Visualizzazione post con etichetta carne. Mostra tutti i post
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martedì 18 aprile 2017
Chicken Meatloaf - Polpettone di pollo
Un polpettone delizioso, morbido e saporito, che accontenterà grandi e piccoli... La ricetta la trovate qui, sul blog dello Starbooks!
giovedì 19 gennaio 2017
venerdì 25 settembre 2015
Un Risotto per ricominciare... a cucinare!!!
Sono passati mesi dall'ultimo post che ho scritto. La mia vita è diversa molto ma molto più ricca, da un po' di mesi c'è un meraviglioso fagottino rosa a riempire di dolcezza le mie giornate... Questo è il motivo della mia assenza da questi schermi... Il tempo non basta mai, e la voglia di cucinare scarseggiava! Adesso sta finalmente tornando :)))
La scusa per ricominciare me l'ha data un'altra volta lo Starbooks, che è tornato dopo la pausa estiva. e con un libro meraviglioso: quale? Scopritelo qui
La scusa per ricominciare me l'ha data un'altra volta lo Starbooks, che è tornato dopo la pausa estiva. e con un libro meraviglioso: quale? Scopritelo qui
lunedì 27 ottobre 2014
Lasagna alla segale, con ragù d'anatra, cipolle caramellate e vellutata all'arancia e zenzero
Trovare sua Maestà La Lasagna come ricetta della sfida di Ottobre dell'MTC, mi ha reso felice, anzi di più!!!
Amo mettere le mani in pasta da quando ho iniziato a cucinare per piacere (quindi in età già "adulta"), perché vedere come uova e farina si trasformano con il lavoro delle mani, mi dà gioia e soddisfazione come poche altre cose in cucina :) E risveglia i dolci ricordi del lavoro sapiente di mani esperte e appassionate della mia famiglia.
Detto questo, non posso che ringraziare Sabrina, vincitrice del mese di Settembre dell'MTC per la sua graditissima scelta, per aver condiviso la sua esperienza e quella della sua mamma, e per essere una persona che: "..va a sentimento...", perché il sentimento e la passione, sono, per me, il motore della cucina!!!
Nell'ultimo periodo preparo spesso la sfoglia con la farina di segale. E' un gusto che conosco da sempre visto che, dove sono nata, in Valtellina, il pane tipico è una sorta di ciambella bassa, che viene chiamata semplicemente "segale". La crosta di questo pane è sottile e croccante e la mollica morbida e molto alveolata. E' un pane meraviglioso da farcire, per preparare panini gustosi con gli altri deliziosi prodotti della valle, come bresaola e Scimudin. Ma anche da solo è stupendo.
Della farina di segale, che è una farina povera di glutine e proteine, amo il sapore un po' rustico che dona al risultato finale, e trovo che si sposi a meraviglia con i ragù di carne, in questo caso d'anatra, ma anche con i condimenti di verdure.
per il brodo d'anatra
poco olio extravergine d'oliva
gli ossi delle cosce d'anatra, ben ripuliti
una carota tagliata a pezzi
Amo mettere le mani in pasta da quando ho iniziato a cucinare per piacere (quindi in età già "adulta"), perché vedere come uova e farina si trasformano con il lavoro delle mani, mi dà gioia e soddisfazione come poche altre cose in cucina :) E risveglia i dolci ricordi del lavoro sapiente di mani esperte e appassionate della mia famiglia.
Detto questo, non posso che ringraziare Sabrina, vincitrice del mese di Settembre dell'MTC per la sua graditissima scelta, per aver condiviso la sua esperienza e quella della sua mamma, e per essere una persona che: "..va a sentimento...", perché il sentimento e la passione, sono, per me, il motore della cucina!!!
Nell'ultimo periodo preparo spesso la sfoglia con la farina di segale. E' un gusto che conosco da sempre visto che, dove sono nata, in Valtellina, il pane tipico è una sorta di ciambella bassa, che viene chiamata semplicemente "segale". La crosta di questo pane è sottile e croccante e la mollica morbida e molto alveolata. E' un pane meraviglioso da farcire, per preparare panini gustosi con gli altri deliziosi prodotti della valle, come bresaola e Scimudin. Ma anche da solo è stupendo.
Della farina di segale, che è una farina povera di glutine e proteine, amo il sapore un po' rustico che dona al risultato finale, e trovo che si sposi a meraviglia con i ragù di carne, in questo caso d'anatra, ma anche con i condimenti di verdure.
Lasagna alla segale, con ragù d'anatra, cipolle caramellate e vellutata all'arancia e zenzero
Ingredienti per 4 persone
per il ragù d'anatra
4 cosce d'anatra
1 cipolla rossa piccola, tritata finemente
1 carota, tritata finemente
1 gambo di sedano, tritato finemente
50 g di pancetta di maiale, tritata finemente
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
mezzo bicchiere di vino bianco secco
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 foglia d'alloro
3-4 bacche di ginepro
1 pezzetto di anice stellato
1 chiodo di garofano
300 g di polpa di pomodoro
un pizzico di zucchero
sale e pepe q.b.
per il brodo d'anatra
poco olio extravergine d'oliva
gli ossi delle cosce d'anatra, ben ripuliti
una carota tagliata a pezzi
un gambo di sedano tagliato a pezzi
una cipolla media tagliata a metà
qualche grano di pepe nero
per la cipolla caramellata
1 cipolla rossa media, tagliata ad anelli di 3-4 mm di spessore
un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
un cucchiaino di aceto balsamico di Modena
un cucchiaino di zucchero di canna
sale e pepe q.b.
per la vellutata all'arancia e zenzero
una cipolla media tagliata a metà
qualche grano di pepe nero
per la cipolla caramellata
1 cipolla rossa media, tagliata ad anelli di 3-4 mm di spessore
un cucchiaio di olio extravergine d'oliva
un cucchiaino di aceto balsamico di Modena
un cucchiaino di zucchero di canna
sale e pepe q.b.
per la sfoglia
150 g di farina di segale
150 g di farina bianca 0
3 uova
per la vellutata all'arancia e zenzero
1 litro circa di brodo vegetale (preparato con sedano, carota e cipolla)
la scorza di una piccola arancia non trattata
3 cm di zenzero fresco, pelato e grattugiato
120 g di burro
130 g di farina bianca
sale e pepe q.b.
per il condimento
1 cipolla rossa (possibilmente di Tropea)
un goccio di aceto balsamico di Modena
un cucchiaino raso di zucchero di canna
un pizzico di sale
un pizzico di pepe
100 g di Pecorino dolce pepato, grattugiato grossolanamente
70 g di Parmigiano grattugiato
Iniziare preparando il ragù, magari il giorno prima. Disossare le cosce d'anatra, eliminando anche la pelle, e cercando di non lasciare carne attaccata all'osso. Passare al tritacarne la polpa ottenuta e mettere in frigorifero. Il peso della polpa che ho ricavato io era di 750 g circa. Con le ossa, preparate il brodo che servirà per il ragù, Mettere le ossa in una casseruola in cui avrete versato un filo d'olio. Unire la cipolla, con la parte tagliata rivolta verso il fondo della casseruola, poi carota, sedano e pepe. Far rosolare a fuoco medio, girando gli ossi ogni tanto, finché non saranno ben dorati. Unire 1,5 litri d'acqua circa, abbassare il fuoco e far sobbollire per un'ora circa, schiumando quando necessario. Trasferire il brodo in un contenitore, filtrandolo attraverso un colino. Farlo raffreddare immergendo il contenitore in acqua e ghiaccio poi trasferirlo in frigorifero.
In una casseruola, possibilmente in ghisa o in coccio, e su fuoco medio, far rosolare il trito di carota, sedano, cipolla e pancetta con l'olio finché sarà morbido. Unire la carne tritata, alzare la fiamma e far rosolare anche la carne, poi sfumare con il vino bianco. Mettere alloro, ginepro, anice stellato e pepe in una garzina, chiudere con spago da cucina e aggiungere alla carne. Unire anche la polpa di pomodoro e un pizzico di zucchero. Abbassare la fiamma al minimo (io metto anche una retina spargifiamma) e far sobbollire, semicoperto, per un'ora e mezza circa, unendo il brodo, precedentemente sgrassato e riscaldato, se il ragù dovesse asciugarsi troppo e regolare di sale e pepe. A fine cottura dovrà risultare morbido e non asciutto.
Per preparare la cipolla caramellata, mettere olio e cipolla in un padellino e cuocere su fuoco dolce, mescolando ogni tanto, per 5-7 minuti circa, unendo poca acqua se si dovesse asciugare. Unire l'aceto e lo zucchero e far caramellare. Regolare di sale e pepe. Far raffreddare e tenere da parte.
Per preparare la sfoglia e stenderla con il matterello, vi riporto le indicazioni date al tempo delle tagliatelle. Però, nel caso della lasagna, non stendete l'impasto troppo sottile, la sfoglia della lasagna si deve sentire! Un millimetro circa di spessore va bene.
"La dose della farina è indicativa, perchè dipende dalla sua capacità di assorbimento e dalle dimensioni delle uova, che andrebbero utilizzate a temperatura ambiente. Per prima cosa setacciare la farina per darle aria, formare la fontana e mettere al centro le uova (sgusciate a parte, e preferibilmente a temperatura ambiente), batterle con una forchetta, iniziando ad amalgamare poca farina per volta per addensarle, evitando che, rompendo l'anello, scappino fuori... Coprire le uova con la restante farina e, aiutandovi con una spatola che va inserita sotto il composto, cercate di ammassarlo. Mettete in una ciotola e coprire (per evitare la formazione della crosta che comprometterebbe il risultato finale). Lavatevi le mani per eliminare i residui di pasta che si sono seccati, e che potrebbero provocare forellini nella sfoglia, e pulite anche la spianatoia. Riprendete l'impasto e lavoratelo, facendolo rotolare velocemente premendolo verso l'esterno, (non schiacciatelo mai verso il basso), fino ad ottenere un composto liscio al tatto. Non lavoratelo troppo a lungo se vi piace la sfoglia un pò ruvida.... Durante la lavorazione, dovete fare attenzione a tenere il centro (la parte con le pieghe) sempre coperto, altrimenti rischiate di trovari con un buco e una ciambella. Raccogliete le pieghe al centro e premete. Rimettete l'impasto nella ciotola con la parte delle pieghe verso il basso, coprite e lasciate riposare almeno 20-30 minuti. Questo passaggio è necessario per far rilassare il glutine che si sarà formato durante la lavorazione, e che rende l'impasto elastico. Così sarà molto più semplice stendere la sfoglia con il matterello!
Munitevi di matterello e tiriamo la sfoglia. Mai usato il matterello? Ecco le regole da rispettare ... non tenere mai le mani parallele al tavolo, perchè schiacciereste solo la sfoglia senza tirarla, anzi, potrebbe attaccarsi alla spianatoia. Tenete i polsi rasenti al piano, e spingete il matterello verso l'esterno con le mani, dai polsi alle punte delle dita. Questo è il movimento corretto, che farà estendere la vostra sfoglia, inoltre lavorerete su una superficie più ampia.
Riprendete l'impasto dalla ciotola e mettetelo sul tagliere con la parte delle pieghe verso il basso, e cominciate a stendere con il movimento verso l'esterno, ruotando ogni volta la sfoglia di pochi gradi, finchè l'impasto non sarà abbastanza grande da tenerne la metà fuori dal tagliere. D'ora in poi, sposterete la sfoglia arrotolandola sul matterello. La prima parte da assotigliare è il centro, quindi arrotolate la sfoglia sul matterello, e premendo muovetelo avanti e indietro, ripetendo il movimento almeno tre volte. Sollevatela, giratela, srotolatela e cercate di recuperare uno spessore omogeneo. Osservate la sfoglia, si muove verso l'esterno? Bene, state lavorando correttamente! Se invece il cerchio non si allarga, c'è qualcosa che non va... o la sfoglia si è attaccata al tagliere e non si allarga, o il movimento con il matterello lo state facendo verso il basso e non verso l'esterno! Potrete rimediare staccando l'impasto dal tagliere nel primo caso, o correggendo il movimento nel secondo, ma non perdetevi d'animo! Quando avrete raggiunto lo spessore desiderato, che di solito è piuttosto sottile (ma seguite il vostro gusto) fermatevi, e lasciate la sfoglia stesa sul tagliere ad asciugare, fino a quando piegandola e premendola, riuscirete a tagliarla con un dito come si farebbe con un tagliacarte."
Per preparare la vellutata, in un pentolino portare quasi al bollore il brodo vegetale con la scorza d'arancia e lo zenzero, spegnere il fuoco, coprire con il coperchio e lasciar riposare per 10 minuti circa. Questo passaggio farà in modo che il brodo si insaporisca bene con gli aromi.
Fondere il burro in una casseruola capiente su fuoco basso, unire la farina e cuocere, mescolando con un cucchiaio di legno per 5-6 minuti. Unire il latte, poco alla volta per evitare la formazione di grumi, e mescolare con una frusta. Portare al bollore su fuoco medio, senza smettete di mescolare. Quando la salsa inizia ad addensarsi, continuare la cottura per 10 minuti circa, sempre mescolando. Insaporire con sale e pepe, coprire con pellicola per alimenti a contatto, per evitare la formazione della crosticina.
Tagliare la sfoglia con una rotella tagliapasta in rettangoli delle dimensioni circa della teglia di cottura (la mia è di 20x30 cm circa). Sbollentarle in acqua bollente, passarle in acqua fredda e farle asciugare su uno strofinaccio da cucina pulitissimo.
Preriscaldare il forno a 180°C.
Per comporre la lasagna, versare poca vellutata sul fondo della teglia e spalmarla uniformemente. Mettere la prima sfoglia, poi il ragù d'anatra, la vellutata, un po' di Pecorino fresco e un po' di Parmigiano.
Ripetere gli strati, facendone anche uno con la cipolla caramellata, fino a riempire la teglia. Dopo aver messo l'ultima sfoglia, versare la vellutata e poco ragù, mescolandoli leggermente. Cospargere con del Parmigiano ed infornare per 20-25 minuti circa (il mio Amore vuole sempre una leggere crosticina...). Sfornare e lasciar riposare 10 minuti prima di servire.
Mi sono avanzati sia del ragù che della sfoglia, giusti per una porzione di tagliatelle :)
Buon appetito!!!
mercoledì 15 ottobre 2014
Insanity Burger
Può un burger essere folle...???
Se la ricetta è di Jamie Oliver... sì!!!
Trovate tutto qui, sul blog dello Starbooks
mercoledì 18 giugno 2014
Curry di Pollo del Principe
Un piatto profumato e ricco di sapori, proveniente da un paese lontano...
La ricetta? Sul blog dello Starbooks
martedì 15 aprile 2014
Poori con lingua di vitello in insalata
Cristiana Beuf à la mode, la vincitrice dell'MTC di Marzo con il suo soufflé, e la Ale , con la sua mente sempre in fermento, della serie: 100 ne pensa e 1000 ne fa (ma come faccia a fare tutto, non riuscirò mai a capirlo!!!) sono state coraggiose nella scelta della "ricetta" di questo mese. Sì, perché per la più istruttiva, divertente e folle sfida della blogosfera culinaria... l'MTC, questo mese si cucina il Quinto Quarto!!! E a me piacciono le persone coraggiose ;)
Mescolare le farine in una ciotola capiente insieme al sale. Aggiungere il burro chiarificato (o l'olio) e amalgamarlo con le mani, poi incorporare acqua sufficiente a formare un composto sodo. Formare una palla e mettere a riposare in una ciotola, coperto da uno canovaccio umido per almeno 30 minuti.
Prendere dei pezzetti dall'impasto gradi come delle grosse biglie e appiattirli con un matterello, per ottenere dei dischi di circa 6 cm di diametro, sottili ma non troppo. La ricetta li prevedeva del diametro di 4 cm, io ho preferito farli un po' più grandi per farcirli meglio. Volendo, si può stendere l'impasto in una sfoglia con il matterello e ricavare dei dischi con un coppapasta.
In una padella per fritti (per me il wok) portare il burro (o l'olio) a 180°C, o finché un dado di pane non scurisce in 30 secondi, quindi ridurre un poco la fiamma. Procedendo in serie, friggere i dischi, pochi per volta, per circa uno o due minuti, finché saranno gonfi e dorati, quindi scolare e far asciugare dall'unto in eccesso su carta assorbente da cucina. Non tutti i poori si sono gonfiati a dovere, poi ho scoperto che sarebbe meglio, non appena i dischi sono stati fatti scivolare nella padella, premerli leggermente con il ragno per fritti ;) Sarà utile per la prossima volta, perché ci sarà sicuramente... è stato amore a prima vista per questi poori!
I poori si conservano bene in una scatola di latta per almeno tre giorni, probabilmente anche di più, ma i miei sono finiti prima
Con il quinto quarto ho sempre avuto un rapporto problematico... Iniziato quando, a tradimento e da ragazzina, mi fecero assaggiare i testicoli del toro... è stato traumatico! E non solo perché da ragazzina ero parecchio difficile nei gusti. Non so se sia stato questo episodio la causa del mio rapporto difficile con i tagli del quinto quarto, ma non amo il fegato, le cervella e le frattaglie varie.... anche se, per quelle di pesce, faccio un'eccezione. Ma adoro i tagli come la guancia di manzo e la lingua, anche se quest'ultima è stata una scoperta molto più recente... Ed è proprio sulla lingua di vitello che ho deciso di "buttarmi"! In due versioni. La prima ve la propongo oggi :)
POORI CON LINGUA DI VITELLO IN INSALATA
Il Poori o Puri è un tipo di pane fritto della cucina indiana. La ricetta che mi ha ispirato, è il Pani Poori (dove Pani è il condimento e Poori è il pane), in cui questi pani vengono serviti farciti con patate, piselli e spezie, e un'acqua aromatizzata con altre erbe e spezie, anche piccanti, e con il tocco agrodolce di un chutney, solitamente di mango. Ma ho trovato tantissime varianti, a partire dalle farine utilizzate per preparare il poori in cui però, la presenza del semolino è quasi sempre un punto fisso. C'è chi mette il baking powder, chi la soda, chi l'olio e chi no. Insomma, come ogni ricetta della tradizione, anche in India quasi ogni famiglia ha la sua versione originale... Il nome della preparazione varia con il variare della zona in cui si prepara. Si può trovare anche sotto il nome di Golgappa o Puchka.
La ricetta che ho seguito io proviene dal libro: "India in cucina" di Pushpesh Pant, che è una Bibbia della cucina indiana, con oltre 1000 ricette! Qui, oltre al semolino, sono previsti: la farina integrale, il burro chiarificato, il sale e l'acqua.
Ingredienti
per 25-0 poori circa (6 cm di diametro)
65 g di farina integrale + q.b. per infarinare
70 g di semolino
2 cucchiai di burro chiarificato (io ho usato olio di arachidi)
acqua tiepida
sale (mia aggiunta)
Burro chiarificato o olio per friggere ( per me olio di semi di arachidi)
Mescolare le farine in una ciotola capiente insieme al sale. Aggiungere il burro chiarificato (o l'olio) e amalgamarlo con le mani, poi incorporare acqua sufficiente a formare un composto sodo. Formare una palla e mettere a riposare in una ciotola, coperto da uno canovaccio umido per almeno 30 minuti.
L'utilizzo della farina integrale rende l'impasto un po' difficile da lavorare, tende a non stare insieme, ma non dovete aggiungere troppa acqua, perché il composto dovrà risultare piuttosto sodo, ma il riposo aiuterà la lavorabilità. In compenso il gusto sicuramente ci guadagna ;)
Prendere dei pezzetti dall'impasto gradi come delle grosse biglie e appiattirli con un matterello, per ottenere dei dischi di circa 6 cm di diametro, sottili ma non troppo. La ricetta li prevedeva del diametro di 4 cm, io ho preferito farli un po' più grandi per farcirli meglio. Volendo, si può stendere l'impasto in una sfoglia con il matterello e ricavare dei dischi con un coppapasta.
In una padella per fritti (per me il wok) portare il burro (o l'olio) a 180°C, o finché un dado di pane non scurisce in 30 secondi, quindi ridurre un poco la fiamma. Procedendo in serie, friggere i dischi, pochi per volta, per circa uno o due minuti, finché saranno gonfi e dorati, quindi scolare e far asciugare dall'unto in eccesso su carta assorbente da cucina. Non tutti i poori si sono gonfiati a dovere, poi ho scoperto che sarebbe meglio, non appena i dischi sono stati fatti scivolare nella padella, premerli leggermente con il ragno per fritti ;) Sarà utile per la prossima volta, perché ci sarà sicuramente... è stato amore a prima vista per questi poori!
I poori si conservano bene in una scatola di latta per almeno tre giorni, probabilmente anche di più, ma i miei sono finiti prima
per la lingua di vitello in insalata
200 g circa di lingua di vitello, già cotta*
1 patata di media grandezza, lessata
mezza cipolla rossa, se di Tropea meglio ancora
60 g circa di ceci cotti
olio extravergine d'oliva q.b.
aceto bianco di vino q.b.
prezzemolo fresco tritato finemente q.b.
sale e pepe q.b.
Ricavare una dadolata di circa 1 cm dalla lingua, dalle patate e dalla cipolla. Eliminare la pellicina dai ceci e dividerli a metà. Mischiare il prezzemolo tritato con l'olio. In una ciotola capiente mettere tutti gli ingredienti precedentemente prepararti, versare l'olio al prezzemolo e poco aceto e mischiare delicatamente, regolando di sale e pepe. Preservare in frigorifero e lasciar insaporire per alcune ore.
*per la lingua di vitello lessata
1 lingua di vitello (la mia pesava 1 Kg circa - peso lordo)
1 carota grande, tagliata a pezzi grossi
due scalogni, tagliati a metà
un gambo di sedano, tagliato a pezzi
una foglia d'alloro
una fetta di limone (non trattato)
Lavare accuratamente la lingua sotto l'acqua corrente fredda, strofinandola con del sale fino, per eliminare eventuali residui di cibo. In una pentola a pressione, mettere a bollire dell'acqua sufficiente a coprire bene la lingua, unendo carota, scalogni, sedano, alloro, limone e pepe nero. Al bollore aggiungere la lingua, chiudere la pentola e cuocere per 1 ora e 20 - 1 ora e 30 minuti dal fischio (abbassando il fuoco al minimo). Togliere dal fuoco, far sfiatare bene la valvola della pentola prima di aprirla, poi lasciar intiepidire la carne nell'acqua di cottura. Incidere la pelle ed eliminarla. Verrà via senza problemi. Eliminare anche il brodo che sarà molto grasso e non utilizzabile per altre preparazioni. Preservare in frigorifero per le successive preparazioni.
Composizione del piatto. Prendere un poori per volta e con un dito (andrebbe usato il pollice!) picchiettare la superficie, rompendola, per ricavare una ciotolina che andrà riempita con la lingua in insalata.
Si possono farcire con qualche ora d'anticipo. Sistemare sul piatto di portata e servire durante l'aperitivo.
martedì 28 gennaio 2014
"Spezzatino speziato di guancia di manzo, con sedano rapa e pane alle mandorle"... Buon Anno MTC!!!
Il nuovo anno dell'MTChallenge è iniziato alla grande, dopo la pausa di Dicembre. Sì, perché le ormai famosissime sorelle Calugi de "La Cucina Spontanea", dopo aver vinto la sfida di Dicembre con i Maltagliati di farina di castagne con cavolo verza e lardo, hanno proposto una ricetta della tradizione toscana ma anche italiana. E con infinite varianti da nord a sud: lo Spezzatino con patate.
La loro lunga consultazione (con relativi battibecchi!) per la scelta della ricetta, avrebbe potuto essere la stessa anche nella mia famiglia, con le mie sorelle (noi siamo in tre...). Quando vivevamo ancora tutte insieme, i battibecchi certo non mancavano... ma anche l'affetto e la complicità, di quel tipo che può esistere solo tra sorelle. Io sono la più piccola, con tutti i pro e i contro del caso. Ho avuto la strada "spianata" per la libertà di cui ho goduto, grazie a loro... ;) Me le ricordo quando si preparavano per uscire insieme la sera ed io, che ero la "piccolina" e non potevo ancora uscire la sera, le guardavo con un pizzico di sana invidia! Ormai non viviamo più insieme da parecchio tempo, sparse tra la Svizzera, Como e Milano, ma ci vediamo spesso, con ancor più complicità di quando eravamo ragazze, e certe di un legame sempre più forte ed intenso... Il nostro legame è stato fondamentale, anche in uno dei momenti più bui della nostra vita... grazie Valeria e Chiara!!!
Ho pensato tanto alla ricetta da preparare, agli aromi e all'accompagnamento (per la scarpetta), poi ho deciso di rimanere sul classico, ma solo nella scelta della carne! Il taglio è quello che prediligo per i brasati e le lunghe cotture in genere: la guancia di manzo. L'ho prenotata con anticipo dal mio macellaio perché, vista la scarsa richiesta, non sempre ce l'ha. Se non l'avete mai provata, vi consiglio di farlo perché è spettacolare!!! A fine cottura si scioglie letteralmente in bocca, ed è anche poco costosa ;) Scelta la carne, mancava tutto il resto! Sono in un periodo "fusion" (che fa tanto tendenza!), così miele e salsa di soia sono finite nella marinata, insieme al pepe lungo e allo sherry. Alle patate ho sostituito il sedano rapa. Si sposa benissimo alla carne e mi piaceva l'idea dell'effetto visivo simile a quello delle patate. Quale pane abbinare a questi sapori? Io ho pensato che un pane alle mandorle sarebbe stato perfetto, e così è stato!
Ingredienti per 6 persone
1,2 kg circa di guancia di manzo (due guance)
1 cipolla rossa, affettata finemente
olio extravergine d'oliva
due manciate di farina bianca (o amido di mais per i celiaci, sciolto in poca acqua fredda)
1 kg circa di sedano rapa, pelato e tagliato a cubi di 2-3 cm circa
brodo vegetale q.b. (home made)
sale q.b.
per la marinata
4 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di sherry secco
2 cucchiai scarsi di miele di castagno
5-6 grani di pepe lungo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Eliminare la parte esterna di grasso duro dalla guancia di manzo poi ricavare dei cubi di 2-3 cm e metterli in due sacchetti medi per congelare (o in uno grande).
Preparare la marinata mischiando bene tutti gli ingredienti in una ciotola e versarne metà in un sacchetto e metà nell'altro. Chiudere bene con l'apposito laccetto e capovolgere il sacchetto in modo che la marinata si distribuisca bene su tutta la carne. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno un'ora. La marinatura nel sacchetto è molto comoda, perché così i liquidi sono sempre a contatto con la carne, e non è necessaria una gran quantità di marinata.
In una casseruola di ghisa ampia (o altro tegame adatto alle lunghe cotture), far appassire la cipolla con poco, poi metterla da parte. Far rosolare la carne, sgocciolata dalla marinata (tenete il pepe lungo), in qualche cucchiaio d'olio e in due volte, per evitare l'effetto "bollitura". Rimettere tutta la carne nella casseruola, salarla e cospargerla con la farina. Unire la cipolla, il pepe lungo, mescolare e unire tanto brodo quanto ne serve a coprirla appena. Far cuocere su fuoco basso per circa 2 ore, mescolando ogni tanto e unendo altro brodo, se necessario. Dopo 1 ora e ½ circa, aggiungere il sedano rapa e cuocere per altri 25-30 minuti.
L'etichetta gluten free si riferisce solo allo spezzatino.
Per 3 pani alle mandorle (da una rielaborazione di una ricetta dello chef altoatesino Richard Ploner)
180 g di farina 00
50 g di farina di segale
30 g di farina di farro
2 g di lievito di birra secco (oppure 6-7 g di quello fresco)
½ cucchiaino di zucchero
180 g di acqua tiepida
150 g di mandorle macinate
qualche goccia di essenza di mandorle
5 g di sale
mandorle intere, per decorare
In una ciotolina mettere il lievito, lo zucchero e 50 g circa di acqua tiepida (presa dal totale). Coprire con della pellicola e attendere 15 minuti circa o finché vedrete che il lievito si è attivato formando della schiumetta. Versare le farine nella ciotola dell'impastatrice (o in un recipiente), unire il lievito, le mandorle macinate, l'essenza di mandorle ed iniziare ad impastare a bassa velocità, unendo la restante acqua poca per volta. Dopo un minuto circa unire anche il sale e continuare ad impastare aumentando al velocità, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che si stacca dalle pareti. Ogni tanto potrebbe essere necessario ribaltare il composto con una spatola. Formare una palla sulla spianatoia infarinata e mettere nuovamente nella ciotola infarinata. Coprire con un telo umido e lasciar lievitare nel forno spento, fino al raddoppio. Saranno necessarie 1 ora e ½ - 2 ore. Rovesciare l'impasto su un piano infarinato, prendere un lembo e portarlo verso il centro. Proseguire prendendo i lembi a lato del precedente, fino a chiudere il giro. Serve per dare struttura all'impasto. Preriscaldare il forno a 200-210°C. Dividere il composto in tre parti, formare una palla poi rotolarla fino ad ottenere dei rotoli lunghi 15-18 cm. Trasferire su una teglia rivestita con carta forno e con la chiusura verso il basso. Coprire con un telo leggermente infarinato e lasciar lievitare ancora 20-25 minuti. Con un coltello affilato e con delicatezza, praticare un taglio per quasi tutta la lunghezza del pane. Spruzzare dell'acqua sul pane e posizionare una fila di mandorle nel solco. Infornare e cuocere per 25-30 minuti.
Servire lo spezzatino ben caldo e con delle fette di pane alle mandorle nel piatto.
Un pasto magnifico!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Gennaio 2014
La loro lunga consultazione (con relativi battibecchi!) per la scelta della ricetta, avrebbe potuto essere la stessa anche nella mia famiglia, con le mie sorelle (noi siamo in tre...). Quando vivevamo ancora tutte insieme, i battibecchi certo non mancavano... ma anche l'affetto e la complicità, di quel tipo che può esistere solo tra sorelle. Io sono la più piccola, con tutti i pro e i contro del caso. Ho avuto la strada "spianata" per la libertà di cui ho goduto, grazie a loro... ;) Me le ricordo quando si preparavano per uscire insieme la sera ed io, che ero la "piccolina" e non potevo ancora uscire la sera, le guardavo con un pizzico di sana invidia! Ormai non viviamo più insieme da parecchio tempo, sparse tra la Svizzera, Como e Milano, ma ci vediamo spesso, con ancor più complicità di quando eravamo ragazze, e certe di un legame sempre più forte ed intenso... Il nostro legame è stato fondamentale, anche in uno dei momenti più bui della nostra vita... grazie Valeria e Chiara!!!
Ho pensato tanto alla ricetta da preparare, agli aromi e all'accompagnamento (per la scarpetta), poi ho deciso di rimanere sul classico, ma solo nella scelta della carne! Il taglio è quello che prediligo per i brasati e le lunghe cotture in genere: la guancia di manzo. L'ho prenotata con anticipo dal mio macellaio perché, vista la scarsa richiesta, non sempre ce l'ha. Se non l'avete mai provata, vi consiglio di farlo perché è spettacolare!!! A fine cottura si scioglie letteralmente in bocca, ed è anche poco costosa ;) Scelta la carne, mancava tutto il resto! Sono in un periodo "fusion" (che fa tanto tendenza!), così miele e salsa di soia sono finite nella marinata, insieme al pepe lungo e allo sherry. Alle patate ho sostituito il sedano rapa. Si sposa benissimo alla carne e mi piaceva l'idea dell'effetto visivo simile a quello delle patate. Quale pane abbinare a questi sapori? Io ho pensato che un pane alle mandorle sarebbe stato perfetto, e così è stato!
Ingredienti per 6 persone
1,2 kg circa di guancia di manzo (due guance)
1 cipolla rossa, affettata finemente
olio extravergine d'oliva
due manciate di farina bianca (o amido di mais per i celiaci, sciolto in poca acqua fredda)
1 kg circa di sedano rapa, pelato e tagliato a cubi di 2-3 cm circa
brodo vegetale q.b. (home made)
sale q.b.
per la marinata
4 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di sherry secco
2 cucchiai scarsi di miele di castagno
5-6 grani di pepe lungo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
Eliminare la parte esterna di grasso duro dalla guancia di manzo poi ricavare dei cubi di 2-3 cm e metterli in due sacchetti medi per congelare (o in uno grande).
Preparare la marinata mischiando bene tutti gli ingredienti in una ciotola e versarne metà in un sacchetto e metà nell'altro. Chiudere bene con l'apposito laccetto e capovolgere il sacchetto in modo che la marinata si distribuisca bene su tutta la carne. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno un'ora. La marinatura nel sacchetto è molto comoda, perché così i liquidi sono sempre a contatto con la carne, e non è necessaria una gran quantità di marinata.
In una casseruola di ghisa ampia (o altro tegame adatto alle lunghe cotture), far appassire la cipolla con poco, poi metterla da parte. Far rosolare la carne, sgocciolata dalla marinata (tenete il pepe lungo), in qualche cucchiaio d'olio e in due volte, per evitare l'effetto "bollitura". Rimettere tutta la carne nella casseruola, salarla e cospargerla con la farina. Unire la cipolla, il pepe lungo, mescolare e unire tanto brodo quanto ne serve a coprirla appena. Far cuocere su fuoco basso per circa 2 ore, mescolando ogni tanto e unendo altro brodo, se necessario. Dopo 1 ora e ½ circa, aggiungere il sedano rapa e cuocere per altri 25-30 minuti.
L'etichetta gluten free si riferisce solo allo spezzatino.
Per 3 pani alle mandorle (da una rielaborazione di una ricetta dello chef altoatesino Richard Ploner)
180 g di farina 00
50 g di farina di segale
30 g di farina di farro
2 g di lievito di birra secco (oppure 6-7 g di quello fresco)
½ cucchiaino di zucchero
180 g di acqua tiepida
150 g di mandorle macinate
qualche goccia di essenza di mandorle
5 g di sale
mandorle intere, per decorare
In una ciotolina mettere il lievito, lo zucchero e 50 g circa di acqua tiepida (presa dal totale). Coprire con della pellicola e attendere 15 minuti circa o finché vedrete che il lievito si è attivato formando della schiumetta. Versare le farine nella ciotola dell'impastatrice (o in un recipiente), unire il lievito, le mandorle macinate, l'essenza di mandorle ed iniziare ad impastare a bassa velocità, unendo la restante acqua poca per volta. Dopo un minuto circa unire anche il sale e continuare ad impastare aumentando al velocità, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che si stacca dalle pareti. Ogni tanto potrebbe essere necessario ribaltare il composto con una spatola. Formare una palla sulla spianatoia infarinata e mettere nuovamente nella ciotola infarinata. Coprire con un telo umido e lasciar lievitare nel forno spento, fino al raddoppio. Saranno necessarie 1 ora e ½ - 2 ore. Rovesciare l'impasto su un piano infarinato, prendere un lembo e portarlo verso il centro. Proseguire prendendo i lembi a lato del precedente, fino a chiudere il giro. Serve per dare struttura all'impasto. Preriscaldare il forno a 200-210°C. Dividere il composto in tre parti, formare una palla poi rotolarla fino ad ottenere dei rotoli lunghi 15-18 cm. Trasferire su una teglia rivestita con carta forno e con la chiusura verso il basso. Coprire con un telo leggermente infarinato e lasciar lievitare ancora 20-25 minuti. Con un coltello affilato e con delicatezza, praticare un taglio per quasi tutta la lunghezza del pane. Spruzzare dell'acqua sul pane e posizionare una fila di mandorle nel solco. Infornare e cuocere per 25-30 minuti.
Servire lo spezzatino ben caldo e con delle fette di pane alle mandorle nel piatto.
Un pasto magnifico!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Gennaio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
Steak & Mushroom Pie
Ho scoperto gli Hairy Bikers, ovvero Si King & Dave Myers e il loro libro sulle Perfect Pies, durante una delle mie scorribande su Amazon UK. I loro volti simpatici, sorridenti e rassicuranti, mi hanno "spinta" verso un acquisto immediato ed istintivo!
Ho imparato che, spesso, seguire l'istinto è la via migliore...
In questo bellissimo libro ci sono pie per tutti i gusti. Per quelli che amano la doppia pasta, per chi la preferisce singola e per chi non la vuole proprio! Per chi vivrebbe di sola carne e pesce, chi di sole verdure e chi sempre e solo di dolci :) Io non ho preferenze, mi piacciono tutte!!!
Da questa "Bibbia", ho scelto di provare una ricetta tra le più tradizionali, la Steak & Mushroom Pie, sicura di fare la felicità della famiglia...
Come spiegano gli autori nell'introduzione alla ricetta, il taglio di carne da utilizzare per il ripieno è il chuck steak - cioè la spalla di manzo. E' un taglio economico, che dona un ottimo gusto a questa old-fashioned pie, che in Inghilterra tutti conoscono e amano.
Il macellaio a cui chiederete la chuck steak potrebbe mostrarsi abbastanza perplesso davanti alla vostra richiesta, probabilmente perché non è abituato a sentirsi chiedere la spalla di manzo... Non fatevi intimorire e spiegategli a cosa vi serve, così vi capirà sicuramente. L'importante è che la carne sia del tipo adatta alle lunghe cotture (stiamo parlando di uno spezzatino), quindi non troppo magra, ma ricca di tessuto connettivo.
In questo bellissimo libro ci sono pie per tutti i gusti. Per quelli che amano la doppia pasta, per chi la preferisce singola e per chi non la vuole proprio! Per chi vivrebbe di sola carne e pesce, chi di sole verdure e chi sempre e solo di dolci :) Io non ho preferenze, mi piacciono tutte!!!
Da questa "Bibbia", ho scelto di provare una ricetta tra le più tradizionali, la Steak & Mushroom Pie, sicura di fare la felicità della famiglia...
Come spiegano gli autori nell'introduzione alla ricetta, il taglio di carne da utilizzare per il ripieno è il chuck steak - cioè la spalla di manzo. E' un taglio economico, che dona un ottimo gusto a questa old-fashioned pie, che in Inghilterra tutti conoscono e amano.
Il macellaio a cui chiederete la chuck steak potrebbe mostrarsi abbastanza perplesso davanti alla vostra richiesta, probabilmente perché non è abituato a sentirsi chiedere la spalla di manzo... Non fatevi intimorire e spiegategli a cosa vi serve, così vi capirà sicuramente. L'importante è che la carne sia del tipo adatta alle lunghe cotture (stiamo parlando di uno spezzatino), quindi non troppo magra, ma ricca di tessuto connettivo.
tra parentesi e/o in corsivo le mie note
Steak & Mushroom Pie
da Perfect Pies, The Hairy Bikers
Ingredienti per 4-6 persone
750 g di spalla di manzo, pulita da cartilagini e grasso duro
2-3 cucchiai di olio di semi di girasole (per me, extravergine d'oliva)
3 cucchiai di farina bianca
2 cipolle medie, tagliate a metà e affettate
2 spicchi d'aglio, tritati finemente (per me solo uno)
150 ml di vino rosso
2 cucchiaini di Worcestershire sauce
500 ml di brodo di manzo, preparato con un dado da brodo (per me fatto in casa)
1 foglia d'alloro
25 g di burro
250 g di funghi castagna*, puliti con un panno e tagliati a metà o in quarti, se grandi
sale in fiocchi
pepe nero macinato fresco
Shortcrust pastry - Pasta brisée
400 g di farina bianca, più quella per stendere l'impasto
250 g di burro freddo, tagliato a cubetti
1 uovo grande, sbattuto con 2 cucchiai d'acqua fredda
1 uovo sbattuto, per spennellare
*I funghi castagna corrispondono ai nostri cremini, che sono simili agli champignon, ma color crema e più saporiti. Io ho utilizzato i porcini raccolti in montagna e congelati.
Uno stampo da pie di 23 cm di diametro (quindi piuttosto profondo - circa 5 cm - altrimenti non riuscirà a contenere tutto il ripieno, e con il bordo largo).
Tagliare la carne in cubi irregolari di circa 3 cm, salare e pepare. Scaldare 1-2 cucchiai d'olio in una padella, e friggere la carne, su fuoco alto, finché sarà completamente rosolata. Procedere in due volte, per non riempire troppo la padella (pena la lessatura e non la rosolatura della carne), unendo altro olio se necessario. Trasferire la carne in una casseruola adatta al forno (io ne ho utilizzata una in ghisa) e cospargerla con la farina. Preriscaldare il forno a 150°C o 130°C se ventilato.Versare un altro cucchiaio di olio nella padella, e cuocere l'aglio e le cipolle per 5 minuti, finché saranno morbidi e dorati.
Deglassare con il vino rosso, o l'acqua se non avete il vino. Unire la Worcestershire sauce e portare al bollore, mescolando continuamente, per staccare i sedimenti dal fondo della padella. Versare la salsa sopra la carne nella casseruola, versare anche il brodo ed unire la foglia d'alloro. Portare a bollore, coprire con il coperchio e cuocere in forno per 1 ora e ½. Sciogliere il burro nella padella e cuocere i funghi per 5 minuti, rimestando, finché saranno leggermente dorati. Aggiungerli alla carne e cuocere per altri 30 minuti, sempre in forno. Lasciar raffreddare. Io ho preparato lo spezzatino il giorno precedente, in modo da averlo ben freddo al momento di farcire la pie.
Per preparare la pasta brisée, mettere la farina e il burro in un mixer, ed azionare la funzione "pulse", fino ad ottenere un composto sbriciolato. Sempre con il mixer in funzione, unire l'uovo sbattuto e l'acqua, finché la pasta comincia a stare insieme formando una palla. Prelevare dal mixer e dividere l'impasto in ⅔ per la base e ⅓ per il coperchio. Formare delle palle leggermente appiattite. Se preferite, potete preparare la brisée a mano. In questo caso, seguite le preziose indicazioni fornite dagli autori, che vi riporto sotto.
Preriscaldare il forno a 210°C oppure a 190°C se ventilato. Stendere la palla d'impasto più grande su una superficie infarinata, ed usarla per rivestire lo stampo (non viene specificato a quale spessore stendere l'impasto, regolatevi in base allle dimensioni dello stampo). Mettere il ripieno di carne e funghi e spennellare i bordi della brisée con l'uovo sbattuto. Stendere l'impasto rimanente e posizionarlo delicatamente sopra al ripieno. Tagliare l'eccesso di pasta e arricciare i bordi, poi spennellare con l'uovo sbattuto. Infornare e cuocere per 30 minuti, fino a che la pasta sarà dorata e il ripieno bollente.
Io ho dovuto cuocere la pie per quasi 15 minuti in più.
Pasta brisée preparata a mano
- Pesare gli ingredienti e mettere la farina in una ciotola. Tagliare il burro freddo a cubetti ed unirlo alla farina, strofinando con la punta delle dita, fino ad ottenere delle briciole grossolane. Tagliare il burro a cubetti, permette di unirlo alla farina con più rapidità e di evitare che si sciolga. Utilizzare la punta delle dita, serve a mantenere l'impasto fresco, in modo da ottenere una brisée più leggera e friabile. L'idea è quella di rivestire tutti i cubetti di burro con la farina. Sollevare il composto sopra la ciotola mentre si strofina, serve ad arieggiarlo il più possibile.
- Adesso è il momento di aggiungere le uova, l'acqua o il latte, in base alla ricetta scelta. E' possibile rompere le uova direttamente nella ciotola - evitando di dover lavare un contenitore in più! - ma sarebbe meglio romperle prima in una piccola ciotola. Aggiungere il liquido con una mano, mentre con l'altra mescolare con un coltello dalla lama arrotondata, fino a che l'impasto sta insieme, e le pareti della ciotola sono pulite.
- Sagomare l'impasto in una palla appiattita così sarà più facile da stendere, pensando però alla forma della vostra pie. Se state preparando una pie quadrata, sagomare l'impasto in un quadrato piuttosto che in un disco. Questa operazione rende la brisée più facile da stendere e diminuisce gli scarti.
- A questo punto, la maggior parte delle ricette prevede di raffreddare la pasta in frigorifero, ma questo rende più difficoltosa la stesura dopo. Per tutte le crostate, Si & Dave pensano che sia meglio stendere l'impasto, foderare la tortiera e far raffreddare la brisée in frigorifero direttamente nello stampo.
Note personali
- Questa pie è ottima e sostanziosa, quindi perfetta per la stagione invernale. Se servita accompagnata da un'insalata, è un piatto unico perfetto per 4 persone, con un buon appetito, che a casa mia non manca! Se la servirete all'interno di un pasto completo, sarà sufficiente per 6 persone.
- Le indicazioni e le dosi della ricetta sono chiare e precise, tranne nell'indicare lo spessore a cui stendere la brisée. Ma non è grosso problema. Come ho scritto qui sopra, regolatevi in base alle dimensioni dello stampo e non avrete problemi.
- Come le amiche che mi hanno preceduta, ho dovuto aumentare anch'io i tempi di cottura. Ma ogni forno, si sa, è fatto a modo suo... A questo punto, credo che il forno degli Hairy Bikers sia molto più potente dei nostri!
- Quando cuocio delle torte con un ripieno piuttosto umido, come in questo caso, per la metà del tempo previsto dalla ricetta, posiziono lo stampo sul ripiano più basso del forno, per favorire la cottura della base.
- Vi consiglio di lasciar riposare la pie almeno 25-30 minuti prima di tagliarla, altrimenti l'operazione risulterà difficile, in particolare per la prima fetta. Il fondo, soprattutto verso il centro della pie, non sarà molto compatto, come si intravede anche nella foto sul libro. Noi l'abbiamo gustata a pranzo, in due, e ne è avanzata poco più della metà. Il giorno successivo l'abbiamo finita, ed era ancora ottima e le fette avanzate erano molto più fotogeniche con il fondo ben compatto.
venerdì 28 giugno 2013
Insalata di faraona con pane carasau, pomodori secchi, caprino e vinaigrette all'olio di noci
Mi piacciono le tradizioni, ed è proprio per questo che aspetto l'ultimo giorno per pubblicare la ricetta per l'MTC di Ale e Dani, per mantenere una tradizione ormai radicata nel mio blog... Scherzi a parte, è più forte di me. Ogni volta mi ripeto che dovrei mettermi all'opera prima, ma spesso l'idea tarda ad arrivare oppure il tempo che manca, grazie alla vita quotidiana che prende il sopravvento...
La scatenato vincitore di Maggio Leo alias Cozzaman, nonché marito della deliziosa Mai , ha pensato ad un piatto fresco ed estivo, ma non per questo sempre semplice da preparare... la Caesar salad.
Io ho pensato ad un'interpretazione un po' diversa, rimanendo nelle regole del gioco. Ho deciso di utilizzare la carne di faraona invece del tradizionale pollo, perché è una carne che mi piace molto, e che è sottovalutata e poco utilizzata in cucina, purtroppo! La presenza del pane carasau (e dei pomodori secchi) rimanda alle mie origini (per metà sarde) anche se, in realtà, avrei voluto utilizzare il Pistoccu, un pane simile ma più spesso, ma non l'ho trovato! Il formaggio fresco al basilico dona freschezza, e la vinaigrette all'olio di noci mette d'accordo tutti gli ingredienti...
La prima operazione da fare è preparare la marinata, unendo tutti gli ingredienti e mescolando bene. Pulire la faraona, eliminando eventuali residui del piumaggio, poi fiammeggiare, sciacquare ed asciugare. Mettere la faraona in un sacchetto per congelare, versare la marinata, sigillare e girare il sacchetto per distribuire il condimento. Far marinare la carne in frigorifero per almeno un'ora o più (se avete tempo). L'utilizzo del sacchetto permette di utilizzare una quantità di marinata inferiore rispetto alla marinatura nella ciotola, e la carne sarà sempre a contatto con il condimento, senza bisogno di girarla. Preriscaldare il forno a 180°C (funzione statico). Bagnare il carasau sotto un getto d'acqua fredda e metterlo su un canovaccio pulito per eliminare l'acqua in eccesso. Quando il pane sarà morbido, metterlo su due teglie da forno capovolte (20-22 cm di diametro), facendolo debordare un po'. Posizionare le teglie sulla placca da forno ed infornare finché il pane non sarà ben asciutto, poi mettere da parte e lasciar raffreddare. Questi saranno i contenitori per l'insalata. Infornare insieme alle ciotole di pane anche degli altri pezzetti di carasau, precedentemente unti d'olio e cosparsi con un po' di origano, fino a doratura.
Sgocciolare la faraona dalla marinata e metterla in una pirofila rivestita con carta forno, che la contenga di misura. Cuocere per 30-40 minuti (sentirete che profumo!!!), secondo la grandezza dei pezzi, poi mettere da parte a raffreddare. Separare la carne dalle ossa, ricavandone dei pezzi non troppo grossi e mettere da parte.
Rotolare il caprino nel trito di basilico e tagliarlo a fette di un cm circa di spessore.
Prendere la ciotola di carasau e disporvi la lattuga spezzettata con le mani, la faraona, i pomodori secchi, il caprino e i crostini.
Preparare la vinaigrette mescolando in una ciotola la senape con l'aceto e un pizzico di sale e pepe. Aggiungere l'olio di noci a filo, sempre mescolando con una frusta, finché saranno emulsionati. Regolare di sale e pepe e condire l'insalata.
Ho provato ad unire all'insalata anche dei pomodorini datterini freschi; è delizioso sentire il gusto dei pomodori secchi e di quelli freschi insieme..
Buon appetito!!!
La scatenato vincitore di Maggio Leo alias Cozzaman, nonché marito della deliziosa Mai , ha pensato ad un piatto fresco ed estivo, ma non per questo sempre semplice da preparare... la Caesar salad.
Io ho pensato ad un'interpretazione un po' diversa, rimanendo nelle regole del gioco. Ho deciso di utilizzare la carne di faraona invece del tradizionale pollo, perché è una carne che mi piace molto, e che è sottovalutata e poco utilizzata in cucina, purtroppo! La presenza del pane carasau (e dei pomodori secchi) rimanda alle mie origini (per metà sarde) anche se, in realtà, avrei voluto utilizzare il Pistoccu, un pane simile ma più spesso, ma non l'ho trovato! Il formaggio fresco al basilico dona freschezza, e la vinaigrette all'olio di noci mette d'accordo tutti gli ingredienti...
Ingredienti per 2 persone
1 cespo di lattuga romana, lavata e asciugata
2-3 pezzi di faraona (petto, cosce - 400 g circa)
2 dischi di pane carasau, più qualche pezzetto per i crostini
qualche pomodoro secco sottolio, ben sgocciolato
1 caprino di latte vaccino,
qualche foglia di basilico, tritata
origano secco q.b.
Per la marinatura al miele e Pastis
1 cucchiaio di miele di timo (o altro miele, io vedrei bene quello di castagno)
1 cucchiaio di salsa di soia
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
il succo filtrato di un piccolo limone
un cucchiaio di Pastis
1 cipollotto, tagliato a rondelle
una spolverata di allspice (pepe garofanato)
Per la vinaigrette all'olio di noci (da un'idea del libro di Paul Gayler "Il libro delle Salse")
1 cucchiaino di senape di Digione
1 cucchiaio di aceto di mele
65 ml di olio di noci
sale e pepe q.b.
La prima operazione da fare è preparare la marinata, unendo tutti gli ingredienti e mescolando bene. Pulire la faraona, eliminando eventuali residui del piumaggio, poi fiammeggiare, sciacquare ed asciugare. Mettere la faraona in un sacchetto per congelare, versare la marinata, sigillare e girare il sacchetto per distribuire il condimento. Far marinare la carne in frigorifero per almeno un'ora o più (se avete tempo). L'utilizzo del sacchetto permette di utilizzare una quantità di marinata inferiore rispetto alla marinatura nella ciotola, e la carne sarà sempre a contatto con il condimento, senza bisogno di girarla. Preriscaldare il forno a 180°C (funzione statico). Bagnare il carasau sotto un getto d'acqua fredda e metterlo su un canovaccio pulito per eliminare l'acqua in eccesso. Quando il pane sarà morbido, metterlo su due teglie da forno capovolte (20-22 cm di diametro), facendolo debordare un po'. Posizionare le teglie sulla placca da forno ed infornare finché il pane non sarà ben asciutto, poi mettere da parte e lasciar raffreddare. Questi saranno i contenitori per l'insalata. Infornare insieme alle ciotole di pane anche degli altri pezzetti di carasau, precedentemente unti d'olio e cosparsi con un po' di origano, fino a doratura.
Sgocciolare la faraona dalla marinata e metterla in una pirofila rivestita con carta forno, che la contenga di misura. Cuocere per 30-40 minuti (sentirete che profumo!!!), secondo la grandezza dei pezzi, poi mettere da parte a raffreddare. Separare la carne dalle ossa, ricavandone dei pezzi non troppo grossi e mettere da parte.
Rotolare il caprino nel trito di basilico e tagliarlo a fette di un cm circa di spessore.
Prendere la ciotola di carasau e disporvi la lattuga spezzettata con le mani, la faraona, i pomodori secchi, il caprino e i crostini.
Preparare la vinaigrette mescolando in una ciotola la senape con l'aceto e un pizzico di sale e pepe. Aggiungere l'olio di noci a filo, sempre mescolando con una frusta, finché saranno emulsionati. Regolare di sale e pepe e condire l'insalata.
Ho provato ad unire all'insalata anche dei pomodorini datterini freschi; è delizioso sentire il gusto dei pomodori secchi e di quelli freschi insieme..
Buon appetito!!!
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mercoledì 10 aprile 2013
Filetto al pepe verde
Cracco introduce la ricetta ricordando il periodo in cui lavorava al ristorante "Da Remo", dove veniva preparata una ricetta che lo colpì molto, per il tipo di cottura. Non era come per la maggior parte delle carni, che venivano cotte alla griglia o arrosto. In questa ricetta, la carne aveva bisogno di una finitura aggiuntiva. La ricetta è il "Filetto al pepe verde". L'aroma fortissimo del pepe verde (in salamoia) veniva ammazzato dall'uso della panna. Invece, la ricetta che propone lui, è senza grassi intorno (così dice, ma in realtà vedrete che non è esattamente così).
(le mie note tra parentesi)
Filetto al pepe verde
da Se Vuoi fare il figo usaa lo Scalogno di Carlo Cracco
Ingredienti per 4 persone
400 g di filetto di vitello pulito
150 g di burro
4 spicchi d'aglio
olio evo (extravergine d'oliva)
sale (fino)
pepe verde fresco in grani* (io ho utilizzato quello in salamoia, ben risciacquato, non avendo a disposizione quello fresco)
*Ho dovuto cercare informazioni sul pepe verde fresco perché, nella ricetta, la spiegazione non è chiara ed è incompleta. Io non avrei saputo come riconoscerlo e dove trovarlo. Qui potete vedere un'immagine del pepe verde fresco, mentre qui trovate una spiegazione più chiara. Questa spezia si presenta sotto forma di grappoli, ha un aroma più volatile rispetto a quello secco, e si conserva in freezer. Si sposa benissimo ai curry ed ai soffritti, e si può trovare nei negozi di gastronomia asiatica.
Preparazione e cottura: 20 minuti
Nota dello chef: lui usa il pepe verde fresco*, scrivendo che, probabilmente, chi legge non lo ha mai visto, ma che cercandolo si trova. Il sapore delle spezie fresche è incredibile. Quelle che si trovano di solito in commercio, sono quelle secche e sono vecchie. Vengono tenute sugli scaffali per anni, alla luce, con l'umidità, etc.. In questo modo, le spezie deperiscono e perdono tutte le loro proprietà più fini ed eleganti, e restano solo il pizzico e l'odore.
In alternativa al filetto, si possono usare la lombata di vitello o lo scamone. L'importante è che la carne sia tenera e tagliata controvena (il taglio controvena permette di ottenere una carne tenerissima, qui è spiegato chiaramente).
Legare la carne con un doppio giro di spago, così le fette avranno una forma gradevole (io ho strofinato la carne con un po' di sale prima di cuocerla, nella ricetta questo passaggio non c'è). Rosolarla in una piccola pentola, possibilmente una casseruola, meglio ancora se di ghisa, con il burro, un cucchiaino d'olio, il pepe e l'aglio camicia, cioè gli spicchi separati ma non sbucciati, che andranno tolti a metà cottura (altrimenti bruciano). Cuocere bene il filetto, per azionare la "reazione di Maillard"**, girarlo per fargli prendere colore su tutti i lati, e proseguire la cottura, a fiamma dolce, per 12 minuti. Fare attenzione in modo da non far bruciare il pepe e la padella, altrimenti vuol dire che avrete sbagliato qualcosa. Togliere il filetto dalla casseruola e lasciarlo riposare per 5 minuti (meglio se avvolto nell'alluminio per mantenerlo al caldo. Con la cottura a temperatura elevata, i succhi della carne si concentrano verso il centro; il riposo permette che i succhi si ridistribuiscano in modo uniforme, con un risultato organolettico migliore, ed un risultato migliore al taglio). Nel frattempo, scolare la maggior parte del burro e togliere il pepe, che va rimesso sulla carne alla fine. Versare mezzo bicchiere d'acqua e sciogliere il fondo della pentola (tranquilli non dovrete fondere la pentola... ma il fondo di cottura che si sarà formato). Quando il "fondo" della pentola si sarà staccato, farlo bollire per tre minuti, fino ad ottenere la consistenza di un sugo legato (senza "leganti" tipo roux, il mio sugo non si è "legato", come si vede nella foto). Volendo esagerare, si può filtrare con il colino (io ho esagerato). Il filetto si può rimettere in forno (ma in forno non ci è mai andato... e soprattutto... a che temperatura? Io lo metterei a 80-90°C, non di più, altrimenti la carne cuocerà ancora), per portarlo ad una temperatura più alta e servirlo con il suo pepe e basta, oppure con una purea di patate bella dolce, ricca e setosa. Mettere la purea sul fondo del piatto, posizionarci sopra il filetto con il pepe, e con tutta la salsa che cola: un piatto fantastico.
In alternativa al filetto, si possono usare la lombata di vitello o lo scamone. L'importante è che la carne sia tenera e tagliata controvena (il taglio controvena permette di ottenere una carne tenerissima, qui è spiegato chiaramente).
Legare la carne con un doppio giro di spago, così le fette avranno una forma gradevole (io ho strofinato la carne con un po' di sale prima di cuocerla, nella ricetta questo passaggio non c'è). Rosolarla in una piccola pentola, possibilmente una casseruola, meglio ancora se di ghisa, con il burro, un cucchiaino d'olio, il pepe e l'aglio camicia, cioè gli spicchi separati ma non sbucciati, che andranno tolti a metà cottura (altrimenti bruciano). Cuocere bene il filetto, per azionare la "reazione di Maillard"**, girarlo per fargli prendere colore su tutti i lati, e proseguire la cottura, a fiamma dolce, per 12 minuti. Fare attenzione in modo da non far bruciare il pepe e la padella, altrimenti vuol dire che avrete sbagliato qualcosa. Togliere il filetto dalla casseruola e lasciarlo riposare per 5 minuti (meglio se avvolto nell'alluminio per mantenerlo al caldo. Con la cottura a temperatura elevata, i succhi della carne si concentrano verso il centro; il riposo permette che i succhi si ridistribuiscano in modo uniforme, con un risultato organolettico migliore, ed un risultato migliore al taglio). Nel frattempo, scolare la maggior parte del burro e togliere il pepe, che va rimesso sulla carne alla fine. Versare mezzo bicchiere d'acqua e sciogliere il fondo della pentola (tranquilli non dovrete fondere la pentola... ma il fondo di cottura che si sarà formato). Quando il "fondo" della pentola si sarà staccato, farlo bollire per tre minuti, fino ad ottenere la consistenza di un sugo legato (senza "leganti" tipo roux, il mio sugo non si è "legato", come si vede nella foto). Volendo esagerare, si può filtrare con il colino (io ho esagerato). Il filetto si può rimettere in forno (ma in forno non ci è mai andato... e soprattutto... a che temperatura? Io lo metterei a 80-90°C, non di più, altrimenti la carne cuocerà ancora), per portarlo ad una temperatura più alta e servirlo con il suo pepe e basta, oppure con una purea di patate bella dolce, ricca e setosa. Mettere la purea sul fondo del piatto, posizionarci sopra il filetto con il pepe, e con tutta la salsa che cola: un piatto fantastico.
** Lezione n°6. La reazione di Maillard fa sì che, attraverso la rosolatura e quindi grazie alla temperatura molto elevata e a un grasso, olio o burro, le fibre della carne si saldino, trasformando gli zuccheri, che così si caramellizzano, facendo assumere alla carne un bel colorito. I succhi della carne restano sigillati al suo interno mantenendola tenera. Un arrosto viene bene solo se si è scatenata questa reazione. Il procedimento per riuscirci non è difficile: mettete la carne su una padella calda con burro oppure olio a fuoco vivace e giratela con delicatezza (senza bucarla!) su tutti i lati, lasciando che la reazione di Maillard faccia il suo corso. Dopodiché proseguite secondo il grado di cottura che desiderate.
La questione della reazione di Maillard è controversa, sembra che più che sigillare i succhi della carne al suo interno, agisca sul sapore, che sicuramente ci guadagna da questo procedimento. Ne hanno parlato anche qui.
Note personaliLa ricetta è spiegata in modo approssimativo; da una "lezione" per imparare a cucinare, pretendo il maggior numero possibile di dettagli, e chiarezza espositiva, che qui sono presenti solo in parte.
Nella premessa alla ricetta, lo chef scrive che il suo piatto non prevede "grassi intorno", peccato che poi consigli di versare la salsa al burro sopra al filetto al momento di servirlo, e il burro è un grasso. Inoltre, utilizza una quantità di burro esagerata: 150 g sono davvero tanti per un pezzo di carne del peso di 400 g, la carne praticamente frigge! Il burro utilizzato non è chiarificato (come per la cotoletta alla milanese, ad esempio), e con la cottura prevista, è facile che bruci...
Tra gli ingredienti è previsto il sale, ma nel procedimento il sale sparisce!
Mancano gli approfondimenti necessari:
- spiegazione chiara sul pepe verde fresco;
- spiegazione sulla necessità di tagliare la carne controvena
Insomma, se non avessi un po' di confidenza con la cucina, e se fossi alle prime armi, credo che mi sarei trovata in difficoltà nell'eseguire la ricetta così come è stata scritta... E mi sarei pure arrabbiata per i soldi spesi....
Mancano gli approfondimenti necessari:
- spiegazione chiara sul pepe verde fresco;
- spiegazione sulla necessità di tagliare la carne controvena
Insomma, se non avessi un po' di confidenza con la cucina, e se fossi alle prime armi, credo che mi sarei trovata in difficoltà nell'eseguire la ricetta così come è stata scritta... E mi sarei pure arrabbiata per i soldi spesi....
mercoledì 27 febbraio 2013
"Polpette al limone e porri" per l'ultima parte dello Starbooks di Febbraio 2013
Ultimo appuntamento mensile dello Starbooks con "Jerusalem" di Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi... purtroppo! Anche questo libro, come altri dello Starbooks, mi farà compagnia ancora a lungo, perché sono molte le ricette che voglio provare...
Questo libro mi è piaciuto tantissimo, dalla forma al contenuto. Le ricette sono sempre ben spiegate, nulla è lasciato al caso. A volte mi stupisco quando trovo un libro così, ma questa dovrebbe essere la "normalità" in un libro di cucina, no?!?
L'ultima ricetta che ho scelto è una ricetta di polpette, ma non le solite polpette!!!
Gli autori introducono la ricetta con una domanda: "Cosa ci fa una ricetta di carne nella sezione verdure?" Ebbene, ciò che rende queste polpette così speciali, è che il gusto dei porri tiene il confronto con la carne, mentre la carne è più uno sfondo. Si tratta di un rovesciamento di ruoli rispetto ad altre polpette. Il risultato è una struttura leggerissima, con un delizioso sapore di limone.
La ricetta è stata fornita da Tamara Meitlis, una cuoca turco ebraica e grande amica degli autori, ed è tipica degli ebrei di Smirne. Come con la maggior parte dei turchi, non si scherza con le ricette di Tamara, che dice: "Certo, la si può fare in modo diverso, se vi piace", dice con un sorriso generoso, "ma solo se volete sbagliare!" Tamara ha ragione. Le ricette sefardite, in particolare quelle della cucina turca, sono state perfezionati nel corso delle generazioni e vengono rispettate religiosamente. A pensarci bene, questo è vero per la maggior parte delle cucine di Gerusalemme, e si dovrebbe cambiare una ricetta tradizionale, quando siete sicuri che non vi è alcun anziano dietro le spalle...! Queste polpette sono un antipasto meraviglioso, dopo il quale si può servire quasi tutto. Come variante, è possibile cuocere più a lungo le polpette, senza stufarle nel brodo, e servirle calde con una fetta di limone.
Ricette per tutti i gusti dalle altre Starbookers!
Tagliare i porri a rondelle di 2 cm circa di spessore e cuocerli al vapore per circa 20 minuti, o finché saranno ben morbidi. Scolarli e lasciarli raffreddare, quindi strizzarli bene dentro un canovaccio, per eliminare eventuali residui d'acqua. Tritare i porri in un robot da cucina, con la funzione "pulse" finché saranno ben tagliati ma non spappolati. Mettere i porri in una ciotola capiente, con la carne, il pangrattato, le uova, 1 cucchiaino e ¼ di sale e 1 cucchiaino di pepe nero.
Formare delle polpette piatte, di circa 7cm x 2cm, ne dovreste ottenere 8 (io ne ho ottenute 10). Mettere in frigorifero per 30 minuti.
Scaldare l'olio su fuoco medio-alto, in una padella grande e con il fondo pesante (io ne ho usata una antiaderente), fornita di coperchio. Rosolare le polpette su entrambi i lati fino a doratura, procedendo in lotti, se necessario.
Pulire il fondo della padella con un tovagliolo di carta, poi mettere le polpette leggermente sovrapposte, se necessario. Versare tanto brodo di pollo quanto ne serve per ricoprire le polpette ma non del tutto. Unire anche il succo di limone e ½ cucchiaino di sale. Portare ad ebollizione, coprire e cuocere a fuoco basso per 30 minuti circa. Togliere il coperchio e cuocere ancora per pochi minuti, se necessario, fino a quando il liquido sarà quasi del tutto evaporato. Togliere la padella dal fuoco, prelevare le polpette e farle intiepidire. Servire le polpette appena tiepide, o temperatura ambiente, con un po' di yogurt greco e una spolverata di prezzemolo tritato.
Note personali.
Anche stavolta tutto è filato liscio... e le polpette sono veramente deliziose, con una consistenza ed un gusto stupendi!
Le vedrei bene anche servite durante un aperitivo, ma in un formato più piccolo, avvolte in una foglia di porro sbollentata e una fettina di limone a completare il tutto :-)
Vi ricordate che, all'inizio del mese, tutte noi Starbookers vi abbiamo parlato dello Starbooks Re-done...? Qui entrate in pista voi, con tutte le ricette che avete provato dai libri che abbiamo "starbookkato" finora. Sia quelle già provate da noi, che le altre presenti nei libri. L'appuntamento è per il primo mercoledì di ogni mese, giorno in cui pubblicherete sul vostro blog la ricetta scelta, e metterete il link nei commenti al post di chi ha proposto quella ricetta. Se la ricetta non è mai stata provata da noi, mettete comunque il link in una delle ricette del libro: lo vedremo! Come fare per conoscere tutti i libri e le ricette provate finora...? Qui e qui, trovate l'indice con i link alle nostre ricette. Vi aspettiamo mercoledì prossimo!!!
Questo libro mi è piaciuto tantissimo, dalla forma al contenuto. Le ricette sono sempre ben spiegate, nulla è lasciato al caso. A volte mi stupisco quando trovo un libro così, ma questa dovrebbe essere la "normalità" in un libro di cucina, no?!?
L'ultima ricetta che ho scelto è una ricetta di polpette, ma non le solite polpette!!!
Gli autori introducono la ricetta con una domanda: "Cosa ci fa una ricetta di carne nella sezione verdure?" Ebbene, ciò che rende queste polpette così speciali, è che il gusto dei porri tiene il confronto con la carne, mentre la carne è più uno sfondo. Si tratta di un rovesciamento di ruoli rispetto ad altre polpette. Il risultato è una struttura leggerissima, con un delizioso sapore di limone.
La ricetta è stata fornita da Tamara Meitlis, una cuoca turco ebraica e grande amica degli autori, ed è tipica degli ebrei di Smirne. Come con la maggior parte dei turchi, non si scherza con le ricette di Tamara, che dice: "Certo, la si può fare in modo diverso, se vi piace", dice con un sorriso generoso, "ma solo se volete sbagliare!" Tamara ha ragione. Le ricette sefardite, in particolare quelle della cucina turca, sono state perfezionati nel corso delle generazioni e vengono rispettate religiosamente. A pensarci bene, questo è vero per la maggior parte delle cucine di Gerusalemme, e si dovrebbe cambiare una ricetta tradizionale, quando siete sicuri che non vi è alcun anziano dietro le spalle...! Queste polpette sono un antipasto meraviglioso, dopo il quale si può servire quasi tutto. Come variante, è possibile cuocere più a lungo le polpette, senza stufarle nel brodo, e servirle calde con una fetta di limone.
Ricette per tutti i gusti dalle altre Starbookers!
Ale di Menuturistico: Helbeh- Torta al fieno greco
Patty di Andante con gusto: Pollo all'Arak e clementine
Stefania l'Arabafelice: Kofta b'siniyah
Emanuela l'Arricciaspiccia: Basic Hummus
Mapi - La Apple Pie di Mary Pie: Budino di riso al cardamomo con pistacchi e acqua di rose
Roby di Lechategoiste: Chocolate krantz cakes
Gaia - La gaia celiaca: Mejadra
Cristina - Vissi d'arte e di cucina: Pollo arrosto con topinambur e limone
Ingredienti per 4 persone, come antipasto (per me anche di più)
6 porri grandi tagliati (800g circa in totale)
250 g di carne di manzo macinata
90 g di pangrattato
2 uova medie da allevamento all'aperto
2 cucchiai di olio di semi di girasole
200-300 ml di brodo di pollo
80 ml di succo di limone (2 limoni circa)
80 g di yogurt greco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato finemente
sale e pepe nero
Tagliare i porri a rondelle di 2 cm circa di spessore e cuocerli al vapore per circa 20 minuti, o finché saranno ben morbidi. Scolarli e lasciarli raffreddare, quindi strizzarli bene dentro un canovaccio, per eliminare eventuali residui d'acqua. Tritare i porri in un robot da cucina, con la funzione "pulse" finché saranno ben tagliati ma non spappolati. Mettere i porri in una ciotola capiente, con la carne, il pangrattato, le uova, 1 cucchiaino e ¼ di sale e 1 cucchiaino di pepe nero.
Formare delle polpette piatte, di circa 7cm x 2cm, ne dovreste ottenere 8 (io ne ho ottenute 10). Mettere in frigorifero per 30 minuti.
Scaldare l'olio su fuoco medio-alto, in una padella grande e con il fondo pesante (io ne ho usata una antiaderente), fornita di coperchio. Rosolare le polpette su entrambi i lati fino a doratura, procedendo in lotti, se necessario.
Pulire il fondo della padella con un tovagliolo di carta, poi mettere le polpette leggermente sovrapposte, se necessario. Versare tanto brodo di pollo quanto ne serve per ricoprire le polpette ma non del tutto. Unire anche il succo di limone e ½ cucchiaino di sale. Portare ad ebollizione, coprire e cuocere a fuoco basso per 30 minuti circa. Togliere il coperchio e cuocere ancora per pochi minuti, se necessario, fino a quando il liquido sarà quasi del tutto evaporato. Togliere la padella dal fuoco, prelevare le polpette e farle intiepidire. Servire le polpette appena tiepide, o temperatura ambiente, con un po' di yogurt greco e una spolverata di prezzemolo tritato.
Note personali.
Anche stavolta tutto è filato liscio... e le polpette sono veramente deliziose, con una consistenza ed un gusto stupendi!
Le vedrei bene anche servite durante un aperitivo, ma in un formato più piccolo, avvolte in una foglia di porro sbollentata e una fettina di limone a completare il tutto :-)
Vi ricordate che, all'inizio del mese, tutte noi Starbookers vi abbiamo parlato dello Starbooks Re-done...? Qui entrate in pista voi, con tutte le ricette che avete provato dai libri che abbiamo "starbookkato" finora. Sia quelle già provate da noi, che le altre presenti nei libri. L'appuntamento è per il primo mercoledì di ogni mese, giorno in cui pubblicherete sul vostro blog la ricetta scelta, e metterete il link nei commenti al post di chi ha proposto quella ricetta. Se la ricetta non è mai stata provata da noi, mettete comunque il link in una delle ricette del libro: lo vedremo! Come fare per conoscere tutti i libri e le ricette provate finora...? Qui e qui, trovate l'indice con i link alle nostre ricette. Vi aspettiamo mercoledì prossimo!!!
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