Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post

lunedì 24 febbraio 2014

Strudel alle banane e mele con salsa toffee

Sono ufficialmente entrata nel "vortice"... grazie a Mari Lasagnapazza, la bravissima vincitrice dell'MTChallenge di Gennaio. Mari non ha proposto una, ma ben due ricette, una dolce e l'altra salata, per la sfida n. 36 dell'MTChallenge
La settimana scorsa ho preparato lo Strudel al radicchio e zucca con Skordalià, oggi è il turno di quello dolce :)
Non volevo stravolgere troppo la ricetta dello Strudel originale, quello con le mele, che amo particolarmente e di cui ho un ricordo ben vivo, grazie ad alcune brevi vacanze trascorse a Corvara... sono ghiottissima di dolci con le mele! Nel ripieno sono finite le banane con le mele, le noci Pecan, i datteri, un po' di amaretti e altri profumi... Il tutto accompagnato da una dolce salsa Toffee.




Strudel alle banane e mele con salsa Toffee

Ingredienti 

per la sfoglia (come da ricetta di Mari)

150 g di farina 00
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
un pizzico di sale

per il ripieno

3 banane medie
1 mela Golden (o Renetta)
80 g di zucchero di canna
3 cucchiai di Cognac
40 g di noci Pecan 
30 g di datteri essiccati non zuccherati, tagliati a pezzetti
30 g di pangrattato
30 g di amaretti secchi, sbriciolati finemente
30 g di burro
la scorza di ½ arancia (non trattata), grattugiata
1 cucchiaino di zenzero in polvere
20 g di burro fuso, per spennellare la sfoglia
zucchero a velo, per la superficie

per la salsa Toffee, 350 ml circa  (da una ricetta di Paul Gayler, leggermente modificata)

180 g di zucchero di canna
100 ml di panna fresca
100 g di burro 
1 cucchiaio di Cognac
½ cucchiaino di essenza di vaniglia
4 o 5 cucchiai di yogurt greco (o panna acida)

Per preparare la sfoglia, vi riporto le indicazioni di Mari:
Scaldate l'acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l'olio e versate a mano a mano l'acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l'acqua, togliete l'impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l'impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz'ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Per preparare il ripieno, fate sciogliere i 30 g di burro in un padellino antiaderente, unite il pangrattato e gli amaretti sbriciolati e fate imbiondire. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire in una piccola ciotola, poi aggiungete la scorza d'arancia e lo zenzero. Mettete da parte. In un altro ciotola capiente, mettete le noci Pecan i datteri e lo zucchero. Unite la mela, lavata, sbucciata, detorsolata, tagliata in quarti e affettata allo spessore di 3 mm circa. Unite anche le banane sbucciate, divise a metà per il lungo, e affettate allo spessore di 3-4 mm circa. Unite anche il Cognac e mescolate delicatamente.


Per stendere la sfoglia vi riporto le indicazioni di Mari:
Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l'impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l'esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa 50 cm per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po' più spessi, passate con le dita lungo tutta l'estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.


Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato e amaretti, e sopra il ripieno di banane e mele, lasciando liberi 2 cm circa dal bordo. 


Per arrotolare lo strudel, sollevate la sfoglia e arrotolandola con sul ripieno, aiutandovi con la tovaglia. Dopo due giri di sfoglia, ripiegate i lembi esterni verso il centro, poi continuate ad arrotolare la sfoglia fino alla fine.

Scusate per la scarsa qualità della foto... ho dovuto usare l'autoscatto :(

Trasferite lo strudel su una placca da forno imburrata (il mio forno è 75 cm, così ho potuto usare una teglia grande, senza dover piegare lo strudel o metterlo di traverso ;), spennellate la superficie dello strudel con il burro fuso ed infornate per 30-40 minuti, finché la superficie dello strudel sarà dorata ma non scura. Sfornate e lasciate raffreddare.
Per preparare la salsa, mettete lo zucchero di canna, la panna e il burro a pezzetti in una casseruola dal fondo pesante. Cuocete su fuoco dolce, mescolando con un cucchiaio di legno, finché il burro e lo zucchero si saranno sciolti. Alzate la fiamma e portate ad ebollizione, sempre mescolando, poi abbassate la fiamma e cuocete per 5-6 minuti. Togliete dal fuoco e unite l'essenza di vaniglia e il Cognac. Lasciate intiepidire poi unite lo yogurt (o la panna acida), mischiando bene. Servite con lo strudel e godetevi questo momento :)
La salsa Toffee (o salsa al caramello), si conserva in frigorifero fino a 10 giorni, ma senza l'aggiunta dello yogurt. Per servirla va riportata a temperatura ambiente aggiungendo lo yogurt prima di servirla.

mercoledì 18 dicembre 2013

Regalini di Natale... "Mele essiccate"

L'essiccazione, è uno dei metodi più antichi conosciuti ed utilizzati dall'uomo, per la conservazione degli alimenti. Lo scopo è quello di eliminare l'acqua in essi contenuta, per bloccare la proliferazione batterica. Questo metodo veniva utilizzato già dagli antichi egizi, per conservare frutta, verdura, erbe e spezie. 
Tra i vantaggi di questa procedura, c'è anche quello di ridurre il volume dell'alimento essiccato, per poterlo stoccare più agevolmente, e quello di poter avere a disposizione alimenti fuori stagione.
Il metodo migliore di sottrazione dell'acqua dagli alimenti a scopo conservativo, però, è la liofilizzazione, perché permette di mantenere praticamente intatte le caratteristiche organolettiche del prodotto. Ma è una procedura piuttosto costosa, e non è praticabile in ambiente domestico... Il procedimento avviene attraverso la sublimazione, che è quel processo in cui un composto passa dallo stato solido a quello aeriforme, senza passare da quello liquido.
Era da parecchio tempo che desideravo l'essiccatoio... così, un po' di mesi fa, e dopo prolungate ricerche, mi sono fatta un bel regalo! Finora, ho utilizzato il mio auto-regalo per essiccare funghi e le verdure per preparare il brodo granulare vegetale (prossimamente on line!). In questo periodo avevo voglia di provare  le mele essiccate, e di regalarne un po' per Natale... Sono buone e sane, e se avete voglia di dolce, queste la soddisfano senza fare danni!
Tranquilli, se non avete l'essiccatoio, potete usare il forno!




Ingredienti per circa 150-200 g di prodotto finale

1,5 Kg di mele Fuji* (al netto degli scarti)
4-5 cucchiai di succo di limone
acqua fredda q.b.

*Ho scelto le mele Fuji, perché sono dolci e croccanti, e le ho trovate perfette per questo utilizzo.

Ad essiccazione terminata, si otterrà  un 10-15% del peso iniziale.
Versare il succo di limone e un litro, un litro e mezzo di acqua fredda in una ciotola capiente. Lavare le mele, eliminare il torsolo con l'apposito attrezzo, poi ricavare delle fette di 6-8 mm di spessore, che vanno immerse immediatamente nell'acqua e limone, per evitarne l'ossidazione. 




Scaldare il forno a 65-70°C, sgocciolare le mele e disporle sopra ad una teglia rivestita con carta forno, in un unico strato, e tenendo lo sportello del forno socchiuso. Girare a metà procedimento. Disidratare le mele per 5-6 ore (dipende dallo spessore delle fette). A fine essiccatura, le fette dovranno risultare piuttosto flessibili. 
Con l'essiccatoio, procedete secondo le istruzioni del costruttore. Io ho posizionato le fette sugli appositi cestelli, senza sovrapporle, ed ho impostato la temperatura a 70°C, e il timer a 6 ore.



Trascorse le 6 ore, ho controllato le mele e ho proseguito la "cottura" per altri 45 minuti circa. Generalmente, la frutta va essiccata a circa 70°C. Il tempo varia in base alla dimensione dei pezzi, e al grado di umidità della frutta.
Le mele così essiccate, si conservano per 4-6 mesi, se ben impacchettate in sacchetti di cellophane per alimenti.



martedì 5 novembre 2013

"Torta alle pere e mandorle con streusel" per lo Starbooks e per i miei 42 anni...



Questa è una torta fantastica! Perfetta da preparare nella stagione autunnale, il periodo in cui maturano le pere, e se ne trovano di buonissime. L'autrice del libro Delia's Cakes, la merqavigliosa Delia Smith, ama servire questa torta con una doppia panna del Jersey. Per me, anche una crema inglese alla vaniglia sarebbe perfetta e, perché no, anche una al cioccolato. Il connubio pere-cioccolato è sempre vincente!
Io l'ho provata "nature" e vi garantisco che è stupenda anche così!!!
La ricetta è semplice e piuttosto veloce da preparare... di quelle che vi faranno fare bella figura, senza impegnarvi a lungo in cucina. Ottima anche per un invito (quasi) dell'ultimo minuto.
Con questa torta festeggio i miei 42 anni :-)
 

tra parentesi e/o in corsivo le mie note
Pear and Almond Cake with Streusel Topping
Da Delia's cake - Hodder & Stoughton Ltd -  Pear & Almond cake with streusel topping
 
Ingredienti per 6-8 persone
 
Per la torta
110 g di farina autolievitante*
1 cucchiaio raso di lievito in polvere per dolci
50 g di burro morbido
 50 g di zucchero di canna fine
50 g di mandorle macinate (o farina di mandorle)
1 uovo grande
poche gocce di essenza pura di mandorle  
un pizzico di sale
3 cucchiai di latte
2 pere mature (io ho usate le Williams bianche), sbucciate, senza torsolo, tagliate in quarti, e ogni quarto tagliato in tre fette
Per la copertura
50 g di burro fuso
75 g di farina autolievitante
50g di zucchero demerara (zucchero di canna grosso)
40 g di mandorle a lamelle
zucchero a velo, per spolverare

Uno stampo tipo pan di spagna (con fondo amovibile) da 20 cm di diametro, leggermente imburrato, con la base foderata con carta forno. 
Io ne ho utilizzato uno antiaderente e privo di fondo amovibile, senza problemi ;-)
*In Italia la farina auto-lievitante non è molto diffusa, ma si può tranquillamente preparare in casa. Da un po' di tempo seguo il "metodo Mapi": setaccio insieme 500g di farina bianca 00 o 0 e una bustina di lievito per dolci, e conservo tutto in una scatola, pronta all'uso.

Preriscaldare il forno a 200°C - gas mark 6
Setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente, tenendo il setaccio abbastanza alto rispetto alla ciotola, in modo da arieggiare bene la farina, poi unire tutti gli altri ingredienti, tranne le pere. Lavorare il composto ottenuto con una frusta elettrica, per circa 1 minuto, fino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa. Versare il composto, a cucchiaiate, nello stampo imburrato, e livellarlo con il dorso di un cucchiaio. Disporre le pere sopra al composto formando un cerchio e riempiendo anche il centro.
Per preparare la copertura, mischiare la farina e lo zucchero in una ciotola, poi unire il burro fuso e, aiutandovi con una forchetta, formare delle grosse briciole (streusel). Unire anche le mandorle a lamelle, mescolando. Cospargere lo streusel sopra le pere ed infornare per 45 minuti circa. Dopo 20-25 minuti, io ho coperto la superficie con un foglio d'alluminio, perché iniziava a colorirsi troppo e temevo potesse bruciare, quindi controllate la torta, ogni tanto!
Lasciar raffreddare la torta nello stampo per 20 minuti, prima di sformarla, passando una spatola lungo i bordi, se necessario (nel mio caso non è servito, perché la torta si è staccata dallo stampo senza problemi). Se utilizzerete uno stampo dal fondo amovibile, posizionare la base dello stampo sopra ad un barattolo capovolto e togliere delicatamente l'anello, facendolo scendere verso il basso. Con l'aiuto di una paletta far scivolare la torta su una gratella e lasciar raffreddare. Poco prima di servire, spolverare la superficie con lo zucchero a velo.
L'utilizzo del burro fuso - non a dadini come ho sempre trovato in altre ricette per lo streusel - oltre ad essere un metodo più veloce e pratico, permette di ottenere delle briciole di consistenza migliore, il burro si amalgama meglio agli altri ingredienti e, al mio palato, questa copertura ha dato molta più soddisfazione...
Le dosi, i procedimenti e l'equilibrio del gusto di questa torta sono perfetti. Il croccante della copertura accoglie il morbido delle pere e, come in tutti i dolci che provocano sensazioni irresistibili, vi verrà voglia di mangiarne subito un'altra fetta!!!
 




martedì 22 ottobre 2013

Uova alla Benedict, con zabaione agli spinaci, crema di zucca, miele e arancia e prosciutto affumicato per l'MTC di Ottobre 2013

Non ho mai (ancora) viaggiato in America, cioè, fisicamente non ci sono mai stata, ma di viaggi "fantastici" ne ho fatti parecchi negli States, fin da bambina, sognando di andarci il prima possibile. Ma questo non è successo e tra non molto ci sarà il mio compleanno... Amore, recepito il messaggio...?!? Qualche occasione l'ho avuta, ma senza che si concretizzasse. Ho un cognato americano, di San Francisco. Mia sorella maggiore passa l'estate dalla suocera, insieme a mio nipote, che tra summer camps & co si diverte da matti. Loro di colazioni americane ne hanno fatte parecchie, io nessuna! Però ho fatto parecchie "colazioni alla tedesca" con Oliver. E' grazie a lui che ho iniziato ad apprezzare il cibo salato anche alla mattina. Non nella vita di tutti i giorni, visto che mi alzo molto presto, e non appena sveglia perché ho lo stomaco chiuso! Ma il sabato o la domenica sì, e mi piace parecchio. Trovo che questo sia un risveglio in totale relax, sereno e goloso! Senza sveglie che mi fanno saltare giù dal letto per recarmi al lavoro... 
Così, quando Roberta del blog La valigia sul letto, dopo aver vinto l'MTC di Settembre (con i suoi plin), ha deciso di proporre la Colazione americana con le Eggs Benedict, ero felice, curiosa e felice di viaggiare verso gli USA. Da qualche parte si deve pur iniziare!!!
Prima novità per me, gli english muffin, che conoscevo già, ma solo "di vista". Mai mangiati e mai preparati. Questa era l'occasione giusta per farlo, ma con una piccola aggiunta, il pepe macinato nell'impasto, per dargli più carattere. Le uova alla Benedict vengono tradizionalmente servite con la salsa olandese. Io ho deciso di servirle con uno zabaione salato agli spinaci. L'accostamento mi piace e ricordavo di averlo visto sul bellissimo libro del maestro Michel Roux- Uova. 
Per accompagnare le uova ho pensato al prosciutto cotto affumicato, è delizioso e va d'accordo con tutti gli altri protagonisti della colazione :-). 
La protagonista dolce è stata una crema di zucca, arancia e miele di castagno... Halloween si avvicina! Chiude il cerchio la spremuta di arance e clementine, con un pizzico di zenzero.
Dimenticavo... più che una colazione, quella di domenica è stata quasi una merenda, visto che, tra una preparazione e l'altra, abbiamo fatto "colazione" alle 14... Nell'attesa, Oliver si era già spazzolato la metà degli English muffin!!! ..
E poi chiamano Fast food il cibo americano...





Ingredienti e procedimento per due colazioni

Per gli English muffin (vi riporto la ricetta di Roberta, con dosi dimezzate)


225 g di farina forte per pane 
115 ml latte
25 ml di acqua
3 g lievito di birra secco
1 cucchiaini di zucchero
½ cucchiaino di sale
½ cucchiaino da caffè di pepe nero (o bianco), macinato al momento (mia aggiunta)

"In un pentolino, unite il latte e l'acqua e fate intiepidire a fuoco dolce. Versate il lievito nel liquido insieme ai due cucchiaini di zucchero, Mescolate rapidamente con una forchetta o una piccola frusta per far sciogliere il lievito e lasciate riposare per una decina di minuti, finche' in superficie si sara' formato un sottile strato di schiuma. 
Setacciate la farina in una terrina e versate nel centro il liquido con il lievito, mescolando dapprima con una forchetta e poi con le mani, incorporando a poco a poco la farina fino a che avrete un impasto non troppo sodo. Versate l'impasto sul piano di lavoro infarinato e incorporate a questo punto il sale. Impastate energicamente per almeno dieci minuti, unendo pochissima altra farina se dovesse risultare troppo appiccicoso. Alla fine dovrete ottenere un panetto liscio e vellutato come il culetto  la gota di un bambino. Ungete una di burro una capace ciotola, rotolateci dentro il panetto e ponete a lievitare in luogo tiepido per almeno un'ora o finche' non sara' raddoppiato di volume.
Rovesciate nuovamente l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e appiattitelo con le mani, facendo uscire tutta l'aria, fino ad uno spessore di circa 1,5 cm, ma non di piu'.
Con un taglia biscotti di 7,5 cm di diametro, ricavate dei dischi di pasta che metterete su una placca da forno infarinata. Rimpastate i ritagli e ricavate altri dischi fino ad esaurimento della pasta. Lasciate riposare i muffins per 15/20 minuti, coperti da un panno o da un'altra teglia rovesciata.
Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente a fondo spesso o, ancora meglio, in ghisa.
Disponeteci 4 muffins alla volta, riducete la fiamma e fateli cuocere per 4 o 5 minuti per ogni lato. 
Devono rimanere molto soffici e non seccarsi, ma se avete l'impressione che non si siano ben cotti all'interno o sui bordi, potete trasferirli in forno a 180 gradi e farli cuocere per altri 3 o 4 minuti."
Grazie Roberta, ricetta perfetta!





Per le uova in camicia 

4 uova 
 cucchiai di aceto di vino bianco
acqua q.b.

Per la cottura, ho seguito il metodo di Michel Roux (mi ha aperto un mondo sulle uova!) 
Riempire d'acqua a metà una casseruola capiente, e profonda dieci cm. Aggiungere l'aceto e portare ad ebollizione. Non salare l'acqua. Il sale non fa rapprendere l'albume che si riempie di forellini. Sgusciare l'uovo in una ciotolina e versarlo delicatamente nell'acqua in ebollizione. Fare lo stesso con le altre uova, ma non cuocerne più di 4 alla volta. Cuocere per 1 minuto e ½ circa (dipende dalla grandezza delle uova). Con una schiumarola, prelevare il primo uovo dall'acqua e controllarne la cottura, premendo leggermente con un dito. Se la cottura è quella desiderata, servire subito l'uovo, oppure raffreddarlo in una ciotola d'acqua ghiacciata. per 10 minuti. Le uova cotte si possono conservare nell'acqua fredda, in frigorifero, fino a due giorni. Con un coltellino, rifilare le uova per dargli una forma omogenea.




Per la crema di zucca 

150 g di zucca (di una varietà adatta per dolci), al netto degli scarti
50-60 ml di succo d'arancia
20 g di zucchero di canna (la quantità di zucchero dipende dal tipo di zucca e dalla dolcezza delle arance)
1 cucchiaio di miele di castagno
1 cucchiaio di semi di zucca
½ cucchiaio di zucchero semolato
100 ml di panna fresca
scorza d'arance candite, a piacere

Tagliare la zucca a dadini. Versare il succo d'arancia in un pentolino insieme allo zucchero di canna e portare ad ebollizione. Aggiungere la zucca e cuocere per 10 minuti circa, poi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea. Unire il miele di castagno e lasciar raffreddare. Nel frattempo mettere i semi di zucca e lo zucchero semolato in un pentolino d'acciaio inox, tostare i semi finché lo zucchero si caramella leggermente. Trasferire immediatamente su un foglio di carta forno, separando i semi tra di loro e lasciar raffreddare. Montare la panna ben ferma, mischiarne un cucchiaio alla purea di zucca e mescolare per ammorbidire il composto, poi unire il resto della panna, mescolando delicatamente e dal basso verso l'alto. Riporre in frigorifero. Al al momento di servire, cospargere con i semi di zucca caramellati (sono una droga!) e l'arancia candita). La ricetta di questa deliziosa crema, l'ho trovata su un opuscolo di un supermercato, a cui ho apportato qualche piccola modifica.



Spremere delle arance e delle clementine in uguale quantità, unire dello zenzero in polvere (quantità a piacere) e mescolare bene.

Per lo zabaione agli spinaci (da una ricetta di Michel Roux - Uova)

150 g di spinacini
2 tuorlo
40 g di burro a dadini
sale e pepe macinato al momento

la dose va bene per 4 persone, ho preferito così perché temevo che, con un solo tuorlo, avrei avuto problemi nella lavorazione lavorazione.

Lavare gli spinacini e scolarli bene. Versare 50 ml d'acqua in un pentolino, con un pizzico di sale, e portare ad ebollizione. Immergervi gli spinaci e cuocerli per un minuto. Trasferire tutto nel bicchiere del frullatore ed azionarlo per 1 minuto. Filtrare la purea in una ciotola, attraverso un colino a maglie strette. Appoggiare la ciotola su un'altra riempita di ghiaccio, per far raffreddare velocemente la purea.
Riempire per due terzi una pentola (abbastanza grande da contenere una ciotola dal fondo bombato - bastardella) di acqua calda e metterla su fuoco dolce. Versare la purea di spinaci nella bastardella e metterla sulla pentola. Unire i tuorli, mescolando con una frusta. Sbattere ininterrottamente il composto per 8-10 minuti, montandolo a nastro. Quando la temperatura raggiunge i 70°C, lo zabaione è pronto. Togliere la bastardella dalla pentola, unire il burro a dadini poco alla volta, ottenendo un composto lucido. Aggiustare di sale e pepe e servire subito.
Passare sulla piastra calda una fetta spessa circa ½ cm di prosciutto cotto affumicato (Praga). Porzionare e servire insieme alle uova.

Comporre il piatto. Tagliare i muffin a metà e tostarli in una padella antiaderente. Appoggiarci sopra le uova in camicia, versare lo zabaione sopra alle uova, mettere anche il prosciutto caldo, la crema fredda, la spremuta di agrumi e servire subito. 
Buona colazione!!!

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Ottobre 2013

venerdì 30 agosto 2013

Ho riaperto la cucina.... "Muffin alle pesche e lamponi" di Ottolenghi

Ecco, non è che la mia cucina sia rimasta chiusa per tutta l'estate, ma ho cucinato poco, cibi semplici e veloci. La voglia di mettermi ai fornelli era veramente poca, poi ci sono state anche le vacanze ed il tempo è volato!!!
I piatti nuovi che ho provato sono stati veramente pochi; una ricetta nuova, è proprio quella dei dolcetti che vi propongo oggi. Di Ottolenghi, ancora lui. Ormai l'avrete capito che mi piace molto la sua cucina, e nell'attesa di poter provare quella originale, mi "accontento" di provare le sue ricette. Con grande soddisfazione mia e di tutta la famiglia. Le sue ricette sono infallibili, come sperimentato anche attraverso lo Starbooks, con i Falafel perfetti, i meravigliosi Thaini cookies, i deliziosi Green pancakes, ma anche questo Green cous cous, che ho replicato diverse volte durante l'estate, e che ha riscosso un successo incredibile tra tutte le persone che lo hanno assaggiato, aumentando anche le vendite del suo libro!!! Vi consiglio di provare anche le sue Frittelle al cavolfiore e i Crackers speziati all'olio d'oliva. A proposito di Starbooks, tutto il gruppo è pronto, e tra poco si ripartirà, sempre sul nuovo blog ad esso dedicato, con tante belle novità...

La ricetta dei dolcetti proviene da "The Cookbook", e fa parte dei Teacakes. Per cuocere i dolci, Ottolenghi ha utilizzato dei bundt tin (stampi a ciambella), con una capacità di 150-200 g di impasto, che possono essere sostituiti con dei mini stampi da Kugelhopf di 10 cm di diametro. Ma anche gli stampi da muffin vanno bene, ovviamente otterrete più pezzi rispetto gli altri stampi. Bisogna raffreddare gli stampi in frigorifero prima di imburrarli e dopo; l'unica difficoltà della ricetta è sformare i dolci!





Ingredienti per 10-12 muffin

180g di burro, più quello fuso per imburrare gli stampini
260g di farina bianca 00
1 cucchiaino da tè di lievito per dolci
½ cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio
¼ cucchiaino da tè di sale fino
160g di zucchero semolato
2 uova biologiche
1 cucchiaino da tè di essenza di vaniglia (io ho messo i semini di un baccello)
170 ml di panna acida 
1 pesca, divisa a metà, snocciolata e tagliata a pezzi di un cm circa
250g di lamponi 
zucchero al velo per spolverare

Glassa 

200g di lamponi
170g di confettura di albicocche
100 ml d'acqua

Preriscaldare il forno a 170°C. Raffreddare gli stampi in frigorifero per pochi minuti, imburrarli e rimetterli in frigorifero.
Setacciare insieme la farina, il lievito, il bicarbonato e il sale in una ciotola e mettere da parte. Con un mixer elettrico, ridurre il burro a crema con lo zucchero. Mischiare le uova con la vaniglia e unirle gradualmente alla crema di burro, sbattendo bene finché il composto non sarà ben amalgamato. Incorporare al mix burro-uova-vaniglia un terzo della farina, poi un terzo della panna acida. Proseguire così fino all'esaurimento degli ingredienti, e finché la pastella sarà liscia. Unire le pesche a pezzetti. Con il composto ottenuto, e aiutandovi con un cucchiaio, riempire gli stampini, fino a 2 cm dal bordo. In ciascun muffin e aiutandovi con un dito, spingere 4 lamponi, appena sotto la superficie della pastella. Tenere quelli che avanzano per decorare i dolci prima di servirli. Infornare e cuocere per 20-25 minuti (anche 30 se utilizzerete gli stampi a ciambella o i mini Kugelhopf). Fare la prova stuzzicadenti per verificare la cottura, inserendolo nel centro del muffin, se uscirà pulito e asciutto, i muffin sono cotti. Sfornare, lasciar intiepidire per 10 minuti e togliere dagli stampi. Posizionarli su una griglia e farli raffreddare completamente. 
Per preparare la glassa, mettere tutti gli ingredienti in un padellino e portare a bollore. Mescolare e cuocere a fuoco lento per 4 minuti. Filtrare la glassa calda  attraverso un colino a maglie fitte, strofinando i semi dei lamponi con un cucchiaio di legno, per estrarre la maggior parte di succo possibile. Far gocciolare (o spennellare) la glassa calda sopra i muffin e mettere da parte (se la glassa dovesse risultare non sufficientemente densa per rivestire i dolcetti, ridurla ancora su fuoco lento; se dovesse essere troppo densa, allungarla con poca acqua e riscaldare dolcemente).  Mettre i lamponi rimanenti sopra i muffin e cospargere con lo zucchero al velo.

Nella foto che vedete non c'è la glassa, perché quando li avevo preparati con la glassa non avevo potuto fotografarli. Quelli avanzati li avevo congelati e scongelati per la colazione... di ieri... Anche la resa anche dopo la congelazione è ottima! Provateli!

lunedì 8 aprile 2013

"Biancomangiare allo yogurt con ragù di fragole all'aceto balsamico" (di Eugenia) e una sorpresa!!!


Dal blog La Belle Auberge della bravissima Eugenia, che è stata anche la mia prima sostenitrice quando aprii il blog tre anni fa, ho preso la ricetta che vi propongo oggi: il “Biancomangiare”, trovata tra i suoi consigli delle ricette per il menù di Pasqua. 
Ho scoperto che il Biancomangiare non è solo quello con il latte di mandorle, anzi, il termine è da riferirsi al colore della preparazione, tanto che esistono anche varianti salate. Qui trovate la storia di questa ricetta che risale al Medioevo... 
Il Biancomangiare è’ un dolce al cucchiaio semplice, leggero e con una consistenza meravigliosa… E’ anche veloce da preparare, ma soprattutto è delizioso!
Ho apportato due piccole varianti, la prima è la qualità dello yogurt, perché in casa avevo solo quello greco, che è denso, così l’ho “allungato” con del latte. La seconda è il fruttosio, che ho utilizzato in sostituzione dello zucchero, per permettere ad un diabetico di mangiare il dolce…
La salsa di accompagnamento può essere sostituita con altra frutta di stagione e, perché no, anche con salsa al caramello (magari salato), salsa al cioccolato, etc.
Con le ricette di Eugenia andate sul sicuro: sono sempre affidabili, cosa non scontata tra i vari blog di cucina…
 e anche nei libri...!!!

Da oggi troverete una bellissima sullo sorpresa relativa allo Starbooks cliccando qui!!!




Ingredienti per 8 stampini (tipo cuki)



150 g di latte fresco intero

80 g di fruttosio (o 125 g di zucchero semolato)
1/2 bacca di vaniglia
300 g di yogurt intero a temperatura ambiente + 50 g di latte intero, ben mescolati (oppure 350 di yogurt
250 g di panna fresca
4 fogli e 1/4 di gelatina Paneangeli

Mettere la gelatina in un piatto fondo riempito con acqua fredda, per almeno 10 minuti. Portare a bollore il latte con il fruttosio e la vaniglia (da cui avrete ricavato anche i semini, raschiando il baccello tagliato a metà longitudinalmente). Togliere il latte dal fuoco ed unire la gelatina ben strizzata. Stemperare accuratamente, filtrare e portare a temperatura ambiente, mescolando ogni tanto. Unire, poco alla volta, lo yogurt al latte, usando una frusta e mescolando con cura. Montare la panna non troppo soda. Versare, poco alla volta, il miscuglio latte + yogurt dentro la panna, mescolando delicatamente con la frusta. Distribuire in 8 stampini e far rassodare in frigo per qualche ora. Al momento del servizio, capovolgere ogni stampino su un piatto da dessert e contornare con il ragù di fragole ben freddo. Io ho utilizzato degli stampini in silicone, e ho dovuto immergere la parte inferiore per 30 secondi in acqua bollente, per poterli sformare senza romperli, con quelli tipo cuki non avrete problemi.
Per il ragù di fragole
500 g  di fragole
un cucchiaio di succo di limone
2 cucchiai di fruttosio (o 2-3 di zucchero di canna)
aceto balsamico q.b. (un cucchiaio circa)

Lavare le fragole, tagliarle a dadini, irrorarle con il succo del limone, cospargerle con 2 cucchiai di fruttosio e lasciarle macerare per un quarto d'ora. Versare le fragole in una larga padella (antiaderente) e farle cuocere un paio di minuti, sfumando alla fine con poco ma buono aceto balsamico (è fondamentale che sia buono!). Lasciar restringere brevemente la salsa. Servire a temperatura ambiente (io ho servito la salsa fredda).
Io vi consiglio di regolarvi con il succo di limone. Se le vostre fragole non sono molto dolci, mettetene meno, altrimenti risulteranno troppo acidule.

mercoledì 28 settembre 2011

Un piccolo giardino di macedonia per l'MT Challenge: Macedonia con crema di yogurt e cannella

Dopo una prolungata assenza dall'MT Challenge di Menù Turistico di Ale e Dani, finalmente mi riaffaccio a questo appuntamento mensile, super stimolante e divertente! La bravissima Fabiana, vincitrice dell'ultima edizione prima della pausa estiva, ha proposto per questa sfida la macedonia di frutta. Sì, ma mica una semplice macedonia! Da maga dell'intaglio qual è, Fabi ha lanciato una sfida tutt'altro che semplice... Elemento imprescindibile di quest'appuntamento è l'intaglio della frutta...così ho tirato fuori dall'armadio il mio set da intaglio. Inizialmente avevo un'altra idea rispetto a quella che poi ho realizzato, ma qualche incoveniente tecnico, oltre ai miei impedimenti per quest'arte che tanto mi affascina, ma che non sono ancora riuscita ad approfondire come vorrei, mi hanno portato a questa preparazione, nata strada facendo... Ho fatto una bella spesa di frutta di stagione, sfruttando anche i primi raccolti di mele e pere, gli ultimi di meloni e pesche, la piena stagione dell'uva, l'ananas che si trova tutto l'anno e i kiwi. Per accompagnare questo "dessert", ho pensato ad una crema di yogurt greco, miele e cannella, che si è sposata benissimo con la frutta!

 
 
 

Ingredienti

pera, mela, kiwi, uva, pesca e melone

per la salsa d'accompagnamento:

yogurt greco
miele d'acacia o millefiori o castagno ( o quello che preferite)
cannella in polvere

foglie d'ananas baby per decorare

Lavare e asciugare tutta la frutta. Tagliare mela, pera, pesca, kiwi e melone (dopo averlo sbucciato) a fettine sottili e regolari e disporle in un piatto. Formare con lo scavino delle palline di melone. Preparare la crema d'accompagnamento, unendo allo yogurt del miele ( quantità a piacere) e della cannella (senza esagerare!). Con la sac a poche, creare dei ciuffetti di crema, e su alcuni, un pò più grossi, posizionarvi le palline di melone e gli acini d'uva. Con la mela creare una farfalla, e posizionarla nel piatto. Ritagliare dalla pesca, dalla mela e dalla pera, delle sottili striscioline di buccia, arrotolare per ottenere delle roselline, che andranno posizionate con delle foglie di ananas. La mia era baby, e aveva delle deliziose e appuntite foglioline!

lunedì 5 settembre 2011

Confettura di fichi, mandorle e vaniglia e confettura di fichi e rosmarino

Se qualcuno di voi si fosse domandato dove fossi finita... beh, eccomi qua! I motivi che mi hanno tenuta lontana dal blog sono vari, alcuni piacevoli altri meno... Quelli spiacevoli ve li risparmio...nulla di grave eh! Uno di quelli piacevoli, è che stiamo mettendo su casa e il tempo non basta mai!!! Ma quanto bisogna stare dietro ad una casa in costruzione?!?! Ore ed ore passate a discutere su punti luce, prese ed impianti vari, senza contare che, un giorno sì ed uno no, è meglio controllare che tutto proceda bene... (chi ci è già passato sicuramente mi capirà!) Giri vari per parquet, piastrelle, sanitari, etc... Poi ci sono state anche le vacanze, ed il tempo è volato via!
Ora sono in forma, piena di energia e di buoni propositi :-) Ho un sacco di arretrato da leggere sui vostri blog, e non riuscirò mai a mettermi in pari...!

Ma passiamo alla ricetta...
Al mare, una gentile signora, mi ha regalato  una cassetta di deliziosi fichi colti dlle sue piante. In parte li ho mangiati così al naturale, mentre il resto li ho trasformati in una goduriosa confettura, anzi due.
La prima è un abbinamento classico, quello con fichi e mandorle, a cui ho aggiunto anche della vaniglia: squisita! La seconda è decisamente più originale: fichi e rosmarino. Provatela e non ve ne pentirete!
L'idea l'ho presa dal blog di Agostina "My pane burro e marmellata" andate a dargli un'occhiata...
Ho usato il Fruttapec 3:1  per preservare il sapore dei fichi con una cottura breve, emno male che ho usato questa proporzione di zucchero, perchè i fichi erano già molto dolci! Non storcete il naso perchè, come scrive Sigrid nel suo strafamoso blog "Il cavoletto di Bruxelles" e come confermato da Dario Bressanini (nei commenti alla ricetta di Sigrid)  dell'altrettanto famoso blog  "Scienza in cucina", il Fruttapec non è altro che pectina con acido citrico... vi ho convinto?

P.S. qualcuno mi sa spiegare perchè mi sono spariti i lettori fissi dal blog?!?!?
grazie



Ingredienti

500 gr di fichi pelati e tagliati a pezzetti
175 gr, di zucchero semolato
50 gr. di mandorle pelate, tostate e tritate grossolanamente
i semini di mezzo baccello di vaniglia
mezza bustina di Fruttapec 3:1

Mettere i fichi, le mandorle e la vaniglia in una capiente pentola d'acciaio alta (questo vi eviterà, durante l'ebollizione, di scottarvi con schizzi di confettura...) . Unire lo zucchero mischiato con il Fruttapec e portare ad ebollizione. Mescolare e tenere la fiamma alta. Dopo circa 3 minuti la confettura è pronta. Spegnere il fuoco e mescolare ancora per un minuto, facendo dissolvere l'eventuale schiuma che si sarà formata. Fare la prova piattino (con un cucchiaino prendete poca confettura e mettetela su un piattino. Inclinatelo, e se il composto scorre via velocemente, dovrete cuocere ancora. Se scende lentamente è pronta). Travasare la confettura in baratoli di vetro precedentemente lavati e sterilizzati, fino ad un cm circa dal bordo. Incoperchiare e capovolgere, in modo da far formare il vuoto. Riporre in un luogo fresco, buio ed asciutto.

Per la versione con il rosmarino:

Ingredienti

500 gr di fichi pelati e tagliati a pezzetti
175 gr. di zucchero semolato
un rametto di rosmarino tritato finemente
un cucchiaio di succo di limone

Procedere come per l'altra ricetta e godetevi il risultato!!!

mercoledì 22 settembre 2010

Crostata di frutta fresca

Questa crostata è un classico della pasticceria che piace sempre... Base di pasta frolla, crema pasticcera, frutta fresca e gelatina per lucidare. Quando l'ho preparata non avevo ancora lo stampo con il fondo amovibile ed ho avuto un piccolo incidente nello sformare la base... e si vede!!! Adesso con il mio nuovo stampo non capita più :-)))


Ingredienti

per la pasta frolla

farina bianca g 250
burro g 150 
zucchero semolato g 100 
2 tuorli 
scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
un pizzico di sale

per la crema pasticcera

1/2 lt. di latte fresco intero
4 tuorli
70 gr.di fruttosio (o 100 gr. di zucchero semolato)
50 gr. di farina (o amido di mais)
i semi di mezzo baccello di vaniglia fresca

per decorare:
frutta fresca a piacere
gelatina per lucidare

Per la pasta frolla. Tagliare il burro (che avrete tirato fuori dal frigorifero da 30 minuti) a pezzetti, unire la farina ed intridere gli ingredienti fino ad ottenere delle briciolone. Formare la fontana ed aggiungere i tuorli, lo zucchero, la vaniglia ed il sale. Lavorare velocemente, giusto il tempo necessario per ottenere un composto omogeneo. Avvolgere nella pellicola e far riposare in frigorifero per almeno 30 minuti (meglio ancora qualche ora o il giorno prima). Mentre la pasta riposa preparare la crema. Scaldare il latte in un recipiente (se avete la bastardella di rame è meglio...) con la vaniglia e portare ad ebollizione. In un altro contenitore, montare leggermente i tuorli con il fruttosio (o lo zucchero) ed unire la farina setacciata o l'amido (per evitare i grumi). Versare poco latte (filtrandolo con un colino a maglie strette) nel composto di tuorli, mescolare, ed unire a filo il resto del latte. Rimettere su fuoco dolce e mescolare continuamete con una frusta, fino a quando la crema raggiunge l'ebollizione (e si addensa) e continuare la cottura per un paio di minuti. Far raffreddare su di un piano d'acciaio ben pulito lavorando con una spatola oppure in un contenitore immerso in acqua e ghiaccio, sempre mescolando. Stendere la frolla con il mattarello, su un foglio di carta forno leggermente infarinato, ad un'altezza di 3-4 mm , e rivestire uno stampo per crostate di 24 cm di diametro (possibilmente con il fondo amovible..!!!). Pizzicare il bordo e bucherellare il fondo con una forchetta. Coprire con carta forno e riempire di riso o fagioli secchi. Cuocere a 180° per 20 minuti, togliere la carta ed il riso, e continuare la cottura per altri 10 minuti per far asciugare la  frolla. Far raffreddare e sformare.Mentre la frolla raffredda, preparare la frutta scelta. Per comporre la crostata, mettere la crema fredda in una sac a poche con bocchetta liscia di 1 cm, e riempire la crostata facendo prima il bordo e poi il resto. Decorare con la frutta e lucidare con la gelatina. E' meglio farcire la torta il giorno stesso che si serve, mentre la base potete prepararla anche il giorno prima.

martedì 15 giugno 2010

Crostatina alle fragole con frolla al cacao

In questo periodo in famiglia si festeggiano diversi compleanni... ieri era quello di mia sorella Chiara, e lunedì scorso quello di mio papà! Abbiamo festeggiato tutti insieme nella nuova casa della mia fantastica sorellina (anche se la più piccola sono io :-) Come dolce ho preparato queste deliziose crostatine alle fragole, utilizzando uno dei miei ultimi acquisti: stampini con fondo amovibile, una vera comodità per sformare la frolla senza fatica....! Scusate per le foto non proprio ben fatte, ma i festeggiati reclamavano il loro dolce!


Ingredienti per 6 crostatine

 per la pasta frolla la cacao

250 gr. di farina 0
2 tuorli
125 gr. di burro
80 gr. di zucchero a velo
1 cucchiaio e 1/2 di cacao amaro
un pizzico di sale
mezzo baccello di vaniglia
scorza grattugiata di 1/2 limone (non trattato)

per la crema pasticcera

 1/2 lt. di latte fresco intero
4 tuorli
1/2 baccello di vaniglia
40 gr di amido di mais
70 gr. di fruttosio

per la chantilly

125 ml di panna fresca
1 cucchiaio di fruttosio

per decorare

500 gr. di fragole (lavate e tagliate a metà)
gelatina di albicocche q.b

Preparare la frolla setacciando insieme farina e cacao. Unire il burro freddo a pezzetti e lavorare velocemente fino ad ottenere delle briciole, aggiungere i tuorli, lo zucchero, i semi ricavati dal baccello di vaniglia e il sale. Amalgamare velocemente, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigorifero per almeno un'ora.
 Stendere la frolla a 3-4 mmm di spessore, sopra ad un foglio di carta forno. Mettere negli stampi leggermente imburrati e far riposare ancora in frigorifero fino al momento di infornare. Preparare la crema pasticcera scaldando il latte insieme ai semi e al baccello di vaniglia fino, a poco prima del bollore (vedrete delle bollicine sul bordo del pentolino). Nel frattempo sbattere i tuorli con il fruttosio poi unirvi l'amido. Versare un pò di latte (eliminando il baccello) nei tuorli, mescolare, poi unire il resto e cuocere la crema a fuoco dolce, mescolando sempre con una frusta, fino al bollore. Dopo un minuto togliere dal fuoco e raffreddare, mettendo il pentolino in una bacinella contenente acqua ghiacciata. Coprire e mettere in frigorifero. Riprendere gli stampini dal frigorifero, bucherellare il fondo e riempirli con carta forno e fagioli secchi (o, se le avete, con le apposite pietre... ). Cuocere a 170-180° C per 15-20 minuti circa (regolatevi con il vostro forno!). Togliere carta e fagioli e far asciugare in forno ancora per altri 5 minuti. Montare la panna con il fruttosio ed unirla alla crema fredda, prima un cucchiaio per ammrobidire il composto, poi il resto della chantilly, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. Mettere la crema nella frolla, aiutandovi con una sac a poche, e decorare con le fragole. Velare con la gelatina sciolta in un pentolino a fuoco basso (io l'avevo dimenticata a casa...). Questa crosatina ha riscosso notevole successo in famiglia!!!


27/10/2010
Con questa ricetta partecipo all'iniziativa di About Food, la frutta delle feste... e siccome queste crostatine sono state preparate per festeggiare mio papà e mia sorella, quale ricetta più adatta per questo contest?!?
about food

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...