mezz'ora. Tamponare e asciugare le mele. Montare gli albumi a neve fissa (anche un po' meno), ed incorporateli lentamente alla pastella. Io inizio aggiungendo solo un po' d'albume, mescolando, per ammorbidire il composto, poi unisco il resto, poco per volta e con delicatezza. Riscaldare abbondante olio in una padella adatta ai fritti (180°C circa). Passare ogni singola fetta di mela (la mia mela era asimmetrica!) nella pastella e friggere fino a doratura. Scolare, e far asciugare su carta assorbente. Servire calde o tiepide, cospargendo le frittelle con zucchero e cannella. Sono buonissime anche accompagnate da salsa alla vaniglia...
mercoledì 5 dicembre 2012
Rouleau chocolat-coco - Rotolo al cioccolato e cocco
Poco tempo fa, ho ricevuto in regalo un libricino in francese dal titolo "100% Chocolat" -
(ed. Larousse). Il sottotitolo dice di "consumare e cucinare senza alcuna moderazione....". Un sottotitolo così ti mette subito di buon umore (le calorie un pò meno, ma pazienza)! La copertina ti fa venire voglia di morderla, visto che è fatta con una (finta) tavoletta di cioccolato :-)
Ho deciso di provare una ricetta, la prima del libro: la foto è irresistibile.
L'impasto del rotolo è costituito da biscotti secchi, cacao, confettura di albicocche e rum. Non avevo mai provato un impasto del genere, ed ero curiosissima di assaporare il risultato, che è davvero particolare. Qualcuno mi ha detto che, il sapore e la consistenza, ricordano un pò il gusto delle caramelle mou... Io vi dico che è molto particolare, da provare, ma con moderazione. Ho già in mente alcune varianti...
Ho sostituito lo zucchero con il fruttosio, per poter far mangiare il dolce anche ai diabetici.
tra parentesi le mie note
Ingredienti per 6 persone
Per la crema al cocco
250 ml di latte (fresco intero)
1 cucchiaio di farina bianca 00
4 cucchiai di zucchero al velo (io 3 cucchiai di fruttosio in polvere)
125 g di burro morbido
5 cucchiai di noce di cocco in polvere (per me grattugiata)
Per l'impasto
450g di biscotti secchi (i miei senza zuccheri aggiunti)
3 cucchiai di cacao in polvere di ottima qualità (amaro)
4 o 5 cucchiai di confettura di albicocche (per me senza zucchero, con aggiunta di fruttosio)
2 o 3 cucchiai di rum
Preparare la cerma al cocco. In un pentolino far scaldare il latte, la farina e lo zucchero (fruttosio). Far addensare il composto (mescolando con una frusta) e lasciar raffreddare (coprendo la crema con pellicola per alimenti a contatto, per evitare che si formi la crosticina in superficie).
Nel frattempo preparare l'impasto. Spezzettare grossolanamente i biscotti e ridurli in polvere con un robot da cucina. Aggiungere il cacao (setacciato), la confettura d'albicocche (io l'ho prima frullata) e il rum. Amalgamare il composto, finchè avrà la consistenza simile a quella della pasta frolla (se necessario, unire altro liquido, ad es. latte o acqua). Far riposare per 30 minuti.
Completare la preparazione della crema al cocco, unendo il burro ben ammorbidito e il cocco
(mescolando).
Stendere l'impasto del rotolo (sopra un foglio di carta forno) con un matterello, allo aspessore di 5 mm. Tagliare i bordi con un coltello per ottenere un rettangolo (non l'ho misurato, ma il mio poteva essere un 25x35). Stendere la crema sull'impasto (lasciando liberi i bordi per 3 cm), quindi arrotolare (dal lato lungo, aiutandovi con la carta forno). Far raffreddare il rotolo in frigorifero almeno per un'ora prima di servirlo. Prima del servizio, cospargerlo con cocco grattugiato. Tagliare a fette e gustare!
Questa ricetta è un pensiero per Stefania l'Arabafelice, per il suo terzo compliblog. Il suo blog l'ho scoperto tempo fa e non l'ho più abbandonato. Ora siamo anche compagne d'avventura con lo Starbooks... :-))) Il suo blog mi piace perchè è un blog sincero, affidabile e ... divertente! E poi, l'Araba ha sempre una risposta per tutti!!! Leggere i suoi post è come fare un viaggio avventuroso in un mondo lontano e così diverso dal mio :-)
Cioccolato e cocco sono ingredienti che ti piacciono parecchio, giusto Stefania...? Prima o poi ci incontreremo, nel frattempo, goditi questo dolce... so che ti piacerà (lo spero!). E' "furbo", come dici sempre tu!
Un abbraccio e buon compliblog Stefania!!!
martedì 19 giugno 2012
Starbooks di Giugno parte seconda.. i dolci! - Tartufi alla carota
Secondo appuntamento mensile con lo Starbooks di Giugno, con la Grecia di Vefa Alexiadou e del suo meraviglioso libro "La cucina di Vefa". Adoro questo ricettario sempre di più, è diventato subito uno di quei libri che mi piace tenere sul comodino (ok è un bel malloppo da leggere a letto perché pesa, e soprattutto, non ho ancora il comodino nella casa nuova...) per sfogliarlo prima di dormire! Quando mi "affeziono" a dei libri, questi viaggiano spesso con me in macchina (potrei sempre avere dei ritagli di tempo per dargli un'occhiata...) e una volta a casa tornano sul comodino!
Questa settimana abbiamo deciso, con le mie meravigliose e golose amiche, di proporvi dei dolci greci.
Da Ale e Dani di Menù Turistico troverete il Copenaghen
dalla Patty di Andante con gusto i Biscotti ripieni di mele e i Biscotti alle nocciole e aroma d'anice
dalla Cristina B. di Vissi d'arte e di cucina gli Halva al semolino
e qui da me i...
Questa settimana abbiamo deciso, con le mie meravigliose e golose amiche, di proporvi dei dolci greci.
Da Ale e Dani di Menù Turistico troverete il Copenaghen
dalla Patty di Andante con gusto i Biscotti ripieni di mele e i Biscotti alle nocciole e aroma d'anice
dalla Cristina B. di Vissi d'arte e di cucina gli Halva al semolino
e qui da me i...
Tartufi alla carota
Ingredienti per circa 36
tartufi
500g di carote
medie
200g di zucchero semolato
extrafine
la scorza di 1 limone grande,
grattugiata finemente
1 cucchiaino di estratto di
vaniglia (o i semi di un baccello)
200-300g di cocco
disidratato
Mondare le carote e
lessarle per 20 minuti. Scolarle, lasciarle raffreddare e
grattugiarle grossolanamente. Amalgamare, in una casseruola, le carote con lo zucchero
e la scorza di limone, e cuocere per 20 minuti, senza smettere
di mescolare (trascorsi i 20 minuti, il composto si sarà asciugato e caramellato). Togliere dal fuoco, far intiepidire ed unire la vaniglia, metà
del cocco e mescolare bene. Far raffreddare e mettere in frigorifero per 30 minuti. Riprendere il composto di carote dal frigorifero e ricavare 36 palline di 2,5cm
di diametro, poi passarle nel cocco rimanente (a me ne è bastato poco, in totale ne ho usato 200 g, quindi non esagerate!). Se le palline non dovessero tenere
la forma una volta raffreddate, unire altro cocco (le mie palline non ne hanno avuto bisogno). Mettere i tartufi in
pirottini di carta e conservarli in frigorifero, in un contenitore a chiusura
ermetica, fino al momento di servirli.
Tempo di preparazione 1 ora e 30
minuti (compreso il raffreddamento).
Note personali
I dolci greci sono spesso molto sostanziosi... Questi dolcetti, invece, sono abbastanza leggeri e freschi (si mangiano freddi), e sono perfetti per l'estate: non dovrete neanche usare il forno! Volendo, si potrebbe diminuire la quantità di zucchero, se non amate i dolci troppo dolci come me, altrimenti non è necessario. Mi sono già venute in mente possibili varianti...
Note personali
I dolci greci sono spesso molto sostanziosi... Questi dolcetti, invece, sono abbastanza leggeri e freschi (si mangiano freddi), e sono perfetti per l'estate: non dovrete neanche usare il forno! Volendo, si potrebbe diminuire la quantità di zucchero, se non amate i dolci troppo dolci come me, altrimenti non è necessario. Mi sono già venute in mente possibili varianti...
sabato 9 giugno 2012
Frollini al caramello Muscovado
Poco tempo fa, avevo
voglia di preparare dei biscotti dal gusto particolare, ed ero alla ricerca di
idee, senza sapere bene cosa cercare (non vi capita mai?).... Quando ho letto il
titolo di questa ricetta sul blog della bravissima Pinella (da una ricetta di Montersino), ho pensato che
questi biscotti fossero proprio quello che stavo cercando. Perché? Tanto per
cominciare, non li avevo mai assaggiati e neanche sentiti nominare, e la
mia curiosità verso quello che per me rappresenta una novità, è cresciuta
enormemente! Lo zucchero presente nella ricetta, è
esclusivamente di canna, grezzo e integrale, che conferisce un aroma unico a
questi frollini. Il Muscovado è uno zucchero di canna integrale (praticamente
non raffinato) a grana grossa, con un alto contenuto di melassa, per cui ha un
aspetto umido e appiccicoso, ma un gusto meraviglioso!
Non ricordo quanti frollini si riescano ad ottenere con queste dosi, è passato un pò di tempo... comunque almeno 35-40 :-)
Ingredienti
180 g di zucchero grezzo di
canna
50 g di panna liquida
350 g di burro morbido tagliato a pezzetti
50 g di zucchero Muscovado (zucchero di
canna integrale = non raffinato)
550 g di farina 00
Si inizia preparando il caramello a secco (senza aggiungere acqua) con lo zucchero di canna grezzo. Pinella consiglia di utilizzare uno
zucchero di canna Demerara, per ottenere un risultato più dorato in cottura. Io ho utilizzato quello che avevo in casa, che non è Demerara ;-) Si procede con poco zucchero per volta, partendo da due cucchiai, che vanno versati in una padella ben calda. Quando lo zucchero sarà caramellato, procedere con il restante (sempre due cucchiai) fino all'esaurimento, ottenendo un caramello limpido ed uniforme. Nel frattempo, far bollire la
panna. Decuocere il caramello con la panna calda, prestando attenzione a non scottarsi, perché si formeranno delle grosse bolle. Togliere la padella dal fuoco ed unire anche il burro, mescolando continuamente con una frusta, finché si otterrà una crema untuosa e liscia. Mettere da parte e far raffreddare. Setacciare la farina in una ciotola, unire lo zucchero Muscovado, la crema al caramello e amalgamare fino ad ottenere un composto omogeneo. Far riposare per 12 ore in frigorifero, coperto. Riprendere l'impasto, spezzarlo e lavorarlo velocemente per formare dei cilindri di 3-4cm di diametro. Far riposare ancora 30 minuti in frigorifero e tagliare delle fette di 1- 1,5 cm di spessore. Con il pollice, premere al centro di ogni biscotto per creare un avvallamento (premete con una certa decisione, altrimenti l'avvallamento si attenuerà troppo in cottura...). Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 12-14 minuti. La prima infornata ci mette sempre un pò più tempo.
Si possono anche spolverizzare i frollini con altro zucchero di canna.
Se volete provare dei biscotti diversi ma deliziosi, beh, questi sono perfetti...!
Si possono anche spolverizzare i frollini con altro zucchero di canna.
Se volete provare dei biscotti diversi ma deliziosi, beh, questi sono perfetti...!
lunedì 19 dicembre 2011
"Brezel" alla vaniglia
Qualche giorno fa il mio Amore mi ha detto: "... ma perchè non prepariamo dei biscotti natalizi...?" Il bello è che me l'ha detto domenica scorsa, mentre io avevo in mano una spatola (non da cucina eh...) e lo stucco, e lui il rullo per imbiancare. Questa curiosa scenetta è avvenuta in quella che sarà la nostra nuova casa, dopo aver passato quattro giorni a stuccare, levigare, pulire... (e abbiamo ancora tanto tanto lavoro da fare!).
Beh, quel giorno non era proprio il caso, la mia schiena non avrebbe sopportato nulla di più, ed io sognavo solo una bella doccia calda e il letto! Ma durante la settimana, in un giorno in cui sono tornata a casa presto, l'ho accontentato! Vedere il suo volto sorridente alla vista dei biscotti, e sentirgli dire all'assaggio: "mmh...deliziosi!!!", è una gioia che mi scalda il cuore :-)))
L'idea iniziale era di preparare i Vanillekipferl di Cristina B, vincitrice dell'ultimo Recipe-tionist di Flavia, poi, mentre sfogliavo una rivista di biscottini natalizi (di una casa editrice tedesca ma tradotta in italiano), ho visto la ricetta di questi Brezel, molto simile a quella di Cristina, e ho fatto un mix di ricette.. anche perchè, per fare i Vanillekipferl mi mancavano le nocciole!
Beh, quel giorno non era proprio il caso, la mia schiena non avrebbe sopportato nulla di più, ed io sognavo solo una bella doccia calda e il letto! Ma durante la settimana, in un giorno in cui sono tornata a casa presto, l'ho accontentato! Vedere il suo volto sorridente alla vista dei biscotti, e sentirgli dire all'assaggio: "mmh...deliziosi!!!", è una gioia che mi scalda il cuore :-)))
L'idea iniziale era di preparare i Vanillekipferl di Cristina B, vincitrice dell'ultimo Recipe-tionist di Flavia, poi, mentre sfogliavo una rivista di biscottini natalizi (di una casa editrice tedesca ma tradotta in italiano), ho visto la ricetta di questi Brezel, molto simile a quella di Cristina, e ho fatto un mix di ricette.. anche perchè, per fare i Vanillekipferl mi mancavano le nocciole!
La forma non è esattamente quella dei Brezel, che andrebbero "legati", ma sulla rivista venivano presentati così... ed io mi sonno accorta solo dopo averli sfornati, che non mi tornava qualcosa... Con le dosi indicate dovreste ottenere 35 biscotti circa. Non li ho contati subito perchè, delle boccucce affamate, hanno letteralmente rubato i biscotti direttamente dalla placca da forno! Provateli perchè meritano davvero molto!!!
Ingredienti per 35 biscotti circa
300 gr. di farina 00
60 gr. di mandorle macinate fini
200 gr. di burro freddo tagliato a pezzetti
100 gr. di zucchero a velo
1 tuorlo
2-3 cucchiai di grappa (la mia era di Chardonnay)
1 baccello di vaniglia
Lavorare la farina, le mandorle, il burro, lo zucchero, e i semini raschiati dal baccello di vaniglia, su una spianatoia (o nel robot), solo il tempo necessario per ottenere un composto di briciolone, poi unire il tuorlo e la grappa e rendere omogeneo. Formare una palla e far riposare in frigorifero per almeno un'ora, avvolto in pellicola trasparente. Prelevare metà impasto e rimettere il restante in frigorifero. Formare dei rotolini lunghi 20 cm circa con un diametro di un cm circa, e dare la forma di Brezel(!). Procedere allo stesso modo con il rimanente impasto, e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 12-15 minuti. I biscotti dovranno essere appena dorati. Sfornare, attendere un paio di minuti, e far raffreddare i biscotti su una gratella per dolci, lontano da mani indiscrete!!!
giovedì 20 ottobre 2011
Offelle romagnole
Conoscevo le "offelle" perchè, essendo cresciuta a Pavia, le ho sempre mangiate da piccola... Sì, ma io conoscevo le "Offelle di Parona", tipico e delizioso biscotto di Parona Lomellina, mentre queste sono Offelle romagnole, una ricetta dell'Artusi che prendono spunto dalle Offelle di Marmellata dell'Artusi, con un ripieno di composta di mele. Il dizionario italiano definisce la parola "offella" genericamente come "focaccetta di pasta dolce" . La ricetta che vi propongo però, l'ho trovata sul libro monotematico "Il libro delle mele" di Giuliana Lomazzi (collana "Il lettore goloso" diretta da Allan Bay), che si ispira chiaramente al grande Artusi. Quando ho visto questo libro un pò di tempo fa, non ho resistito, in un secondo è diventato mio, perchè io adoro le mele... sarà perchè sono il frutto del peccato?!?
Questa ricetta, è sola la prima di una lunga serie di ricette che preparerò di questo libro :-)
Questa ricetta, è sola la prima di una lunga serie di ricette che preparerò di questo libro :-)
ricetta liberamente tratta da "Il libro delle mele " di Giuliana Lomazzi
Ingredienti per 6 persone
per la pasta frolla:
250 gr. di farina 00
125 gr. di zucchero (io ne ho messi 100 gr.)
125 gr. di burro
1 uovo e 1 turolo tuorlo
per il ripieno:
250 gr. di mele (golden)
60-70 cl di vino bianco dolce
50 gr. di zucchero
1 cucchiaino (scarso) di cannella in polvere
1 cucchiaio di canditi (io ho messo l'uvetta)
1 tuorlo
poco latte
zucchero a velo
Preparare la frolla (anche il giorno prima) e farla riposare in frigorifero. Mondare le mele e tagliarle a fettine, metterle in una casseruola, innaffiarle con il vino e cuocere finchè non sono disfatte, schiacciandole con un cucchiaio di legno e aggiungendo acqua se asciugano troppo. Unire lo zucchero e la cannella, mescolare ed unire i canditi (o l'uvetta). Stendere la composta di mele in un piatto e far raffreddare. Stendere la pasta frolla con il mattarello, fino ad ottenere una sfoglia di 3-4 mm di spessore, da cui dovrete ricavare un numero pari di dischi di 10 cm di diametro. Lo stampo delle offelle è smerlato, io ho utilizzato uno stampo per crostatine :-) Distribuire la composta di mele su metà dei dischi, lasciando un cm dal bordo, inumidire il bordo con poca acqua e coprire i dischi farciti con gli altri (cercando di far corrispondere le smerlature del disco superiore con quelle del disco inferiore), premendo leggermente in modo da sigillarli per non far uscire il ripieno in cottura. Diluire il tuorlo con poco latte e spennellare la superficie delle offelle. Foderare una teglia con carta forno, sistematevi i dolci ed infornare a 190 °C per 15 minuti circa (regolatevi con il vostro forno). Sfornare, far raffreddare e cospargere con zucchero a velo. Il giorno dopo sono ancora più buone.
Se amate i dolci con le mele, dovete provare assolutamente questi...!!!
martedì 17 maggio 2011
Baci di dama (più o meno...)
Un paio di mesi fa circa, ho avuto il piacere di conoscere dal vivo Cristina B. di Vissi d'arte e di cucina. Ci eravamo conosciute virtualmente attraverso un contest, e avevamo preparato "insieme" le Maultaschen (squisite!). Il pomeriggio che ci siamo incontrate, abbiamo iniziato a chiacchierare subito (soprattutto di cucina ma non solo!) e siamo entrate immediatamente in sintonia :-). Cristina mi aveva portato in regalo un prezioso sacchettino contenente dei piccoli e deliziosi baci di dama al cacao (andate a vederli!). Erano talmente buoni, che gli ultimi rimasti ce li siamo contesi a fatica Oliver ed io. Ho così deciso di prepararli a casa, ma ho combinato un disastro.... mi si sono appiattiti troppo... Credo che il mio problema sia stato di aver scaldato troppo il burro :-(
Poco tempo fa, ho visto sul blog della neomamma Virginia, una ricetta di (simil) baci di dama dichiarata infallibile... ho pensato: allora va bene per me! Virginia ha trovato la ricetta sul blog di Sarah, che a sua volta l'aveva trovata da Niche su Cooker. Sono così riuscita ad ottenere dei baci di dama come si deve :-)
Adesso che ho capito come farli, riproverò con la ricetta di Cristina, anche perchè i suoi erano più lisci e privi di crepe!
Ecco la ricetta, con le mie modifiche
Poco tempo fa, ho visto sul blog della neomamma Virginia, una ricetta di (simil) baci di dama dichiarata infallibile... ho pensato: allora va bene per me! Virginia ha trovato la ricetta sul blog di Sarah, che a sua volta l'aveva trovata da Niche su Cooker. Sono così riuscita ad ottenere dei baci di dama come si deve :-)
Adesso che ho capito come farli, riproverò con la ricetta di Cristina, anche perchè i suoi erano più lisci e privi di crepe!
Ecco la ricetta, con le mie modifiche
Ingredienti
per una 30ina di baci, pari ad una 60ina di gusci (io ne ho ottenuti un 40ina):
300g burro (morbido)
1 tuorlo
150gr zucchero a velo (per me 100 gr)
150g nocciole macinate fini (per me 150 gr di mandorle macinate fini con 50 gr. di zucchero a velo)
430g farina 00 (per me 410 gr. di farina 00)
10g cacao amaro (per me 30 gr. di cacao amaro)
un pizzico di sale alla vaniglia (per me fleur de sel)
vaniglia a piacere
80 gr. circa di cioccolato fondente per incollare i baci
Lavorare il burro morbido con i 100 gr. di zucchero a velo, finché il composto sarà spumoso. Unire il tuorlo, il sale e la farina. Aggiungere il cacao e la farina di nocciole (mandorle).Formare dei rotolini tipo gnocchi e da questi ricavare delle palline di 15 gr. Virginia consigliava di ridurre il peso della palline a 10-12 gr, cosa che ho fatto. Ma, secondo me, sarebbe meglio farli ancora più piccoli tipo ciliegia (8 gr), come scrive Cristina. Disporre le palline su una teglia ricoperta di carta forno (senza farle riposare in frigorifero), ben distanziate perché in cottura si abbasseranno e allargheranno un pochino.
Cuocere a 180° in forno ventilato per circa 15 minuti (a me ne sono bastati circa 10). Far raffreddare i biscottini, ed unirli con il cioccolato fondente fuso a bagnomaria (o nel microonde), aiutandovi con un cucchiano.
Si conservano benissimo in una scatola di latta per diversi giorni.
venerdì 6 maggio 2011
Friandises alla cannella (ma non solo...)
Questo è un periodo dolce in cucina, così mi sono offerta volontaria per la preparazione di questi deliziosi biscottini (insieme ad altri prossimamente on line...) per un appuntamento con dei clienti del mio Amore. Le prime clienti erano due donne (a dieta...), ma si sono spazzolate quasi tutto il vassoio di biscotti! Mi sa che hanno gradito, e, se proverete le friandises, capirete anche il perchè!
Sono andata alla ricerca del significato di friandises, e il dizionario francese Larousse li traduce come "dolciumi". Ed io che pensavo a chissà quale nome raffinato, sarà che in francese friandises ha un suono chic...
L'impasto è simile a quello di una frolla, ma risulta molto più fine perchè i tuorli vengono aggiunti all'impasto sodi e passati attraverso un setaccio, e si utilizza lo zucchero a velo invece di quello semolato (anche se, in realtà, io utilizzo lo zucchero a velo anche per la frolla). Ne risulta un composto che si lavora con facilità.
Questi biscottini si sciolgono letteralmente in bocca... una delizia!
ricetta liberamente tratta da "La Cucina Italiana" di Dicembre 2000
Gli ingredienti vanno lavorati come per la pasta frolla, a cui unirete 4 cucchiaini rasi di cannella in polvere. Formare un salamino che va rotolato nello zucchero di canna. Io messo lo zucchero sopra un foglio di carta forno, così è più pratico ;-)
Tagliare il rotolino a cilindretti di 4 mm di altezza con un coltello ben affilato (se necessario perchè l'impasto è morbido, passare il rotolo in frigorifero prima del taglio, ma a me non è servito questo passaggio) e cuocere a 180°c per 10 minuti circa.
Per le varianti, unire gli ingredienti e formare dei rotolini o stendere con il matterello e dare la forma preferita.
Sono andata alla ricerca del significato di friandises, e il dizionario francese Larousse li traduce come "dolciumi". Ed io che pensavo a chissà quale nome raffinato, sarà che in francese friandises ha un suono chic...
L'impasto è simile a quello di una frolla, ma risulta molto più fine perchè i tuorli vengono aggiunti all'impasto sodi e passati attraverso un setaccio, e si utilizza lo zucchero a velo invece di quello semolato (anche se, in realtà, io utilizzo lo zucchero a velo anche per la frolla). Ne risulta un composto che si lavora con facilità.
Questi biscottini si sciolgono letteralmente in bocca... una delizia!
ricetta liberamente tratta da "La Cucina Italiana" di Dicembre 2000
Ingredienti
200 gr. di farina
120 gr. di burro
80 gr. di zucchero al velo
3 tuorli sodi
un pizzico di sale
Per completare:
cannella
zucchero di canna
varianti:
unire all'impasto 60 gr. di mandorle macinate o
60 gr. di noci macinate o
60 gr. di pistacchi macinati o
zenzero in polvere o...
quello che preferite!
Gli ingredienti vanno lavorati come per la pasta frolla, a cui unirete 4 cucchiaini rasi di cannella in polvere. Formare un salamino che va rotolato nello zucchero di canna. Io messo lo zucchero sopra un foglio di carta forno, così è più pratico ;-)
Tagliare il rotolino a cilindretti di 4 mm di altezza con un coltello ben affilato (se necessario perchè l'impasto è morbido, passare il rotolo in frigorifero prima del taglio, ma a me non è servito questo passaggio) e cuocere a 180°c per 10 minuti circa.
Per le varianti, unire gli ingredienti e formare dei rotolini o stendere con il matterello e dare la forma preferita.
domenica 5 dicembre 2010
Madeleines alle mele e nocciole
La Madeleine è un delizioso dolce francese, tipico di Commercy, piccolo paese situato nel nord-est della Francia. La caratteristica forma a conchiglia, è dovuta all'utilizzo di un apposito stampo, che si può trovare facilmente in Francia (dove l'ho acquistato io), ma anche in Italia nei negozi ben forniti. Sembra che le Madeleines siano state chiamate così in onore di Madeleine Paulmier, pasticciera del XIX secolo, ma altre fonti affermano che Madame Madeleines lavorasse come cuoca al servizio di Stanislaw Leszczynski, il cui genero era Luigi XV di Francia, che onorò la cuoca dando il suo nome a questi dolci.
liberamente tratto da "Les Madeleines salées et sucrée de Sophie"
Ingredienti per 18 madeleines medie
80 gr di farina 00 (autolievitante, se non l'avete, unite 8 gr. di lievito per dolci cioè ½ bustina)*
80 gr. di zucchero semolato
80 gr. di zucchero semolato
80 gr. di burro
2 uova
1 mela piccola grattugiata
1 mela piccola grattugiata
15 gr. di nocciole tritate finemente (per quelle di Giffoni I.G.P.)
Fondere il burro in un tegamino a bagnomaria, oppure nel microonde. In una ciotola mescolare la farina setacciata precedentemente con il lievito e lo zucchero. Prendere le uova e separare i tuorli dagli albumi, unire i primi al mix di farina e zucchero e sbattere leggermente i secondi, senza montarli, poi unirli al composto. Versare il burro fuso e mischiare bene. Unire infine la mela e le nocciole e mescolare ancora. Adesso c'è la parte importante per la buona riuscita della ricetta... il passaggio in frigorifero! Dovete far raffreddare il composto per 8-9 ore, questo permetterà alle Madeleines di formare la classica gobba, a causa dello shock termico dovuto al passaggio dal frigorifero al forno. Dopo il passaggio in frigorifero, impostare la temperatura del forno a 220°C, versare il composto nell'apposito stampo (imburrato ed infarinato se di metallo, il mio è in silicone...) e cuocere per 4 minuti, poi abbassare la temperatura a 180°C e cuocere per altri 4-5 minuti (regolatevi in base al vostro forno). Sbirciate nel forno e vedrete crescere la famosa gobba.. meraviglioso! Ma non andatevene in giro a sbrigare altre faccende, le Madeleines non vanno perse di vista, appena vedrete i bordi dorati, è il momento di sfornare. Lasciar raffreddare e mangiare, anche se io, di solito, non resisto e ne assaggio una calda! Si conservano bene per qualche giorno in una scatola di latta, ma visto che una tira l'altra, non so se arriveranno al giorno dopo...
* scusate.... mi ero dimenticata di specificare la quantità di lievito!
Con questa ricetta partecipo al contest di Patrizia la Melagranata!.. Christmas finger food
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