lunedì 10 settembre 2012

Starbooks di Settembre 2012... si riparte con la "Pissaladière"

Settembre è il periodo del rientro al lavoro (aihmè, io sono tornata anche prima!), dell'inizio della scuola e.... della nuova stagione dello Starbooks naturalmente!!! Si ricomincia con delle belle novità, il nostro gruppo ha delle meravigliose new entries... Saranno con noi Gaia di "La Gaia celiaca", La Roby di "Le Chat Egoiste" e Stefania l'Araba felice". Putroppo Cristina G., per cause di forza maggiore, non sarà con noi, ma speriamo che rientri presto nei ranghi... vero Cristina?
A Giugno vi abbiamo lasciato con il meraviglioso libro di Vefa Alexiadou, che io non abbandonerò, anzi, mi farà compagnia ancora per tanto tempo... Ma adesso si riparte con "Little Paris Kitchen" di Rachel Khoo, ragazza inglese che, dopo aver lavorato per un marchio di moda del lusso come PR ed e-marketing, ha deciso di dare sfogo alla sua passione per la cucina. Si è traferita a Parigi per frequentare Le Cordon Blue, e si è specializzata nella pasticceria. Ha lavorato presso La Cocotte, sala da tè e libreria parigina, dove ha tenuto lezioni di cucina, e ha preparato catering per degli eventi. Da lì è iniziata la sua carriera nel mondo del cibo, che la porta in giro per il mondo , ma anche a scrivere libri. Ha tenuto anche un programma alla BBC per sei settimane.
Quello di cui ci occupiamo questo mese, è il suo terzo ed ultimo libro. Libro che colpisce subito per la copertina molto allegra e colorata. Per ora il libro è edito solo in lingua inglese, ma per l'autunno, è prevista la pubblicazione anche in italiano e in altre lingue.
La prima ricetta che vi propongo è un classico della cucina provenzale: la Pissaladière. La ricetta fa parte della categoria picnic.
La Khoo introduce la ricetta così:

Un sacco di gente pensa che la Pissaladière provenzale sia la versione francese della pizza classica italiana. In realtà, Pissaladière prende il nome da pissala, una pasta di pesce salata, originariamente utilizzata per insaporire il piatto. Al giorno d'oggi, la pizza base è condita con acciughe al posto della pasta di pesce, insieme con le cipolle cotte lentamente e le olive nere.

Pissaladière


Ingredienti per 4-6 persone

5 g di lievito di birra secco (io ne ho usato la metà!)
75 ml di acqua calda (tiepida!)
un pizzico di zucchero
150 g di farina bianca forte (Manitoba)

½ cucchiaino da tè di sale
½ cucchiaino da tè di rosmarino secco
1 cucchiaio di olio di oliva (exv), più quello per spennellare

per la farcitura

500g di cipolle grosse, affettate finemente (io ho usato quelle rosse)
8 acciughe,* scolate dall'olio
1 cucchiaio di olio (exv) d'oliva, più quello per condire
un pizzico di zucchero
la scorza di un arancia non trattata, grattugiata finemente (facoltativo)
10 olive nere snocciolate (per me taggiasche non snocciolate)


 
Preparare la base. Sciogliere il lievito nell'acqua calda (tiepida!) con lo zucchero. Unire il resto degli ingredienti secchi in una ciotola, versare il lievito sciolto e l'olio (exv) d'oliva e mescolate per formare un impasto. Lavorare l'impasto su una superficie leggermente infarinata, finchè non sarà liscio ed elastico (5 minuti).
Spennellare una teglia da forno con l'olio extravergine d'oliva. Stendere la pasta a 3 mm di spessore (come una pizza sottile con la forma che preferite), mettetela sulla teglia, spingendo un po' i fianchi. Spennellare con l'olio extravergine d'oliva, coprire con un canovaccio umido e far lievitare per 30 minuti (Io ho preferito far lievitare l'impasto due volte come per la pizza. La prima lievitazione dando la froma a palla e facendo lievitare fino al raddoppio, la seconda con l'impasto steso in teglia, lasciandolo lievitare per 30 minuti, ma dipende dalla temperatura).
Nel frattempo, preparare la farcitura. Soffriggere le cipolle e due delle acciughe in un cucchiaio di olio d'oliva (sempre extravergine!) per 30-40 minuti. Una volta che le cipolle sono morbide e hanno la consistenza di una marmellata, unire lo zucchero e la scorza d'arancia (se la usate). Lasciare raffreddare per 10 minuti.
Riscaldare il forno a 200°C. Cospargere le cipolle sopra l'impasto, poi le restanti acciughe.** Versare po 'di olio d'oliva e cuocere per 20-25 minuti o fino a quando la base è dorata (per me 30 minuti). Togliere dal forno e distribuire le olive. Servire calda o fredda.


La Pissaladière è deliziosa, non fatevi spaventare dalla quantità di cipolle, la cottura prolungata (prima sul fuoco poi in forno) le rende digeribili. Anche chi non ama le cipolle mangerà questa "focaccia" con gusto!

* Le alici che compro, sono il tipo lusso che sono conservate in un buon olio d'oliva. Sono meno salate rispetto ai filetti in scatola che si trovano al supermercato. Se quelli che si comprano sono molto salati, dovrebbero essere sciacquati accuratamente ed asciugati su carta assorbente da cucina.

** Se preferite le acciughe succuose e non croccanti, aggiungetele alla fine insieme alle olive (le olive tendono a seccarsi se cotte nel forno).
Note personali: partiamo dal lievito... 5g sono eccessivi per la quantità di farina indicata nella ricetta. Di solito ne servono 7g per 500-600g di farina...Al primo tentativo il mio lievito era in sciopero e ne è venuta fuori una schiacciata croccante... Al secondo, ho utilizzato metà del lievito indicato nella ricetta, 2-3 g sono più che sufficienti (volendo anche meno...). Ho preferito adottare la doppia lievitazione piuttosto che la sola lievitazione in teglia con l'impasto già steso, perchè si ottiene un risultato migliore, l'impasto può maturare di più e diventa anche più digeribile. Le cipolle che ho preferito utilizzare io erano quelle rosse, solo per una questione di gusto personale, ma sono meno fotogeniche...
Altro appunto che mi sento di fare alla Khoo, è  che non indica le dimensioni della teglia da utilizzare per la cottura... Dalla foto del libro sembra una 30x40cm, io ne ho utilizzata una rotonda di 35 cm di diametro.
Diciamo che, il primo approccio con le ricette di Rachel Khoo, mi ha lasciato qualche perplessità....  vedremo con le prossime cosa succederà...!?!

domenica 9 settembre 2012

Frittata di spaghetti

Ho sentito tante volte parlare della frittata di pasta napoletana, ma non l'avevo mai assaggiata, fino a quest'estate... Per trovare questa ricetta sono andata, a colpo sicuro, nel blog di Anna Luisa e Fabio di Assaggi di viaggi. Il piatto nasce dall'esigenza di riciclare gli avanzi del pasto precedente, perchè in cucina non si dovrebbe buttare via niente... Io ho preparato la pasta apposta per fare questa ricetta.
Questa frittata viene spesso gustata in spiaggia sotto l'ombrellone, o per un picnic, ma anche a casa va benissimo! Tempo fa, ho visto una famiglia in piscina, con una borsa frigo stracolma di cibo, tirare fuori la famosa frittata, io invece stavo mangiando un semplice panino... avrei fatto volentieri cambio :-) Esistono due versioni di questa frittata, bianca e rossa, io ho provato la bianca. Ma la prossima volta sarà il turno della rossa! All'assaggio si sente subito la crosticina croccante, poi il morbido del ripieno, saporito e filante.. provatela!




Ingredienti per 4 persone

250 g di spaghetti
4 uova
50 g di Parmigiano grattugiato
100 g di prosciutto cotto affettato
200 g di Provola (io ho usato della scamorza affumicata)
olio di oliva
sale

Cuocere gli spaghetti, scolarli al dente e passarli sotto l'acqua fredda per fermare la cottura.
Tagliare la scamorza a fette sottili, sbattere le uova con il sale in una terrina capiente, unire il Parmigiano e gli spaghetti ben sgocciolati e amalgamare bene. Scaldare bene l'olio in una padella (diametro 26 cm) e versare la metà degli spaghetti, livellandoli il più possibile. Fare un primo strato con la metà del prosciutto, proseguire con la scamorza, e terminare con il  prosciutto. Aggiungere l'altra metà degli spaghetti e far friggere per una decina di minuti, finchè non si sarà formata una crosticina dorata. Capovolgere la frittata con coperchio e terminare la cottura anche sull'altro lato.
Tamponare la frittata con carta assorbente da cucina per eliminare l'olio in eccesso e servirla calda o a temperatura ambiente.
Buon appetito!

venerdì 24 agosto 2012

Grecia: Lefkada.....!!!

Dopo una prolungata latitanza dal blog, eccomi di ritorno! Non sono stata due mesi in vacanza... magari!!! Ci sono state solo una serie di situazioni, che mi hanno tentuta lontana per un pò...
Dopo l'ultimo Starbooks prima della pausa estiva, completamente dedicato alla meravigliosa cucina della Grecia, la voglia di tornare in questo stupendo paese era tanta... così la decisione non è stata difficile! La destinazione è stata la bellissima isola di Lefkada  (grazie Araba!), che si trova sul Mar Ionio, a sud di Corfù. L'isola ha una vegetazione lussureggiante, è ricca di ulivi e di scorci suggestivi, con tramonti sul mare indimenticabili...!!! Il profumo dell'origano e del timo era inebriante...
La costa occidentale e sud-occidentale è la più selvaggia, ed è quella che a noi è piaciuta di più. Vi si trovano calette, ma anche lunghe spiaggie, incastonate tra le scogliere a picco sul mare. Per raggiungere la più rinomata, che è Porto Katsiki, bisogna scendere per 120 gradini, ma la discesa non è nulla confronto alla salita sotto il sole con 42°C dei primi giorni di vacanza, tanto che ho rischiato il collasso! Dopo questa prova ero pronta per affrontare la spiaggia più impegnativa e, probabilmente, quella che mi è piaciuta di più: Egremni. Qui i gradini da fare sono 350 + 350...(ma ne vale assolutamente la pena!) meno male che, nel frattempo, la temperatura era tornata ai livelli "normali". I 700 gradini di Egremni scoraggiano molti turisti, tanto che la spiaggia, nonostante fossimo nel massimo della stagione, era poco affollata :-)
Altra spiaggia da menzionare è Vassiliki, regno del windsurf, dove i ragazzi, sotto l'esperta guida di Oliver, hanno preso confidenza con tavola e vela...
Ma passiamo al cibo, che è stato il leitmotiv della vacanza :-))) Ho fatto scorpacciate di polpo grigliato (che adoro), ma anche di: Moussaka, Pita Gyros, Tzatziki (combattendo poi con il mio stomaco, ma pazienza!), Taramosalata, insalata greca, Pastitsio, Saganaki, yogurt con miele di Timo, che è tipico dell'isola, insieme all'olio d'oliva. Insomma, non mi sono fatta mancare niente ;-)
Nelle taverne dell'isola, si mangia (abbondantemente) mediamente con 15-20 euro a testa!!!
Qualche piccolo consiglio se doveste decidere di andare a Lefkada. La macchina è indispensabile per visitare l'isola, quindi, o prendete il traghetto fino a Igoumenitsa (come abbiamo fatto noi), e poi dovrete percorrere circa 130 Km di strada (comoda), oppure volate fino a Preveza (che dista 30 Km dall'isola) e noleggiate lì una macchina. Lefkada è un'isola, ma è vicinissima alla terraferma, a cui è collegata da un breve ponte.

Adesso vi mostro qualche foto del viaggio, così vi farò venire ancora più voglia di visitare questo angolo di paradiso immerso nel Mar Ionio...

Porto Katsiki



Agios Nikitas



Egremni


 
Egremni


 
.... ancora Egremni
 
 
 
Afteli


prove di windsurf a Vassiliki
 



Kitesurf a Lefkada town
 


Insalata greca


 
Saganaki



Moussaka


 
Pastitsio
 



Polpo grigliato (quello che è rimasto quando mi sono ricordata di fototgrafarlo...)
 


Tramonto nei pressi di Lefkada town



Porto di Igoumenitsa (in attesa dell'imbarco per tornare a casa...)


Αντίο Ελλάδα.....

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